Politica - 05 maggio 2026, 17:40

Stadio Ferraris, scontro sul coinvolgimento delle tifoserie: bocciato l’ordine del giorno

Respinta in Sala Rossa la proposta di audire i club di Genoa e Sampdoria entro maggio. L’opposizione accusa: “Tifosi esclusi”. La maggioranza replica: “Atto strumentale, li ascolteremo con i nostri tempi”

Stadio Ferraris, scontro sul coinvolgimento delle tifoserie: bocciato l’ordine del giorno

Il dibattito sulla riqualificazione dello stadio Luigi Ferraris si chiude con un nulla di fatto istituzionale. L’ordine del giorno straordinario presentato dai consiglieri Alessandra Bianchi, Paola Bordilli, Ilaria Cavo, Pietro Piciocchi e Sergio Gambino, che chiedeva di garantire un percorso partecipato e strutturato attraverso l’audizione dei rappresentanti di A.C.G. e Federclubs entro il mese di maggio, è stato respinto dall’aula. 

La discussione ha trasformato il tema del restyling in un acceso scontro politico, lasciando la richiesta di un confronto diretto con i tifosi priva di una scadenza formale e legata esclusivamente alle future intenzioni della maggioranza.

L'opposizione ha basato la propria iniziativa sulla necessità di rimediare a quella che Alessandra Bianchi ha definito “una chiusura preventiva avvenuta durante la commissione dello scorso 8 aprile”. "In quella sede sia il presidente della commissione che la giunta stessa hanno confermato che non ritenevano opportuno ascoltare in quel momento i tifosi", ha spiegato Bianchi durante il suo intervento, aggiungendo che "questa amministrazione piega il concetto di partecipazione a proprio piacimento in base a chi siano gli interlocutori". 

Secondo la consigliera, l'esclusione delle rappresentanze istituzionali dei club dal processo progettuale rappresenta un segnale preoccupante, specialmente a fronte di un iter che sembra aver subito rallentamenti. Anche Pietro Piciocchi ha rimarcato l'assenza di segnali concreti: "Dalle evidenze che abbiamo noi, perché poi con le persone parliamo anche noi, tifosi non pervenuti, amministrazione non pervenuta".

La risposta della maggioranza non si è fatta attendere, puntando sulla presunta incoerenza storica dei proponenti. La consigliera Martina Caputo ha respinto fermamente il documento, definendolo strumentale: "Noi lezioni da voi sulla partecipazione non ne prendiamo. Al momento dell'accordo con CDS, quando volevate vendere ai privati lo stadio, non mi risulta che aveste coinvolto le tifoserie". Un concetto ribadito dal consigliere Marco Mesmaeker, il quale, pur confermando l'intenzione di audire i tifosi in futuro, ha accusato il centrodestra di avere una "doppia morale", ricordando che "vi siete chiusi in una stanza un anno fa con dei privati decidendo di fare un progetto e di vendere lo stadio, e lì non c’erano i tifosi". Per Lorenzo Garzarelli, il cambio di rotta dell'opposizione è sospetto: "Vedere che di colpo si richiede una condivisione che fino a ieri non avveniva, non possiamo che vederlo come un atto totalmente strumentale".

A chiudere il cerchio è stato l’assessore Davide Patrone, che ha espresso il parere contrario della Giunta definendo la ricostruzione dell'opposizione come una "distorsione della realtà". Secondo l'assessore, la commissione dell'8 aprile aveva un carattere puramente tecnico e non rappresentava una volontà di esclusione. "Il coinvolgimento delle tifoserie rappresenta un elemento già previsto e condiviso", ha dichiarato Patrone, precisando però che tale processo sarà garantito "attraverso strumenti più organici e tempi coerenti con le fasi del procedimento stesso". 

Chiara Orsetti


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