Continuano a rincorrersi le notizie sull’avanzamento del taglio dei pini di corso Andrea Podestà, in Carignano.
Dopo l’abbattimento di due esemplari, avvenuto ieri mattina presto, la Procura di Genova è intervenuta disponendo il sequestro di tutti i pini del viale, fermando le motoseghe mentre stavano per operare un nuovo taglio.
Ma se ieri sera la notizia di un sequestro era stata smentita, questa mattina i sigilli sono confermati e i nastri sono stati posizionati.
Secondo quanto ricostruito dal Secolo XIX, l’iniziativa è scattata a seguito degli esposti presentati da Italia Nostra e da un gruppo di residenti del quartiere di Carignano. Il procuratore aggiunto Federico Manotti e la sostituta Eugenia Menichetti hanno aperto un fascicolo d’indagine ipotizzando i reati di "distruzione o deturpamento di bellezze naturali" (art. 734 c.p.) e violazione delle norme sulla tutela dei beni paesaggistici (art. 181 D.Lgs 42/2004). La delega per le indagini è stata affidata ai Carabinieri in forza al Palazzo di Giustizia, che hanno provveduto a mettere i sigilli alle alberature per tutelarne l’integrità.
A chiarire cosa è accaduto è Giorgio Scarfì, presidente del Circolo Nuova Ecologia: “La situazione specifica dei pini di Corso Podestà è molto complessa tra perizie (ancora sconosciute), richieste di Aster e disposizioni specifiche dell’assessorato che si sono accavallate creando inutile confusione quando ci sarebbero state occasioni e modalità diverse per chiarire i fatti. Quello che invece resta chiaro, indipendentemente da questa specifica questione, è un metodo complessivo di gestione operativa, comunicativa, partecipativa del verde cittadino che rifiutiamo in toto perché ha ampiamente dimostrato nel corso degli anni di non essere in grado di garantire i risultati necessari in qualità, quantità e tempistica. Comune (verde pubblico e privato, uffici dell’urbanistica/edilizia ma anche polizia locale), Aster, Soprintendenza, Ordini professionali e per certi aspetti anche le forze dell’ordine nelle loro rispettive attività e nelle loro necessarie interazioni ed interlocuzioni hanno alla fine creato un “sistema” che purtroppo non genera la cura, il mantenimento, il controllo, l’informazione e lo sviluppo in quantità e qualità del verde urbano che tutti i cittadini, non solo le associazioni ambientaliste, aspettano da troppi anni”.
Scarfì conclude: “Possiamo disquisire all’ infinito di perizie e contro perizie, di come dovrebbero essere gestiti i servizi, di concetti di bellezza, qualità e sostenibilità e anche di sicurezza (che nessuno dimentica) ma senza un’intervento deciso di riorganizzazione complessiva non si raggiungerà mai un risultato soddisfacente. E il primo passo concreto spetta alla Sindaca Salis e alla sua giunta che se ha dato qualche segnale positivo con alcune iniziative attese da tempo non ha ancora dimostrato di aver messo al centro della sua agenda la questione, in particolare sulla responsabilità, gestione e pianificazione delle risorse umane e materiali dedicate allo scopo”.
COSA È ACCADUTO IERI
Il bilancio della giornata ha visto due grandi pini abbattuti dai tecnici di Aster nelle prime ore del mattino. Secondo quanto riferito dall'amministrazione, questi esemplari erano classificati in "classe D", ovvero con un livello di pericolosità massimo che ne rendeva urgente la rimozione per la sicurezza pubblica.
Il sequestro è però intervenuto nel pomeriggio, impedendo il taglio di altri due alberi situati nei pressi di piazza Alessi. Questi ultimi risultano classificati in "classe C" (pericolosità moderata con monitoraggio cadenzato) e non sarebbero stati oggetto di abbattimento immediato, in attesa di ulteriori verifiche tecniche. Resta l'ipotesi che l'urgenza dei tagli fosse legata anche alla logistica della prossima Adunata degli Alpini, prevista per i prossimi giorni.
L'assessora al Verde urbano, Francesca Coppola, ha ribadito la regolarità delle procedure seguite dagli uffici comunali sottolineando che i pini abbattuti erano inseriti in classe D, quella di massimo livello di pericolosità. A proposito degli esemplari non abbattuti, Coppola ha spiegato di aver chiesto ulteriori approfondimenti per definire con massimo rigore tecnico e scientifico lo stato di salute degli alberi ed evitare interventi non strettamente necessari.






