La tragedia avvenuta alle Maldive durante un’immersione subacquea continua a lasciare sgomento mentre proseguono le difficili operazioni di ricerca e recupero nelle acque dell’atollo di Vaavu. Cinque italiani hanno perso la vita all’interno di una grotta sottomarina situata a oltre 60 metri di profondità: Monica Montefalcone, professoressa associata di Ecologia all’Università di Genova, la figlia Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino, biologa marina e assegnista di ricerca, Gianluca Benedetti, istruttore subacqueo, e Federico Gualtieri, sub e laureato in biologia marina.
Secondo le prime ricostruzioni, il gruppo si sarebbe immerso in una grotta composta da tre grandi ambienti collegati da strettoie. Le operazioni della Guardia costiera maldiviana sono rese particolarmente difficili dalla profondità, dalle forti correnti e dalle condizioni meteo avverse. Nelle scorse ore è stato recuperato il corpo di Gianluca Benedetti, mentre una nuova immersione è prevista domani per raggiungere il terzo settore della grotta. Finora i soccorritori sono riusciti a esplorare soltanto i primi due ambienti della cavità senza individuare gli altri corpi. Sul posto resta operativa la nave della Guardia Costiera maldiviana “Ghaazee”, mentre la Farnesina e l’ambasciata italiana a Colombo seguono costantemente le operazioni.
"Le ricerche sono ad alto rischio", ha spiegato l’ambasciatore d’Italia a Colombo, Damiano Francovigh, sottolineando come gli investigatori maldiviani stiano ancora cercando di chiarire cosa sia accaduto durante l’immersione. "La polizia locale sta effettuando un’indagine e solo dopo sarà possibile comprendere i motivi che hanno portato alla tragedia".
Nel frattempo a emergere è soprattutto il dolore dei familiari. Carlo Sommacal, marito di Monica e padre di Giorgia, ha raccontato incredulità e disperazione dopo la telefonata ricevuta dall’ambasciata: "Mi sono crollate le gambe. Ho dovuto dirlo a mio figlio, al fidanzato di Giorgia, ai miei suoceri". Ma accanto al dolore resta anche il dubbio su quanto accaduto in mare. "Io non so cosa sia successo là sotto. Ma è davvero strano che siano morti in cinque. Mia moglie ha fatto cinquemila immersioni, era un’esperta e sapeva cosa fare anche in caso di difficoltà".
Sommacal descrive Monica come una persona estremamente precisa e scrupolosa, qualità che attribuisce anche a Gianluca Benedetti. "Controllava tutto: le bombole, il meteo, ogni dettaglio. Non era uno sprovveduto". E parlando della moglie aggiunge: "Monica era rigidissima su tutto, attentissima alle regole. Tutte le precauzioni possibili loro ce le hanno avute".
Il dramma si intreccia poi con il futuro spezzato di Giorgia, che avrebbe dovuto laurearsi in ingegneria biomedica il prossimo mese. "Mio figlio Matteo le stava preparando di nascosto la festa di laurea", racconta Carlo, che prova a trovare la forza pensando proprio al figlio: "Ho perso tre persone in pochi mesi: prima mio fratello, adesso mia moglie e mia figlia. Io provo a resistere ma lui non so come reagirà".
Nelle sue parole c’è anche il tentativo di aggrapparsi a piccoli segni per affrontare il lutto. "Stanotte sono rimasto sul balcone a fumare. Abbiamo dei vasi di fiori e non avevo mai visto un bocciolo. Oggi c’erano. Per me sono Monica e Giorgia che mi stanno parlando". E poi la speranza che il recupero dei corpi possa aiutare a chiarire le cause della tragedia: "Monica spesso si immergeva con una GoPro. Se la trovano magari si potrà capire cosa è successo".
IL RACCONTO DEGLI ALTRI PASSEGGERI
Sono ore di shock e attesa per la comitiva di italiani a bordo della safari boat “Duke of York”, alle Maldive, dopo la scomparsa di cinque sub nelle acque dell’atollo di Vaavu. I venti passeggeri rimasti a bordo, tra studenti e ricercatori partiti per una missione scientifica legata all’Università di Genova, raccontano di non riuscire ancora a spiegarsi quanto accaduto. “L’immersione doveva durare meno di un’ora, quando non li abbiamo visti riemergere abbiamo subito iniziato le ricerche e dato l’allarme”, riferisce uno dei presenti, sottolineando come al momento del tuffo il mare fosse calmo e la visibilità ottima. Intanto gli esperti invitano alla prudenza: le grotte di Alimathà, dove il gruppo si è immerso, raggiungono profondità importanti e le forti correnti legate al monsone potrebbero aver reso ancora più complessa l’escursione subacquea.






