La Giunta comunale, su proposta dell’assessora al Welfare Cristina Lodi, ha approvato la delibera che definisce e rafforza le nuove linee di indirizzo del Sistema per l’autonomia delle persone adulte con disabilità del Comune di Genova. Un passaggio politico e amministrativo che consolida il lavoro avviato in questi anni e lo trasforma in una cornice stabile, capace di tenere insieme relazioni, competenze, partecipazione e accompagnamento personalizzato verso l’autonomia relazionale, socio-lavorativa e abitativa.
Il nuovo impianto mette a sistema l’esperienza maturata anche grazie ai percorsi avviati, anche a valere su risorse PNRR, e la sviluppa in una prospettiva di continuità. Oggi la rete cittadina può contare su quattro alloggi di cohousing e sette laboratori dedicati al rafforzamento delle competenze per la vita quotidiana, la socializzazione, l’autonomia personale e la dimensione socio-lavorativa e abitativa. Dalla sperimentazione emerge con chiarezza che i percorsi di autonomia rappresentano la richiesta dominante, insieme al bisogno di socializzazione e di sostegno relazionali e all’abitare, mentre inclusione socio-lavorativa, mobilità e trasporto si confermano ambiti da implementare ulteriormente.
Il sistema si fonda su progetti individualizzati, costruiti a partire dai bisogni, dalle capacità e dalle aspirazioni di autonomia delle persone, dentro una cornice integrata tra servizi sociali, sanitari, del Terzo Settore e famiglie.
La delibera approvata dà quindi un indirizzo di medio periodo: consolidare ciò che già funziona, aprire progressivamente nuove occasioni di autonomia e rendere più forte, leggibile e accessibile l’intero percorso cittadino.
«Con questa delibera l’Amministrazione intende riconoscere il raggiungimento dell’autonomia delle persone adulte con disabilità come una delle priorità del welfare cittadino e costruire un sistema più solido, continuo e capace di consolidarsi nel tempo – dichiara l’assessora al Welfare del Comune di Genova Cristina Lodi – I numeri ci dicono che la direzione è quella giusta ma soprattutto confermano che cresce una domanda di autonomia vera, nelle relazioni, nell’abitare, di partecipazione sociale. Non parliamo di un singolo servizio, ma di un modello che mette al centro il progetto di vita della persona e che vuole crescere passo dopo passo, consolidando ciò che già esiste e aprendo nuove opportunità, anche grazie alla collaborazione tra Comune, ATS Liguria-ASL3, Regione, Terzo settore, associazioni territoriali, persone con disabilità e famiglie. È così che trasformiamo una sperimentazione in una infrastruttura sociale stabile della città».
L’obiettivo dell’Amministrazione è accompagnare, passo dopo passo, la crescita di un sistema condiviso pubblico-privato sociale capace di offrire risposte differenziate e sempre più adattabili ai progetti di vita delle persone adulte con disabilità: dall’apprendimento delle abilità domestiche e relazionali alla sperimentazione dell’abitare, fino alla costruzione di contesti di partecipazione attiva nella comunità. In questa prospettiva, il rafforzamento del sistema non è un punto di arrivo, ma un percorso progressivo di consolidamento e sviluppo di nuove opportunità su scala cittadina.
Un ruolo importante nel rafforzamento del sistema è svolto anche dalla rete delle associazioni territoriali, coinvolte negli open day mensili come spazi di incontro, di conoscenza, per la costruzione di alleanze, per colmare i vuoti nelle aree di intervento ancora meno coperte, per ri-tessere la rete territoriale e creare nuove connessioni tra azioni, attività e soggetti diversi, per orientare persone, famiglie e cittadinanza. Questi appuntamenti, che registrano la presenza di 65 realtà territoriali, rappresentano quindi un’occasione concreta per far emergere bisogni, presentare attività, attivare relazioni e consolidare la collaborazione tra istituzioni, servizi e comunità locale. Il prossimo open day è in programma il 3 giugno e si inserisce in questo percorso di apertura progressiva del sistema alla città.
Il tema della sostenibilità, trattato nel provvedimento approvato, viene anch’esso ricondotto a questo obiettivo generale, come elemento di equilibrio ed equità del sistema e preludio alla successiva fase di autonomia della persona adulta con disabilità. Si prevede, infatti, in analogia alle altre proposte a livello cittadino, la condivisione delle spese con gli altri partecipanti alle attività, con un intervento dell’Amministrazione a favore di costi calmierati e in relazione al proprio ISEE sociosanitario, con la possibilità di un supporto da parte di quest’ultima nelle situazioni di fragilità socioeconomica anche temporanea.






