(Adnkronos) - Il Tar del Lazio, Sezione Quinta Ter, ha respinto i ricorsi presentati da alcuni concessionari dei lidi di Ostia contro l’Avviso pubblico del 14 febbraio dello scorso anno, indetto da Roma Capitale, “per l’affidamento di 31 concessioni di beni demaniali marittimi del litorale di Roma Capitale per finalità turistiche e ricreative, con durata di un anno”.
I concessionari dei Lidi di Ostia avevano impugnato l’Avviso pubblico del Comune lamentando “la durata (solo) annuale della concessione (la quale, a termini di legge, non può avere una durata inferiore a cinque anni e superiore a venti): nel caso in esame venendosi a configurare una sorta di ‘concessione-ponte’; e ‘la previsione di una royalty’ a carico dell’aggiudicatario, stabilita con riferimento al fatturato complessivamente realizzato nell’esercizio della concessione, in aumento rispetto alla royalty del 2,00 % a base d’asta”.
Il Tar Lazio ha respinto i ricorsi con tre sentenze dello stesso tenore in cui rileva che il legislatore, nello stabilire la proroga delle concessioni sino al 30 settembre 2027 (o, al più tardi e secondo particolari condizioni, al 31 marzo 2028) ha ritenuto che “il compimento delle attività necessarie per il rilascio delle concessioni secondo il nuovo modulo procedimentale necessitasse di un apprezzabile lasso temporale, tanto da giustificare nelle more l’estensione della durata dei titoli in essere per salvaguardare la continuità dei servizi sulle spiagge in favore dell’utenza”.
Pertanto, il Tar Lazio ha ritenuto non illegittimo l’Avviso pubblico di Roma Capitale osservando che tale “esigenza può non irragionevolmente consentire lo svolgimento di una gara-ponte che garantisca il conseguimento dei medesimi obiettivi, ossia l’ordinata programmazione delle più ambiziose procedure di affidamento secondo il nuovo modulo procedimentale e, al contempo, la continuità dei servizi turistici e ricreativi sul litorale”. Roma Capitale, infatti, ha inteso promuovere una logica di valorizzazione del patrimonio, “traducendola - più che in un meccanismo di offerta al rialzo sul canone - nella previsione di una royalty sul fatturato che si aggiunge al canone stabilito sulla base dei criteri di legge”, previsione che secondo il Tar Lazio non risulta irragionevole.






