Politica - 05 maggio 2026, 14:00

Case di Comunità, sono 2.800 i cittadini che hanno partecipato agli Open day di aprile nelle cinque ASL

L'assessore Nicolò: "227 i medici che entro maggio porteranno a coprire tutta la turnistica”

Case di Comunità, sono 2.800 i cittadini che hanno partecipato agli Open day di aprile nelle cinque ASL

Due giorni di visite gratuite per far conoscere ai cittadini la nuova sanità territoriale, con una risposta di oltre 2.800 cittadini. Sono i dati forniti dall’assessore alla Sanità della Regione Liguria, Massimo Nicolò, sugli Open day delle Case di Comunità del 18 e 19 aprile scorsi.

“In Consiglio regionale – spiega il capogruppo di Vince Liguria, Matteo Campora, che ha presentato un’interrogazione – ho chiesto all’assessore alla Sanità Nicolò un riscontro sui recenti Open day delle Case di Comunità. La mia interrogazione nasce con lo scopo di verificare l’apprezzamento dei cittadini e capire se la comunicazione sia arrivata in modo puntuale, approfondendo il tema delle Case di Comunità, che sono elemento cardine del nuovo sistema sanitario”.

Lo scorso 18 e 19 aprile, infatti, Regione Liguria ha promosso un Open day diffuso delle Case di Comunità, offrendo visite e prestazioni gratuite ad accesso libero. Un’iniziativa volta a far conoscere i servizi e ad avvicinare la popolazione a questo nuovo modello organizzativo della sanità territoriale.

L’assessore alla Sanità Massimo Nicolò ha illustrato i risultati spiegando che, dei 2.800 accessi totali, sono stati 622 quelli in Asl 1, 966 in Asl 2, 501 in Asl 3, 208 in Asl 4 e 380 in Asl 5.

“L’iniziativa, promossa da Regione Liguria in collaborazione con Ats Liguria – afferma Nicolò – ha registrato complessivamente oltre 2.800 accessi tra sabato 18 e domenica 19 aprile. I numeri hanno confermato l’interesse crescente verso un modello di assistenza integrata e facilmente accessibile. Le aperture straordinarie, con visite e prestazioni gratuite ad accesso diretto, sono state non solo un’opportunità concreta di prevenzione e cura, ma anche un momento di conoscenza e orientamento per i cittadini rispetto all’offerta sanitaria territoriale. Per le Case di Comunità qualcuno parla di scatole vuote, invece abbiamo dimostrato che non lo sono assolutamente e sono 227 i medici che porteranno a coprire tutta la turnistica”.

“Numeri – commenta Campora – che confermano l’interesse crescente verso un modello di assistenza diffusa, integrata e facilmente accessibile e direi ben comunicata, visto il risultato. Le aperture delle Case di Comunità, con visite e prestazioni gratuite ad accesso diretto, si sono rivelate non solo un’opportunità concreta di prevenzione e cura, ma anche un momento di conoscenza e orientamento per i cittadini rispetto all’offerta sanitaria territoriale, confermando il valore strategico di queste strutture. È quindi smentita la narrazione delle Case di Comunità come contenitori vuoti”.

Elena Romanato


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