Attualità - 12 maggio 2026, 10:04

Liguria Rainbow rivendica le critiche agli alpini: "Adunata espressione di maschilismo, militarismo e cultura patriarcale"

Dopo le polemiche sui post contro le Penne Nere, l’associazione chiarisce il senso della frase "Not all alpini" e respinge le accuse: "Non significa colpevolizzare i singoli, ma guardare al problema strutturale". Poi la precisazione sul patrocinio: "Da anni non lo chiediamo per il Pride, diverso il caso della ColorataCena"

Liguria Rainbow rivendica le critiche agli alpini: "Adunata espressione di maschilismo, militarismo e cultura patriarcale"

A un giorno dalle polemiche scoppiate per alcune grafiche pubblicate sui social del Liguria Pride contro gli alpini, il coordinamento Liguria Rainbow interviene per chiarire la propria posizione. Nessun passo indietro rispetto alla critica all’Adunata nazionale, che Genova ha ospitato lo scorso fine settimana, ma una precisazione sul senso del messaggio e sul bersaglio della campagna: non i singoli alpini, spiega l’associazione, ma ciò che l’evento rappresenta sul piano culturale e politico.

Il caso era esploso dopo la pubblicazione di alcuni post legati alla promozione del Pride 2026, tra cui una grafica con la frase: "Al machismo e al militarismo, alle penne in erezione che occupano la nostra città, preferiremo sempre delle favolose piume, not all alpini". Parole che avevano provocato la reazione del centrodestra, con Fratelli d’Italia, Lega, Noi Moderati e Vince Genova che avevano chiesto alla sindaca Silvia Salis di prendere le distanze e di chiarire la posizione del Comune rispetto al patrocinio.

Nella nota diffusa nelle ultime ore, Liguria Rainbow spiega innanzitutto il significato dello slogan "Not all alpini", definendolo un adattamento dell’espressione "not all men", cioè "non tutti gli uomini". Una formula che, secondo il coordinamento, richiama una reazione frequente quando si parla di violenza di genere: quella di spostare il discorso sulle responsabilità individuali, finendo così per oscurare la dimensione culturale e sistemica del problema.

"Rifiutare questa retorica non significa colpevolizzare i singoli ma responsabilizzarli, spostando l’attenzione dal piano difensivo (‘non sono tutti così’) al problema strutturale della violenza (‘siamo tutti coinvolti’)", scrive Liguria Rainbow.

Il coordinamento conferma quindi il giudizio politico sull’Adunata. "In coerenza con le posizioni che abbiamo sempre espresso - si legge nella nota -, consideriamo l’Adunata nel suo insieme un’espressione di maschilismo, militarismo e cultura patriarcale". Una posizione che l’associazione collega anche al tema scelto per il Liguria Pride 2026, "Quella volta che la paura era dappertutto. E ci ripensammo tempesta", con l’obiettivo dichiarato di dare voce alle paure, a partire dalla violenza e dalla guerra.

Liguria Rainbow rivendica inoltre di essersi posta in continuità con gli appelli lanciati da altre realtà cittadine, tra cui Non una di meno Genova e Rete di Donne per la Politica, che nei giorni dell’Adunata avevano richiamato l’attenzione sul rischio di molestie, sugli aspetti giudicati machisti della manifestazione e sulla normalizzazione della guerra.

"Anche se ogni critica all’Adunata appare oggi un atto di lesa maestà - prosegue la nota -, riteniamo sia nostro ruolo di attivist suscitare interrogativi, dibattito e spingere a guardare con cura a quello che avviene nelle nostre strade".

Nella seconda parte della nota il coordinamento interviene anche sul tema del patrocinio, finito al centro delle critiche del centrodestra nei confronti della sindaca Salis. Liguria Rainbow precisa che il patrocinio non viene concesso automaticamente dall’amministrazione, ma deve essere richiesto dagli organizzatori. E, per quanto riguarda il Pride, la scelta resta quella adottata da anni: non chiederlo ad alcun ente.

"Come Coordinamento abbiamo scelto da anni di non richiedere il patrocinio a nessun ente per il Pride, perché riteniamo che la Parata debba restare un momento di protesta indipendente. E così avverrà anche quest’anno", chiarisce l’associazione.

Diverso, invece, il caso della ColorataCena, in programma il 16 maggio in piazza De Ferrari. Per quell’iniziativa, spiega Liguria Rainbow, la "proficua interlocuzione" avviata con la nuova giunta sulle politiche Lgbtqia+ ha portato il coordinamento a chiedere il coinvolgimento degli enti locali. Da qui il patrocinio gratuito del Comune e, tramite bando, un contributo economico del Municipio Centro Est.

"Si tratta però di un evento per sua configurazione molto diverso dal Pride - conclude il coordinamento -: in quanto legata alla Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia, è la celebrazione di una ricorrenza istituzionale".

Redazione

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