Il Comitato Liberi Cittadini di Certosa torna ad attaccare duramente sul futuro del prolungamento della metropolitana Canepari–Piazza Pallavicini, denunciando quello che definisce “l’ennesimo insulto” ai quartieri della Valpolcevera. In una lunga nota pubblica, il comitato esprime rabbia e preoccupazione per il possibile definanziamento della tratta, parlando apertamente di territorio “tradito” dopo anni di sacrifici, disagi e promesse mai mantenute.
Nel documento il comitato ripercorre quanto avvenuto negli ultimi cinque anni, ricordando le demolizioni avvenute nel 2021 per consentire il prolungamento della linea Brin–Canepari. “Sono state demolite case di famiglie vere, non numeri su un foglio”, si legge nella nota, con riferimento agli espropri avvenuti tra Certosa e Rivarolo. Secondo il comitato, molte persone vivrebbero ancora oggi “in un limbo”, dopo aver perso abitazioni, ricordi e punti di riferimento in nome di un’opera pubblica che ora rischierebbe di fermarsi.
Il Comitato Liberi Cittadini di Certosa denuncia anche le conseguenze quotidiane dei cantieri sul territorio: rumori continui, polveri, vibrazioni, problemi alla viabilità, difficoltà per le attività commerciali e pesanti disagi per residenti, anziani e bambini. “Cinque anni di cantieri, passerelle politiche e promesse. Risultati? Zero”, scrivono i residenti, accusando le istituzioni di aver chiesto ai cittadini di sopportare tutto in cambio della promessa di una mobilità migliore e di una riqualificazione del quartiere.
Al centro della protesta c’è ora l’ipotesi di definanziamento della tratta Canepari–Piazza Pallavicini. Il comitato sostiene che le risorse fossero già state assegnate e disponibili nelle casse comunali e che i ritardi sarebbero legati esclusivamente a interferenze con i lavori ferroviari e a problemi dell’azienda appaltatrice. Per questo motivo i residenti parlano di “fondi scippati” a un territorio che, sostengono, “ha già pagato tutto in salute, qualità della vita e sacrifici”.
Particolarmente duro anche il giudizio sull’eventualità che la metropolitana si fermi prima di Rivarolo. Secondo il comitato si tratterebbe di “un’opera monca, inutile e offensiva”, oltre che di uno spreco di denaro pubblico. Da qui la provocazione: “A questo punto tanto varrebbe chiudere i cantieri e restituire le aree al territorio”.
Nella nota vengono chiamate direttamente in causa tutte le istituzioni locali e nazionali. Municipio, Consiglio comunale, Città Metropolitana, Regione e parlamentari vengono invitati “ad alzare la voce”, pretendere chiarezza immediata e difendere il territorio “con atti concreti, pubblici e immediati”. Il comitato denuncia inoltre il mancato arrivo dei fondi per la riqualificazione promessa alla Valpolcevera, parlando di “fondi fantasma” e accusando il Governo di continuare “a togliere anziché confermare e aggiungere”.
Il documento si chiude con un avvertimento netto. “Il silenzio è finito”, scrivono i residenti, annunciando la disponibilità a scendere in piazza e manifestare “sotto i palazzi del potere” se il definanziamento dovesse essere confermato. “Aspettiamo risposte. Aspettiamo atti concreti”, conclude il comitato.






