Attualità - 12 maggio 2026, 17:11

Palmaro, inaugurati i Giardini Garibaldini Praesi, su iniziativa della Fondazione Primavera

Un pensiero a Francesco Rivalta, Pietro Traverso, Salvatore Travi e Luigi Giuseppe Sartorio, che parteciparono alla Spedizione dei Mille, partendo dal celeberrimo scoglio di Quarto

La targa dedicata ai Giardini Garibaldini Praesi

La targa dedicata ai Giardini Garibaldini Praesi

Si chiamavano Francesco RivaltaPietro TraversoSalvatore Travi e Luigi Giuseppe Sartorio, nati tutti tra il 1828 e il 1842. Sono i quattro praesi che, partendo dal celeberrimo scoglio di Quarto, presero parte alla Spedizione dei Milleguidata da Giuseppe Garibaldi

In pochissimi lo sapevano e in pochi, prima di oggi, avevano approfondito questa pagina di storia del Ponente cittadino. Ma adesso, su iniziativa da parte della Fondazione Primavera, poi condivisa sia dal Municipio VII Ponente che dal Comune di Genova, ai Garibaldini Praesi sono stati intitolati i giardini presso via alle Sorgenti Sulfuree, nel sestiere di Palmaro.

La cerimonia di intitolazione, con la scopertura della targa progettata dagli uffici della Toponomastica del Comune di Genova, si è svolta questa mattina, alla presenza del presidente del Municipio VII Ponente, Matteo Frulio, del consigliere comunale Claudio Chiarotti e di Guido Barbazza, presidente onorario della Fondazione Primavera e già presidente del Municipio nel precedente ciclo amministrativo. 

L’intitolazione dei giardini ha visto la partecipazione sia di alcuni alunni e alunne dell’Istituto Comprensivo Pra’, sia della Banda Musicale Carlo Colombi, che ha allietato con le proprie note la cerimonia. 

La nascita dei Giardini Garibaldini Praesi è rientrata nell’ambito delle celebrazioni per il centosessantacinquesimo anniversario della Spedizione dei Mille, andate in scena lo scorso anno. L’evento storico fu uno degli episodi cruciali del Risorgimento. Avvenne dal 1860 al 1861, quando un migliaio di volontari, al comando di Giuseppe Garibaldi, partì nella notte tra il 5 e il 6 maggio da Quarto (allora nel territorio del Regno di Sardegna) alla volta della Sicilia, che faceva parte del Regno delle Due Sicilie. Lo scopo della spedizione era di rovesciare il governo borbonico e appoggiare le rivolte scoppiate sull’isola. I garibaldini sbarcarono l’11 maggio presso Marsala e, con il contributo di volontari meridionali e di rinforzi alla spedizione, aumentarono di numero, creando l’esercito meridionale. Dopo una campagna di pochi mesi con alcune battaglie vittoriose contro l’esercito borbonico, i Mille e il neonato esercito meridionale riuscirono a conquistare tutto il Regno delle Due Sicilie, permettendone l’annessione al nascente Regno d’Italia. 

Anche quest’anno si sono svolte celebrazioni, in particolare quella presso Villa Garibaldi, in via Sartorio a Quarto, sede del Museo Garibaldino: un luogo simbolico e strettamente legato alle ore che precedettero la partenza. Qui, infatti, Garibaldi e i suoi collaboratori misero a punto gli ultimi dettagli dell’impresa e qui l’Eroe dei Due Mondi trascorse la notte prima di dare avvio a un’azione destinata a cambiare la storia del Paese. 

Alla cerimonia hanno preso parte numerose autorità civili e militari. L’orazione ufficiale è stata pronunciata da Giacomo Montanari, assessore alla Cultura del Comune di Genova, che ha richiamato il valore storico e civile dell’impresa garibaldina: “Oggi, ricordando la partenza dei Mille, non parliamo soltanto un episodio glorioso del passato. Parliamo di una responsabilità, perché ciò che accadde qui ci interroga ancora, chiedendoci: siamo, oggi, capaci di essere come quella Genova? Come la Genova di Mameli, Mazzini, quella vissuta da Garibaldi? Siamo capaci di immaginare un futuro diverso, di costruire le competenze per realizzarlo, di sostenere il coraggio di chi prova a cambiare le cose? Siamo capaci di dare spazio ai giovani, di ascoltarne le aspirazioni, di riconoscerne la forza? Siamo capaci di tenere insieme visione e concretezza, ideali e capacità di realizzazione?”.

Secondo Montanari, “ogni generazione ha il suo ‘Quarto’, il suo momento in cui scegliere se restare sulla riva o salpare. Centosessantasei anni fa, da qui, qualcuno ha scelto di partire. Oggi, a noi spetta il compito di non fermare quel movimento. Di continuare, ciascuno nel proprio tempo, quell’opera incompiuta che è la costruzione di una comunità più giusta, più libera, più consapevole, più equa. Perché, in fondo, l’Italia non è nata una volta per tutte. Nasce ogni volta che qualcuno ha il coraggio di immaginarla migliore”.

Hanno portato il loro contributo anche il consigliere regionale, e presidente del Municipio IX LevanteFederico Bogliolo; il consigliere della Città MetropolitanaGiancarlo Campora, e la consigliera nazionale dell’Associazione Nazionale Veterani e Reduci GaribaldiniRaffaella Ponte. A suggellare la commemorazione sono state le note dell’Inno di Mameli, eseguito dalla Filarmonica di Cornigliano insieme agli alunni dell’Istituto Comprensivo Quarto. Un momento particolarmente intenso, che ha visto le voci degli studenti affiancarsi alla musica in un ideale passaggio di testimone tra chi custodisce la memoria storica e le generazioni chiamate a raccoglierne il valore.

Alberto Bruzzone

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