Il ritorno al pagamento degli impianti verticali a Genova sta disegnando uno scenario di scarso appeal per le tariffe dedicate. Dopo la lunga stagione della gratuità che aveva caratterizzato il biennio 2024-2025, i numeri forniti dall'assessore alla Mobilità Emilio Robotti in Consiglio Comunale delineano una realtà fatta di poche adesioni: a oggi, gli abbonati annuali che hanno scelto la formula specifica per ascensori e linee collinari alla cifra di 160 euro sono appena 749. Un dato che ha immediatamente acceso la miccia del confronto politico sulla sostenibilità del piano di risanamento di AMT.
Il consigliere comunale Lorenzo Pellerano ha sollevato il caso con una critica serrata alla struttura dei costi, definendo l'attuale tariffa "non competitiva" rispetto al prezzo del biglietto singolo da 1,20 euro. Secondo il consigliere, il rischio è quello di un autogol finanziario e sociale. "Se il Comune mettesse l'abbonamento verticale a 70 euro, certamente triplicheremmo gli abbonati" ha incalzato Pellerano, citando quartieri simbolo come Castelletto o le aree servite dall'ascensore di Montegalletto. "I cittadini farebbero l’abbonamento e utilizzerebbero di più i mezzi, portando le entrate da 120.000 euro a oltre 210.000 euro. È una proposta di buon senso per rendere la città più sostenibile in modo non ideologico".
La risposta della Giunta, tuttavia, ha gelato le speranze di una rimodulazione a breve termine. L'assessore Robotti ha chiarito che la nuova politica tariffaria, introdotta ufficialmente solo il 17 novembre 2025, ha una natura sperimentale ma è strettamente vincolata alle necessità di bilancio dell'azienda. "Questa revisione rappresenta una delle azioni strategiche fondamentali su cui si basa l'attuale piano di risanamento di AMT e il documento che verrà sottoposto al tribunale" ha spiegato l'assessore. Robotti ha inoltre ricordato che il monitoraggio è costante, ma che ogni decisione deve passare dal coordinamento con la Città Metropolitana. "Allo stato attuale non è prevista alcuna modifica" ha concluso, precisando che gli impianti restano comunque fruibili per chi possiede già altre forme di abbonamento urbano, come quelli per studenti o over 70.
La replica di Pellerano è stata un appello a non restare ancorati a schemi rigidi in attesa del 2026. "L'idea di non rimodulare è una scelta ideologica" ha ribadito il consigliere, invitando l'amministrazione a valutare l'interesse della cittadinanza prima ancora delle tabelle di bilancio. "I cittadini sarebbero riconoscenti se aveste il coraggio di correggere il tiro. Aumentereste il gettito e l'utilità di mezzi che sono caratteristici della nostra città e hanno un potenziale enorme ancora inespresso”.






