Cultura e spettacoli - 13 maggio 2026, 18:41

Pegli, la sezione locale di Anpi ricorda la partigiana Teresa Mattei, con il libro di Sara Rattaro

Lunedì prossimo, alle 17 presso la sede del Municipio VII Ponente di via Pallavicini, presentazione del volume ‘Il vestito di mia madre. Storia di Teresa Mattei, antifascista’. Focus su una delle più amate Madri Costituenti, originaria di Genova

Teresa Mattei è una delle Madri Costituenti. A lei è dedicato l'ultimo libro di Sara Rattaro

Teresa Mattei è una delle Madri Costituenti. A lei è dedicato l'ultimo libro di Sara Rattaro

“Teresa Mattei fu una partigiana in tutto e per tutto. Ecco perché mi sono appassionata alla sua storia e ho voluto dedicarle un libro”. Così Sara Rattaro, apprezzata scrittrice genovese, originaria di Pegli, parla del suo ultimo romanzo. Si intitola ‘Il vestito di mia madre. Storia di Teresa Mattei, antifascista’, è pubblicato da Piemme e racconta la straordinaria vicenda umana, civile e politica di una delle cosiddette Madri Costituenti, ovvero le ventuno donne che diedero il loro fondamentale contributo nella stesura della Carta Costituzionale

Il lavoro di Sara Rattaro sarà presentato a Pegli lunedì prossimo, 18 maggio, alle ore 17 presso la sede di via Pallavicini del Municipio VII Ponente. A organizzare è la Sezione di Pegli di Anpi, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, dedicata a Mario Nicolò Dagnino. L’evento è patrocinato dal Municipio VII Ponente e sarà introdotto dai saluti del presidente dell’Anpi Pegli, Mino Massino, mentre l’intervista a Sara Rattaro sarà condotta dal giornalista Alberto Bruzzone. L’ingresso è libero e, al termine della presentazione, è previsto un firmacopie da parte dell’autrice. 

“Ognuna delle Ventuno Madri Costituenti - racconta Sara Rattaro - sarebbe perfetta per un romanzo. Perché tutte hanno avuto una vita straordinaria, nel senso di fuori dall’ordinario. Ho immaginato questa stesura già dopo il libro ‘Io sono Marie Curie’, ma non mi aspettavo di essere così a tema, con la vittoria del No al referendum e in un momento in cui le Madri Costituenti sono state evocate in maniera così forte. Tutto nasce da un articolo che ho scritto qualche tempo fa sul quotidiano ‘Il Secolo XIX’: è stato il direttore del giornale, Michele Brambilla, a suggerirmi il profilo di Teresa Mattei, genovese di nascita ma personaggio di assoluto rilievo a livello nazionale. Una partigiana in tutto e per tutto. Dopo la pubblicazione di quell’articolo, ho ricevuto molte mail da parte dei lettori, che mi chiedevano di raccontare di più su Teresa Mattei. Ho capito che nella sua vita fuori dall’ordinario c’erano tutti gli elementi per fare una storia, e così sono partita”. 

Delle Madri Costituenti, secondo Sara Rattaro, “si ricordano Nilde Iotti, che certamente è stata la più famosa di tutte, e forse Lina Merlin, nota soprattutto per la Legge Merlin del 1958 che abolì la prostituzione regolamentata. Per il resto, c’era e c’è tantissimo da riscoprire. Teresa Mattei fu una donna eccezionale, che già nel 1938, a Firenze, ad appena diciassette anni, ebbe il coraggio di alzarsi in piedi a scuola per contraddire un professore che stava difendendo le leggi razziali. Ancor prima, a sedici anni, era partita da Firenze in treno per andare a Nizza con quattrocentomila lire in tasca: una somma enorme per quei tempi. L’avrebbe dovuta consegnare a Carlo Rosselli, uno dei principali esponenti dell’antifascismo”. 

Il libro ruota intorno al dramma familiare di Teresa: il rapimento e poi l’uccisione del fratello di lei, Gianfranco, da parte del capitano delle SS Erich Priebke“È la chiave narrativa di tutto il romanzo - dice la scrittrice - Il dolore che Teresa ha provato per tutta la vita, per aver visto prima rapire e poi uccidere suo fratello dai nazisti. Al processo contro Priebke, Teresa Mattei poté testimoniare in quanto partigiana e fu tra le persone che contribuì alla condanna all’ergastolo di Priebke”.

Ma Teresa Mattei ebbe un ruolo attivo anche in tante altre occasioni, “come ad esempio nell’uccisione di Giovanni Gentile. Fu lei a condurre i sicari all’università e a indicare a loro chi fosse Gentile. Io a questa donna devo tantissimo, e anche moltissime di noi nate negli anni Settanta: penso che se oggi abbiamo certe libertà, anche dal punto di vista della professione, lo dobbiamo a tutto quello che ha fatto Teresa Mattei. Viviamo la vita che abbiamo desiderato grazie a una persona che si è guadagnata tutto, passo dopo passo, battaglia dopo battaglia”.

Alberto Bruzzone

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