Si avvia verso l’archiviazione l’inchiesta sulla morte dell’imprenditore 52enne avvenuta a metà febbraio in via Ceccardi, nel centro di Genova. Per il pubblico ministero Federico Panichi, titolare del fascicolo aperto per istigazione al suicidio, “si sarebbe trattato di un gesto volontario”.
Gli accertamenti della Squadra Mobile avrebbero delineato un quadro chiaro: l’uomo, attivo nel settore della ristorazione e coinvolto come socio non ufficiale in altre attività, era gravato da diversi debiti. Un testimone lo avrebbe inoltre visto, alcuni giorni prima, nello stesso stabile, mentre tentava di buttarsi.
A rafforzare la ricostruzione degli investigatori anche le analisi di pc e telefono: il 52enne avrebbe effettuato ricerche online sui metodi per togliersi la vita.
Dopo la richiesta di archiviazione, i familiari potranno decidere di opporsi. In quel caso sarà il giudice a fissare un’udienza per valutare la richiesta del pubblico ministero e stabilire se accoglierla o disporre ulteriori indagini.
Quello di via Ceccardi è uno stabile già segnato in passato da una tragedia: nel 2012 una donna di 43 anni si tolse la vita lanciandosi dalla finestra dello studio del suo avvocato mentre teneva in braccio il figlio di quattro anni. La donna morì sul colpo, mentre il bambino rimase gravemente ferito.






