Cronaca - 06 maggio 2026, 18:03

Si finge poliziotta e le fa credere che i risparmi siano a rischio: badante truffata per 24mila euro, arrestato un 39enne

La vittima, contattata da una donna che si spacciava per agente di polizia e da falsi funzionari di banca, ha effettuato un bonifico e consegnato contanti a domicilio in via Forte San Giuliano. Le indagini hanno portato all’arresto di un moldavo accusato di truffa aggravata in concorso

Si finge poliziotta e le fa credere che i risparmi siano a rischio: badante truffata per 24mila euro, arrestato un 39enne

Una telefonata in russo, un falso tesserino della polizia inviato su WhatsApp e la paura di perdere tutti i propri risparmi. Sarebbe partita così la truffa ricostruita dalla procura di Genova che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati e all’arresto di un 39enne moldavo, ritenuto parte del gruppo che avrebbe raggirato una badante facendole consegnare circa 24mila euro.

Secondo quanto emerso dalle indagini, la donna sarebbe stata contattata da una sedicente agente della polizia di Stato che la informava di un presunto tentativo di accesso ai suoi conti correnti da parte di un uomo presentatosi in banca con documenti intestati a suo nome. Per rendere credibile la versione, alla vittima sarebbe stato inviato anche un falso tesserino tramite WhatsApp.

Convinta che i propri soldi fossero a rischio, la donna avrebbe prima effettuato un bonifico da 2mila euro verso un conto estero indicato dai truffatori e successivamente consegnato il denaro contante custodito in casa. Secondo l’accusa, il 39enne, insieme ad altri complici al momento ignoti, si sarebbe presentato nei pressi dell’abitazione della vittima, in via Forte San Giuliano, ritirando 15mila euro il 27 maggio e altri 7mila euro due giorni dopo.

Le indagini della polizia giudiziaria si sono concentrate sulle utenze telefoniche utilizzate per i contatti e sui riscontri tecnici, tra cui l’analisi delle celle telefoniche. La vittima avrebbe inoltre riconosciuto uno dei presunti autori in un album fotografico mostrato dagli investigatori.

Per gli inquirenti si tratterebbe di una truffa organizzata e pianificata “a distanza”, costruita facendo leva sul timore della persona offesa e sulla convinzione di dover mettere al sicuro il proprio denaro. L’uomo, arrestato nei mesi successivi ai fatti, si trova attualmente detenuto. Nei suoi confronti è stato contestato il reato di truffa aggravata in concorso.

Redazione

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