“Inaccettabili oltre che false le scritte apparse sul manifesto esposto in città e mi auguro che Silvia Salis scelga, almeno questa volta, di non restare in silenzio ma prenda le distanze da questo messaggio. Al Sindaco che, rigorosamente sempre in fascia tricolore, scende in piazza per ogni manifestazione a favore della Flottilla ricordo che il nostro Governo non ha mai fatto mancare il proprio supporto al processo di pace agendo con responsabilità e attraverso canali diplomatici” così Alessandra Bianchi, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale in merito allo striscione esposto in Piazza del Principe
“Silvia Salis prenda immediatamente le distanze da quelle scritte tanto odiose quanto false. Non è tollerabile mistificare la realtà dei fatti sino a questo punto” aggiunge l’On. Matteo Rosso.
"Le dichiarazioni di Alessandra Bianchi, capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio Comunale a Genova, e Matteo Rosso, Fratelli d’Italia, in risposta alla nostra azione politica di ieri sono totalmente false. Colpisce, ancora una volta, la loro reazione dato che più che indignarsi per ciò che accade in medio oriente scelgono di concentrare tutta la loro attenzione su uno striscione. Arrivano perfino a chiedere alla sindaca Salis di prendere le distanze, come se il problema fosse la denuncia e non ciò che viene denunciato. È un capovolgimento evidente della realtà, che mostra una scala di priorità profondamente distorta. Il genocidio in Palestina, i sequestri di cittadini ed attivisti sulla Flotilla, i bombardamenti in Libano, Siria, Yemen e Iran ad opera dall’esercito israeliano e le complicità del governo guidato da Giorgia Meloni con Israele e i suoi crimini di guerra, sono fatti che incidono profondamente il nostro tempo. Solo dal porto di Genova transitano ogni anno migliaia di container diretti ad Israele. Lottare contro la guerra è un dovere storico e umano.
La propaganda guerrafondaia mostra sempre più i suoi limiti. Siamo orgogliosi di essere dalla parte giusta della storia: dalla parte dei lavoratori e degli studenti che scioperano contro la guerra, dalla parte dei ceti popolari schiacciati dalla speculazione internazionale. GIÙ LE ARMI, SU I SALARI", così in una nota Potere al Popolo Genova.






