Il Consiglio Comunale ha approvato, con 24 voti favorevoli della maggioranza e l'astensione dell'opposizione, la delibera relativa al Piano di risanamento di AMT S.p.A..
Si tratta di una manovra senza precedenti per l'azienda di trasporto pubblico ligure, definita "storica" dai vertici di Palazzo Tursi, che punta a stabilizzare una società sull'orlo del collasso finanziario.
La sindaca Silvia Salis, intervenuta nonostante i postumi di un recente intervento chirurgico, ha usato toni netti per descrivere la gravità della situazione di partenza: "I debiti sono 280 milioni. Il bilancio del 2024 sancisce perdite per 56 milioni e 26 milioni nel 2025”. Per rispondere a questa voragine, il Comune ha messo in campo 110 milioni di euro tra denaro fresco, immobili e la rinuncia a crediti per 22 milioni.
Senza un intervento immediato, l'azienda si sarebbe trovata con “zero euro di cassa” e l'impossibilità di pagare gli stipendi.
“AMT resterà pubblica”, ha scandito Salis, rivendicando la scelta impopolare di chiedere sacrifici alla cittadinanza: “Non è stato semplice dire alla città che il servizio per mesi sarebbe peggiorato e che bisognava ricominciare a pagare. Il consenso di un sindaco va consumato quando l'interesse pubblico lo richiede”. La sindaca ha poi concluso con una promessa solenne: "È il nostro ‘whatever it takes’. Faremo tutto il necessario per salvare AMT”.
Il Vicesindaco e assessore al Bilancio Alessandro Terrile ha difeso il piano respingendo le richieste di estensione della gratuità nell’ODG presentato da Pietro Piciocchi e l'introduzione di biglietti a tempo ridotto da 45 minuti proposta da Noi Moderati. La motivazione è puramente contabile: “Genova è forse l'unica città con tariffe inferiori a quelle del 2020-2021, ma i prezzi bassi non garantiscono ricavi sufficienti. La norma impone ricavi da traffico del 35%, noi oggi siamo tra il 29 e il 30%”.
Terrile ha inoltre motivato il parere contrario alla reintroduzione delle gratuità totali come per la metropolitana: “Sarebbe bellissimo, ma non si ottiene la stabilità finanziaria. Tra il 2020 e il 2024 gli enti locali hanno dato 60 milioni in meno ad AMT; ora bisogna dargli di più”.
Terrile ha chiarito che pensare a biglietti "brevi" a metà prezzo porterebbe solo al dimezzamento dei ricavi in un momento di crisi. Anche la mancata approvazione immediata del bilancio 2024 (chiesto dall'ODG 4 a firma Vince Genova) ha una ragione tecnica: la società di revisione Deloitte richiede prima l'approvazione del piano di risanamento per poter certificare la “continuità aziendale”, presupposto senza il quale il bilancio non può essere chiuso.
Un pilastro del risanamento è la rinegoziazione dei debiti verso i fornitori. Il piano prevede che i creditori non garantiti (circa 30 milioni di euro) ricevano il 50% della somma subito, entro gennaio 2027. Particolare è la posizione di Trenitalia, che vanta un credito potenziale di 40 milioni (di cui solo 20 riconosciuti da AMT). L'amministrazione ha respinto l'emendamento 10, confermando la conversione di 15 milioni di euro in Strumenti Finanziari Partecipativi (SFP).
“Vogliamo fare una nuova alleanza commerciale, una nuova stagione di integrazione tariffaria ferro-gomma”, ha spiegato Terrile, precisando che tali strumenti non daranno a Trenitalia diritti di gestione o capitale, ma solo diritti patrimoniali legati all'andamento dell’azienda.
Il Consiglio ha approvato l'impegno a un monitoraggio trimestrale, come chiesto da Vince Genova e illustrato dal consigliere Davide Falteri, sull'andamento economico e sull'avanzamento di questi investimenti.
In totale sono stati 15 ordini del giorno e 3 emendamenti portati in aula dalla minoranza in Consiglio (7 di Vince Genova, 6 Odg del gruppo di Noi Moderati e 2 della Lega e sono stati presentati anche 3 emendamenti, due del consigliere di Forza Italia Mario Mascia e uno del consigliere di Vince Genova Pietro Piciocchi sottoscritto da tutta l’opposizione).
La maggioranza ha approvato gli impegni relativi al monitoraggio trimestrale del piano, al contrasto dell'evasione tariffaria e alla valutazione di agevolazioni per la fascia 14-18 anni. Sono stati invece respinti gli emendamenti che miravano a modificare i poteri della Giunta sul piano e la proposta di ridurre la validità dei biglietti a 45 minuti, giudicata economicamente insostenibile.
Terrile ha espresso parere favorevole per gli Odg 1-2-5-6-7-11-12-14 e 15. Parere contrario per l’Odg 3-4-8-9-10-13; parere negativo anche per gli emendamenti, post in votazione e respinti.
Nonostante la crisi, il Comune deve correre per non perdere i fondi europei. Entro il 30 giugno, AMT deve acquistare 108 nuovi mezzi tra autobus elettrici e filobus e completare 25 km di linea per gli assi Centro e Valbisagno.
CDX GENOVA: “A TESTA ALTA CON SENSO DI RESPONSABILITÀ”
“A testa alta la nostra opposizione in consiglio comunale si è astenuta sul piano di risanamento per Amt. Un piano di risanamento ma anche di ridimensionamento di corse, km percorsi, taglio di crediti ai fornitori (ora in ginocchio) e blocco del turn over con perdita di almeno 300 autisti. Ovviamente non siamo contrari al risanamento nè tantomeno a ogni iniziativa che sia finalizzata a sostenere Amt. Siamo infatti parte di quella maggioranza che in Regione ha sostenuto un finanziamento imprescindibile di 40mln di euro per Amt. Ma qui in Comune oggi abbiamo votato: non un finanziamento chiaro ma un piano indefinito e su cui non abbiamo avuto ne' risposte di chiarezza ne' accoglimento delle istanze portate tramire emendamenti e ordini del giorno. Non siamo favorevoli a tagli che possono pregiudicare il servizio per i cittadini su cui non abbiamo avuto rassicurazioni. Non siamo d'accordo neanche a dare deleghe in bianco (di questo oggi si trattava). Di qui un voto di astensione, dopo la bocciatura dei nostri emendamenti, di cui andiamo a testa alta perché non si tratta di un voto contrario ma di un voto di responsabilità nei confronti dei cittadini, di controllo e in molti casi di proposta nei confronti dell'amministrazione a cui spetterà l'attuazione ed il calare a terra del piano scelta dopo scelta e fermata dopo fermata” così Alessandra Bianchi capogruppo di FDI, Pietro Piciocchi capogruppo Vince Genova, Ilaria Cavocapogruppo Orgoglio Genova-Noi Moderati, Paola Bordilli capogruppo Lega, Mario Mascia capogruppo FI, Sergio Gambino capogruppo Gruppo Misto






