Attualità - 19 maggio 2026, 15:30

Pride e Alpini, scontro in Sala Rossa. Bruzzone: "Il patrocinio non dipende dall’allineamento politico"

L’assessora risponde alle critiche della minoranza sulle locandine del Liguria Pride pubblicate durante l’Adunata degli Alpini: "La censura politica è bandita dal nostro sistema giuridico"

Pride e Alpini, scontro in Sala Rossa. Bruzzone: "Il patrocinio non dipende dall’allineamento politico"

Non si placano le polemiche sulle locandine condivise dal Liguria Pride durante l’Adunata degli Alpini che si è svolta a Genova dall’8 al 10 maggio scorso.

Polemiche che hanno registrato un nuvolo capitolo con la duplice interrogazione presentata questo pomeriggio in apertura del Consiglio Comunale, nell’ambito delle interrogazioni a risposta immediata.

Secondo i consiglieri Lorenzo Pellerano (Noi Moderati) e Paola Bordilli (Lega) la comunicazione social del Pride sarebbe offensiva nei confronti degli Alpini.

Il consigliere Pellerano ha parlato di un clima cittadino “estremamente spiacevole” nei giorni precedenti all’Adunata, sostenendo che l’evento fosse stato descritto “come un pericolo” e come “una militarizzazione”, facendo riferimento alle prese di posizione di gruppo femministi che hanno invitato chiunque si sentisse in pericolo a portare con sé un fischietto e a rivolgersi ai centri antiviolenza.

Secondo Pellerano, il messaggio “Non siamo tutti alpini”, diffuso durante la sfilata di domenica, avrebbe avuto un carattere “offensivo e pregiudicante” nei confronti delle Penne Nere.

Anche la consigliera Bordilli ha criticato le campagne comunicative legate al Pride, definendo i manifesti “strategie di marketing” aggiungendo ancora: “Mi fanno schifo questi manifesti”.

A rispondere è stata l’assessora alle Pari opportunità Rita Bruzzone, che ha difeso il principio di libertà di espressione e il ruolo imparziale dell’amministrazione.

Rispondo con molto piacere, anche perché quando sento parlare di stereotipizzante e di giudizi mi trovate veramente dalla vostra parte perché credo che usare un linguaggio stereotipato vada sempre nell'indirizzo dei diritti di tutte e tutti, non solo degli alpini”, ha esordito Bruzzone.

Una forma di provocazione ideologica, di esibizionismo e spettacolo, una manifestazione tribale che ci riporta nella giungla”, ha letto in aula l’assessora, iniziando il suo intervento citando le parole della sindaca di Rovigo usate per descrivere il Pride.

Bruzzone ha poi richiamato il tema della libertà di espressione e il ruolo delle istituzioni.

I movimenti e le associazioni libere di questa città agiscono, comunicano e pensano indipendentemente dalle decisioni di questa civica amministrazione, perché vedete la civica amministrazione non chiede un allineamento politico o una censura preventiva per interloquire con noi”.

E ancora: “Noi governiamo cercando di comprendere quando le persone, i cittadini, le genovesi e i genovesi esprimono dissenso, utilizzando anche un linguaggio che può non piacerci”.

Nel suo intervento l’assessora ha ricordato anche una polemica del 2020 relativa a un manifesto Pro Vita.

A dicembre del 2020 io protestai molto per un manifesto Pro Vita che ritenevo molto offensivo nei miei confronti e nei confronti delle donne”, ha detto, leggendo poi la risposta ricevuta all’epoca dall’amministrazione comunale.

L'articolo 21 della Costituzione tutela il diritto di libertà di manifestazione del pensiero definita come pietra angolare dell'ordine democratico, cardine di democrazia nell'ordinamento generale coessenziale al regime di libertà garantito dalla Costituzione. La censura politica è bandita dal nostro sistema giuridico”.

Bruzzone ha quindi respinto l’idea di una contrapposizione tra Comune e Alpini.

Noi abbiamo riconosciuto il valore storico e civile degli alpini, così come riconosciamo la libertà di espressione delle associazioni genovesi, che ci piaccia, che vi piaccia o non vi piaccia”.

L’assessora ha poi rivendicato la partecipazione alla Colorata Cena, organizzata lo scorso 17 maggio in piazza De Ferrari, dopo anni lontano dal centro città.

È lo stesso identico principio di inclusione per cui abbiamo partecipato alla Colorata Cena che seguiva un evento col patrocinio del Comune di cui rivendico la maternità, non la paternità”.

Sul patrocinio al Liguria Pride, Bruzzone ha chiarito che la richiesta non è ancora stata formalizzata: “Il Liguria Pride decide se chiedere o non chiedere il patrocinio”, ha spiegato. “La differenza sta nel fatto che in questa amministrazione, se ci verrà chiesto il patrocinio, verranno fatte le valutazioni come si fanno sempre e verrà dato il patrocinio”.

Infine, l’assessora ha confermato la propria presenza alla manifestazione.

Vi informo che sicuramente come sempre io sarò a quel Pride”, ha concluso. “Come ho dato il patrocinio per la Colorata Cena, se verrà richiesto, perché è libertà di chiederlo, verrà dato”.

Isabella Rizzitano


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