Attualità - 04 maggio 2026, 08:00

Sestri e Cornigliano, arriva la stretta sulle bombole Gpl abbandonate: il Municipio valuta limiti all’uso nelle case già servite dal gas

Approvata la mozione del M5S: si punta a un’ordinanza per regolamentare l’utilizzo e a controlli incrociati su utenze e catasto per individuare situazioni anomale. Il capogruppo Trotta: "Fenomeno ormai strutturale". Intanto sui social il caso diventa virale tra ironia e immagini di bombole 'travestite'

Sestri e Cornigliano, arriva la stretta sulle bombole Gpl abbandonate: il Municipio valuta limiti all’uso nelle case già servite dal gas

Valutare un’ordinanza per limitare, o in alcuni casi vietare, l’utilizzo delle bombole GPL nelle abitazioni già servite dalla rete gas, rafforzando allo stesso tempo le azioni di contrasto all’abbandono sul territorio. È questo il nocciolo della mozione presentata dal Movimento 5 Stelle e approvata dal consiglio del Municipio Medio Ponente, con la maggioranza favorevole e l’opposizione astenuta.

Un tema che parte da un dato sempre più evidente: la presenza di bombole abbandonate su marciapiedi, aree di passaggio e punti di raccolta rifiuti, segnalata con crescente frequenza da cittadini e residenti, in particolare tra Sestri Ponente e Cornigliano. Una situazione che, oltre al degrado urbano, rappresenta anche un potenziale rischio per la sicurezza pubblica, legato alla possibile presenza di residui di gas o a manomissioni.

Si tratta di una dimensione episodica ma ormai strutturale. Le bombole vengono spesso abbandonate su marciapiedi e vicino ai rifiuti”, spiega il capogruppo M5s Matteo Trotta. “In diversi comuni esistono già forme di verifica incrociata sui consumi energetici per individuare situazioni anomale. È tecnicamente possibile incrociare dati catastali e informazioni di Arera per circoscrivere gli interventi”.

La mozione propone infatti un approccio integrato: da un lato la valutazione di strumenti normativi per regolamentare l’uso delle bombole in contesti dove non sarebbero necessarie, dall’altro l’attivazione di controlli mirati attraverso l’incrocio di banche dati, catastali ed energetiche, per individuare immobili non allacciati alla rete gas o situazioni irregolari. Tra le ipotesi anche il coinvolgimento di ARERA e dei gestori dei servizi per delimitare con maggiore precisione il perimetro degli interventi.

Accanto a questo, viene richiesto di rafforzare la collaborazione tra Amiu e Polizia Locale per il recupero delle bombole abbandonate e per risalire ai responsabili, anche attraverso i codici identificativi presenti sui contenitori, oltre a promuovere campagne di sensibilizzazione sul corretto utilizzo e smaltimento.

Sul tema non sono mancate le perplessità da parte dell’opposizione. Il consigliere Alessandro Laguzzi (Fdl)ha sottolineato le difficoltà di applicazione: “L’abbandono delle bombole è evidente, le troviamo ogni giorno. Ma è difficile pensare di controllare casa per casa o introdurre un divieto permanente. Il Comune può intervenire solo in caso di pericolo grave”.

Dubbi anche sul possibile mercato irregolare. Nunzio Rondoni, consigliere di Forza Italia, ha evidenziato: “Il fenomeno è diventato esagerato. Spesso troviamo bombole senza piombi e numeri: viene il dubbio che ci sia un giro di nero, bisogna capire da dove arrivano”.

Nonostante le criticità sollevate, la mozione è stata approvata, impegnando il Municipio a farsi promotore presso il Comune di Genova per valutare l’introduzione di un’ordinanza specifica, oltre ad avviare verifiche e azioni coordinate per contrastare un fenomeno sempre più diffuso sul territorio.

Intanto, mentre il tema entra nel dibattito istituzionale, sui social non è mancata l’ironia: tra le segnalazioni sono circolate anche immagini creative realizzate con l’intelligenza artificiale, con bombole “travestite”, come successo in Piazza Aprosio a Sestri, diventando simbolo, tra sarcasmo e denuncia, di un problema ormai sotto gli occhi di tutti.

Federico Antonopulo


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