Attualità - 13 maggio 2026, 12:23

A palazzo Tursi la premiazione della IV edizione di “Quella volta che…” Concorso promosso da Opi Genova in occasione della Giornata Internazionale dell’Infermiere

L'assessore Lodi “Dobbiamo puntare sul lavoro di comunità e sul potenziamento dell’assistenza domiciliare, dove la relazione umana diventa medicina essa stessa”

A palazzo Tursi la premiazione della IV edizione di “Quella volta che…” Concorso promosso da Opi Genova in occasione della Giornata Internazionale dell’Infermiere

Questa mattina, nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, si è tenuta la cerimonia conclusiva della IV edizione del concorso di Poesia, Narrativa e Fotografia “Quella volta che…”. Promosso da OPI Genova in occasione della Giornata Internazionale dell’Infermiere, il concorso ha celebrato il valore sociale e professionale dell'assistenza attraverso arte, narrativa e fotografia, dando voce a chi la cura la vive ogni giorno: professionisti, studenti e cittadini.

Il concorso ha raccolto testimonianze intense, capaci di raccontare il valore umano, sociale e professionale dell’assistenza. Attraverso la scrittura e l'immagine, il progetto ha promosso una cultura fondata sull’empatia e sulla relazione profonda tra infermiere e assistito, mettendo in luce quegli incontri che segnano indelebilmente il percorso di cura.

«Per noi è stato un onore ospitare questa giornata nel Salone di Rappresentanza. Il lavoro degli infermieri è il pilastro del nostro welfare- ha dichiarato l'assessora Cristina Lodi, intervenuta all’evento- Oggi più che mai è fondamentale investire sulla formazione dei giovani, offrendo loro una spinta motivazionale che permetta alle nuove generazioni di intraprendere questa professione con competenza e orgoglio. In un contesto sociale sempre più sfidante, dobbiamo puntare sul lavoro di comunità e sul potenziamento dell’assistenza domiciliare, dove la relazione umana diventa medicina essa stessa. La contaminazione di saperi e la passione sono elementi imprescindibili: operare oggi in certi contesti è estremamente complesso, ed è per questo che strumenti come l’auto-aiuto sono vitali. Vedere tutti i professionisti in campo per 'fare comunità' è la risposta più forte che possiamo dare ai bisogni dei cittadini».

Redazione

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