Cronaca - 20 maggio 2026, 18:29

Estradizione negata per l’ex funzionario russo arrestato a Rapallo: “In Russia rischia persecuzioni”

La corte d’appello di Genova ha respinto la richiesta per Aleksandr Klimov, accusato di corruzione a San Pietroburgo: per i giudici non ci sono garanzie sul rispetto dei diritti fondamentali

Estradizione negata per l’ex funzionario russo arrestato a Rapallo: “In Russia rischia persecuzioni”

La corte d’appello di Genova ha negato l’estradizione in Russia per Aleksandr Klimov, ex vice direttore generale di Mostotrest, ente stradale di San Pietroburgo, arrestato a Rapallo il 2 maggio scorso dopo un mandato di cattura internazionale emesso dalla corte di Krasnogvardeiskiy, distretto di San Pietroburgo.

La decisione è stata presa dalla giudice Milena Catalano, secondo cui, in caso di estradizione, l’ex funzionario rischierebbe di essere "sottoposto ad atti persecutori o atti che possano ledere i suoi diritti fondamentali". Klimov, difeso dall’avvocato Fabio Panariello, è accusato in Russia di corruzione per fatti che sarebbero stati commessi tra il 7 marzo 2019 e il 13 settembre 2023.

Secondo le autorità russe, l’uomo, in qualità di vice direttore generale dell’istituzione di bilancio dello Stato Mostotrest, avrebbe agito per motivi egoistici come membro di un gruppo organizzato, d’intesa con un altro complice non identificato, abusando della propria posizione d’ufficio. L’accusa sostiene che Klimov avrebbe chiesto ai dipendenti di consegnargli sistematicamente, ogni mese, somme di denaro come tangenti in cambio di un generale patrocinio nel servizio.

Interrogato in Italia, però, l’ex dirigente ha respinto le contestazioni sostenendo che le accuse gli sarebbero state mosse "solo dopo avere lasciato la Russia per coprire le mancanze del fratello dell’ex ministro che lo accusa". Klimov ha inoltre parlato di "una persecuzione politica perché ha deciso di andarsene".

La difesa ha evidenziato anche un altro elemento ritenuto rilevante: Klimov è cittadino comunitario, avendo anche la nazionalità polacca. In Polonia risiede insieme alla moglie e ai figli.

Nel provvedimento, la giudice ha sottolineato le criticità legate alla tutela dei diritti fondamentali in Russia, soprattutto dopo l’uscita della Federazione Russa dal Consiglio d’Europa. Secondo la corte, "sotto il profilo del rispetto dei diritti fondamentali dell’estradando da parte della Federazione Russa la posizione di quest’ultima presenta aspetti di indubbia criticità a seguito della sua estromissione dal Consiglio d’Europa".

A pesare sulla decisione anche il ritiro della Russia dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Una scelta che, scrive la corte, comporta il fatto che Mosca non sia più soggetta alla giurisdizione della Corte europea dei diritti dell’uomo e non sia più tenuta a rispettarne i principi, tra cui il diritto fondamentale a un equo processo e il divieto di trattamenti inumani e degradanti.

Per questi motivi la corte d’appello di Genova ha respinto la richiesta di estradizione, ritenendo che il trasferimento dell’ex funzionario in Russia potesse esporlo a un concreto rischio di persecuzione e di lesione dei suoi diritti fondamentali.

Redazione

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