Quattro beni d’arte sacra trafugati e dispersi da decenni tornano finalmente alla Chiesa genovese. Questa mattina il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale ha restituito all’Arcidiocesi di Genova alcuni manufatti recuperati grazie a un lungo lavoro investigativo: una preziosa icona mariana proveniente dal Santuario di Nostra Signora del Garbo in Valpolcevera, un antico bacile in bronzo appartenente alla chiesa di San Benedetto al Porto e due frammenti del dipinto “L’Apparizione della Vergine a San Giuseppe Calasanzio” del pittore napoletano Jacopo Cestaro.
L’opera più simbolica è senza dubbio la piccola icona mariana custodita per secoli nel Santuario di Santa Maria del Garbo, rubata circa quarant’anni fa e ritrovata nel 2023 dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri. L’icona, racchiusa in un contenitore di metallo dorato e oggetto di profonda devozione popolare, raffigura la Madonna seduta in trono mentre presenta il Bambino.
Secondo gli studi del professor Clario Di Fabio, basati su immagini storiche e materiale d’archivio, l’effigie risalirebbe al XII secolo. La tradizione racconta che l’immagine sacra venne ritrovata all’interno della cavità di un albero – “garbu” in genovese – e che proprio i miracoli attribuiti all’icona portarono, nella metà del Trecento, alla costruzione del santuario della Valpolcevera.
Dopo il furto, avvenuto decenni fa, le indagini per il recupero dell’opera sono proseguite a lungo e nel massimo riserbo. Un contributo importante al dissequestro dell’icona è stato fornito anche dall’Ufficio Legale dell’Arcidiocesi di Genova, coordinato dall’avvocata Laura Olivieri.
Tra i beni restituiti figurano anche due frammenti del dipinto “L’Apparizione della Vergine a San Giuseppe Calasanzio”, realizzato da Jacopo Cestaro tra il Settecento per la Chiesa di Nostra Signora delle Scuole Pie e dell’Angelo Custode, fondata dagli Scolopi. Del grande dipinto sono stati recuperati una porzione con alcune “Testine di angeli” e un secondo frammento più esteso raffigurante l’“Apparizione della Madonna con il Bambino”.
Il recupero dell’opera è stato particolarmente complesso: al momento del furto il quadro venne infatti tagliato in più parti per facilitarne l’immissione nel mercato antiquariale clandestino.
Restituito anche un grande bacile in bronzo proveniente dalla chiesa di San Benedetto al Porto, altro manufatto storico sottratto negli anni scorsi e ora nuovamente disponibile per la comunità ecclesiale genovese.
I beni saranno esposti al pubblico al Museo Diocesano di Genova a partire da giovedì 21 maggio e fino al prossimo settembre. L’esposizione racconterà non soltanto il valore artistico e religioso delle opere recuperate, ma anche il lavoro di tutela svolto dalle istituzioni.
«Tre importanti beni d’arte sacra tornano finalmente alla Chiesa genovese grazie all’attività del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale», spiega Paola Martini, conservatrice del Museo Diocesano di Genova. «Si tratta di opere rubate decenni fa e oggi restituite all’Arcidiocesi, che a sua volta le riconsegnerà alle comunità e ai luoghi di appartenenza».
Martini sottolinea anche il valore del lavoro di catalogazione e conservazione portato avanti negli anni: «L’esposizione sarà anche l’occasione per illustrare il lavoro svolto dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e l’attività di catalogazione, conservazione e tutela promossa dalle Diocesi insieme al Ministero della Cultura, fondamentale per consentire agli investigatori di identificare e recuperare i beni trafugati».
La mostra offrirà quindi ai visitatori l’opportunità di osservare da vicino opere rimaste per anni lontane dai loro luoghi originari, ma anche di comprendere l’importanza della collaborazione tra istituzioni civili ed ecclesiastiche nella salvaguardia del patrimonio storico, artistico e religioso del territorio genovese.









