I servizi obbligatori delle Case di comunità risultano attivati e presidiati in tutte le strutture liguri, mentre sul fronte dell’edilizia la Regione conferma di essere in linea con le scadenze del Pnrr, con 32 Case di comunità previste a fronte di un target minimo assegnato alla Liguria pari a 30. È quanto ha spiegato in consiglio regionale l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò, rispondendo all’interrogazione presentata dal Partito Democratico sullo stato di attuazione e funzionamento delle strutture pensate per rafforzare l’assistenza territoriale, la medicina di prossimità e la presa in carico dei pazienti cronici e fragili.
Nicolò ha ricordato innanzitutto il ruolo delle Case di comunità all’interno della riorganizzazione della sanità territoriale. Si tratta, ha spiegato, di strutture di prossimità chiamate a garantire una serie di servizi essenziali: assistenza infermieristica, punto prelievi, attività ambulatoriali di medicina generale e specialistica, continuità assistenziale, presenza medica h24 e centrale operativa di riferimento.
L’assessore ha poi elencato le figure professionali previste nel funzionamento delle strutture: medici di famiglia, specialisti, infermieri, operatori sociosanitari, assistenti sociali, personale amministrativo, fisioterapisti e, dove necessario, ulteriori profili professionali legati ai bisogni del territorio. "Sulla base dei dati, in tutte le Case di comunità i servizi obbligatori risultano attivati e presidiati con personale dedicato", ha detto Nicolò. "Mi riferisco in particolare al punto di primo accesso, garantito con personale infermieristico, al punto prelievi con presenza infermieristica e agli ambulatori infermieristici presenti".
L’assessore ha aggiunto che la specialistica ambulatoriale è garantita, così come l’assistenza domiciliare integrata, attiva in tutti i distretti, e la continuità assistenziale nelle ore notturne e festive. "Per dare un ordine di grandezza, nelle Case operano oltre 300 infermieri tra ambulatori, assistenza domiciliare e continuità assistenziale, con specialisti su 15 branche ambulatoriali", ha spiegato.
Secondo quanto riferito da Nicolò, nel mese di maggio nelle Case di comunità risultano presenti più di 200 medici e infermieri, a cui si aggiungono numerosi altri servizi, tra cui consultori ed educatori professionali. "Assicurati i servizi obbligatori, resta confermato l’impegno della giunta a rendicontare periodicamente la situazione", ha aggiunto l’assessore.
Sul fronte degli interventi edilizi, Nicolò ha confermato il rispetto del percorso previsto dal Pnrr. "Lo stato di attuazione ad oggi permette alla Regione di rispettare i target Pnrr nella piena operatività entro i termini previsti", ha detto. "Le Case di comunità saranno 32, di cui 30 rappresentano il target minimo assegnato alla Liguria, fissato per tutte al 31 maggio. Il target definito per la Liguria prevederebbe 30 strutture, ma la Liguria ne avrà due in più".
L’assessore ha poi rivendicato il valore del progetto, anche rispetto al lavoro quotidiano svolto dal personale sanitario. "Le Case della comunità devono essere un orgoglio per tutti noi e in primis per chi ci lavora", ha affermato Nicolò. "In tutte le Case di comunità ho visto infermieri e medici entusiasti, che me le hanno fatte visitare quasi come fossero casa loro. Su questo ci basiamo: in primis sui feedback dei cittadini".
L’interrogazione è stata presentata dai consiglieri del Partito Democratico Simone D’Angelo, Armando Sanna, Roberto Arboscello, Carola Baruzzo, Enrico Ioculano, Davide Natale, Andrea Orlando, Katia Piccardo e Federico Romeo. I consiglieri chiedevano un aggiornamento sullo stato delle Case di comunità in Liguria, sulle tempistiche di completamento e sulla dotazione attuale di personale nelle strutture già operative.
Nel presentare l’atto, Simone D’Angelo ha richiamato alcune segnalazioni arrivate dal territorio. "Continuiamo a ricevere segnalazioni di Case descritte come supermercati poco prima del collasso dell’Unione Sovietica: strutture grandi ma vuote", ha detto il consigliere dem, chiedendo chiarimenti sulla piena operatività delle sedi e sulle eventuali difformità territoriali nell’accesso ai servizi.
D’Angelo ha ricordato che le Case di comunità rappresentano uno dei perni della Missione 6 del Pnrr e dovrebbero contribuire a ridurre la pressione sugli ospedali, migliorando l’assistenza territoriale e la presa in carico di pazienti cronici e fragili.
Nella replica, il consigliere Pd si è detto non soddisfatto in particolare sulla dotazione del personale. "Farebbe bene condividere le informazioni. Rispetto alla domanda di sapere struttura per struttura la dotazione di personale, la risposta non c’è", ha dichiarato D’Angelo. "Ripresenterò l’interrogazione dettagliandola maggiormente: non penso sia un problema di testo, ma di dotazione attuale del personale".






