Attualità - 04 maggio 2026, 12:52

Bike sharing, basta parcheggi 'selvaggi' delle bici elettriche: scatta il piano per fermare il caos

L’assessore Robotti: “Lasciare i mezzi ovunque è un atto di inciviltà”. Obbligo di foto a fine noleggio e multe per chi blocca i marciapiedi

Bike sharing, basta parcheggi 'selvaggi' delle bici elettriche: scatta il piano per fermare il caos

In merito alle recenti segnalazioni riguardanti il posizionamento irregolare di biciclette elettriche in vari quartieri della città, l’assessore alla Mobilità del Comune di Genova, Emilio Robotti, interviene per fare chiarezza sulla nuova fase del servizio di bike sharing e sulle regole vigenti poste a tutela del territorio.

Dal 30 aprile 2026, il sistema di mobilità cittadina ha cambiato radicalmente rotta: lo storico servizio “Zena by Bike” è stato dismesso per lasciare spazio a un modello di libera iniziativa regolamentata. Questo passaggio mira a un’offerta più dinamica ma soggetta a criteri stringenti, volti a evitare il sovrappopolamento di mezzi e a garantire un’integrazione armoniosa con il Trasporto Pubblico Locale (TPL).

"Il bike sharing può e deve funzionare a Genova, ma non a discapito del decoro e della sicurezza. Le nuove linee guida sono state pensate proprio per correggere le criticità del passato. Siamo in una fase di sperimentazione per il biennio 2026-2027 e il nostro obiettivo è chiaro: fornire un servizio efficiente, che sia un alleato di chi vive la città, non un ostacolo. Tuttavia, l'efficacia delle regole dipende anche dal senso civico degli utenti: abbandonare una bici in mezzo a una strada o su un marciapiede è un atto di inciviltà che danneggia l'intera comunità".

"Stiamo procedendo- continua Robotti- con la riconversione delle stazioni di posteggio di Zena bike in posteggi “bike sharing” e con la trasformazione di alcuni stalli “Kiss & buy” presenti nei municipi in posteggi “Bike e car sharing”. Inoltre, ci stiamo coordinando con la Polizia Locale e con gli operatori, ai quali sin dall'inizio inviamo segnalazioni di bici posteggiate impropriamente, per aumentare i controlli e applicare eventuali sanzioni sia agli utenti, che agli operatori. Infine, stiamo procedendo anche con il progetto “BicIncomune” per ciclabilità da e verso le spiagge, con l’installazione di nuove aree posteggio bici private e bike sharing".

Per evitare l'invasione disordinata dello spazio pubblico, l’Amministrazione ha stabilito che la flotta complessiva dei mezzi non potrà superare i 2.350, di cui 2.000 biciclette (muscolari ed e-bike), 300 e-scooter e 50 cargo e-bike. Sono espressamente esclusi dal regolamento monopattini, segway e hoverboard.

Il sistema si basa su pilastri tecnologici e sanzionatori molto chiari:

  • Obbligo di fotografia: A fine noleggio, l’utente deve scattare una foto del mezzo correttamente parcheggiato. Se la posizione è irregolare, l'operatore non deve consentire la chiusura della corsa, continuando ad addebitare il costo.
  • Limiti di velocità automatici: Grazie al GPS, i mezzi rallentano automaticamente a 6 km/h nel Centro Storico e a 20 km/h nel resto del territorio.
  • Divieto di sosta sui marciapiedi: La sosta è consentita solo nelle aree dedicate (Centro Storico) o negli spazi per moto e bici a bordo strada (resto della città). Gli operatori sono obbligati a rimuovere i mezzi pericolosi entro tempi brevissimi.

"Il successo di questi servizi negli ultimi mesi- conclude Robotti- testimonia l'ampiezza della domanda e l'importanza dell'intermodalità, che porta benefici concreti in termini di ambiente, sicurezza e riduzione del traffico. Ricordiamoci che l'occupazione dello spazio pubblico di una bicicletta è sempre inferiore a quella di un mezzo a motore: imparare a convivere con queste diverse modalità di spostamento è un passo fondamentale per la crescita della nostra città".



 

Redazione

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