Attualità - 21 maggio 2026, 16:42

Corridoi obbligatori per natanti a remi, il Levante chiede deroghe: "Spiagge troppo piccole, società sportive a rischio"

L'interrogazione di Vince Genova dopo la nuova ordinanza della Capitaneria. Minarelli: "A Bagnara, Murcarolo e Capolungo corsie di lancio impossibili senza togliere spazio ai bagnanti". Il presidente del Municipio Bogliolo: "Necessario intervento del Comune: le società rischiano sanzioni e lo stop alle attività"

Foto d'archivio

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La nuova ordinanza della Capitaneria di Porto di Genova sulla sicurezza balneare rischia di mettere in difficoltà le associazioni sportive e i circoli di nautica sociale del litorale genovese, soprattutto nelle spiagge più piccole del Levante. A sollevare il caso è il gruppo Vince Genova, con un’interrogazione a risposta scritta rivolta alla sindaca e all’assessore comunale al Demanio marittimo Davide Patrone, per chiedere un intervento urgente del Comune.

Al centro della questione c’è l’ordinanza n. 40/2026, pubblicata dalla Capitaneria il 26 marzo scorso, che introduce nuove regole per la stagione balneare e prevede, tra le altre cose, l’obbligo di corridoi di lancio per la messa in mare dei natanti in prossimità di rimessaggi e punti di ormeggio. Una misura pensata per aumentare la sicurezza, ma che secondo i consiglieri rischia di essere difficilmente applicabile in un territorio caratterizzato da arenili ridotti, calette e spiagge strette.

L’interrogazione, presentata dal consigliere Marco Del Cielo e sottoscritta dai consiglieri municipali Massimiliano Cocozza, Roberta Lolli e Fabio Dellepiane, chiede al Comune di attivare con urgenza un tavolo tecnico con la Capitaneria per valutare deroghe "caso per caso", soprattutto dove la conformazione del litorale rende impossibile installare corridoi di lancio standard.

A spiegare il senso dell’iniziativa è la consigliera municipale Federica Minarelli (Vince Genova), eletta nel Medio Ponente ma intervenuta a nome del gruppo su un tema che "riguarda tutto il territorio costiero genovese". "Il nostro municipio di Sestri non ha neanche un centimetro di spiaggia, quindi l’interrogazione è stata presentata dai consiglieri del Levante, ma di fatto vale per il Ponente, per il Medio Levante e per tutti i municipi interessati", spiega Minarelli.

La richiesta è chiara: il Comune, secondo Vince Genova, deve farsi portavoce presso la Capitaneria per ottenere una modifica o una disciplina suppletiva rispetto all’ordinanza. "Chiediamo con forza un intervento del Comune e dell’assessore al Demanio Davide Patrone affinché interloquisca con la Capitaneria di Porto per modificare l’ordinanza genovese, che è l’unica con tali restrizioni tra le sette capitanerie liguri", sottolinea Minarelli.

Il problema principale riguarda le barche a remi e le realtà sportive che operano sugli arenili. Secondo quanto evidenziato nell’interrogazione, la precedente ordinanza del 2014 consentiva l’uscita a remi, con la dovuta prudenza, anche al di fuori dei corridoi di lancio. La nuova disciplina, invece, imporrebbe corsie dedicate che in alcuni casi potrebbero occupare una parte rilevante della spiaggia.

"Il concetto è che in tutte le spiagge dove ci sono società sportive con barche a remi dovrebbero essere realizzate corsie di lancio larghe anche 10 o 20 metri", osserva Minarelli. "Ma immaginiamo calette come Murcarolo, Capolungo o Bagnara: come si fa a realizzare una corsia di lancio di 10 metri in una spiaggia che magari è larga 30? In pratica si riduce l’utilizzo della spiaggia, che diventa quasi solo una corsia di lancio".

Il caso di Quinto Bagnara viene citato come esempio emblematico. "A Bagnara ci sono diverse società sportive e una spiaggia di poche decine di metri. Se ognuna dovesse avere una propria corsia di lancio, non resterebbe più spazio per i bagnanti", prosegue Minarelli. "Questa ordinanza nasce per tutelare i bagnanti in termini di sicurezza, ma così viene meno la buona convivenza tra bagnanti e diportisti. Si rischia di vietare, di fatto, entrambe le possibilità".

Nell’interrogazione viene ricordato che la stessa Capitaneria, in una nota di riscontro del 22 aprile 2026, avrebbe chiarito che la gestione della fascia costiera e l’uso del demanio restano prerogative delle amministrazioni locali. La Capitaneria avrebbe inoltre aperto alla possibilità di deroghe puntuali all’articolo 9 dell’ordinanza, quello relativo ai corridoi di lancio, per ragioni morfologiche e logistiche legate agli spazi ridotti.

Da qui la richiesta: il Comune dovrebbe avviare le istruttorie necessarie, area per area, valutando dimensioni, profondità e collocazione dei corridoi oppure introducendo limitazioni mirate in prossimità di verricelli e scaletti autorizzati. L’obiettivo è evitare che le associazioni sportive dilettantistiche, le società sportive e i circoli senza scopo di lucro siano costretti a sospendere o ridurre drasticamente le proprie attività durante la stagione balneare, dal primo maggio al 30 settembre.

Sulla problematica è intervenuto anche il presidente del Municipio Levante Federico Bogliolo, che ha chiesto chiarimenti al Comune sul destino delle società sportive di nautica sociale e delle realtà legate alla pesca sportiva. "La recente ordinanza della Capitaneria di Porto prevede modifiche sostanziali alla messa in acqua dei natanti a remi e importanti limitazioni alla pesca sportiva nel periodo tra il primo maggio e il 30 settembre", spiega Bogliolo.

"Il provvedimento obbliga l’installazione di corridoi di lancio per la messa a mare delle barche a remi in prossimità dei rimessaggi e dei punti di ormeggio. Questo rappresenta un enorme problema per le ASD e le SSD di tutto il territorio, non solo comunale ma anche della città metropolitana, perché vista la conformazione del nostro litorale, fatto di piccole spiagge e calette, risulta pressoché impossibile creare corsie di lancio rispondenti alle metrature richieste dalla normativa", aggiunge il presidente del Municipio Levante.

Bogliolo ha ricordato inoltre che l’ordinanza stessa prevede la possibilità di deroghe in caso di impossibilità pratica. "A Quinto Bagnara, ad esempio, abbiamo tre società con tre accessi a mare a distanza di poche decine di metri: cosa si può fare? Tre corsie di lancio azzerando quasi totalmente l’utilizzo della spiaggia?", domanda.

Ma, la questione, non riguarderebbe soltanto la nautica sociale. Minarelli evidenzia anche il tema della pesca sportiva. "Ho avuto un’interlocuzione con il presidente della Fipsas. Anche sulla pesca sportiva ci sono modifiche: prima era possibile pescare dalle 18.30 alle 8.30, oggi dal tramonto all’alba. Sembra una differenza minima, ma non lo è. Inoltre la pesca sportiva su moli e pennelli ad oggi è vietata", afferma.

Per Vince Genova, quindi, serve un intervento rapido prima che la stagione balneare entri nel vivo e la richiesta è che Palazzo Tursi assuma un ruolo attivo, convocando un tavolo con Capitaneria, associazioni e municipi interessati, per arrivare a una soluzione che tenga insieme sicurezza, tutela dei bagnanti e sopravvivenza della nautica sociale. "Senza un intervento importante del Comune, in grado di derogare la normativa come fatto in altri comuni del Golfo del Tigullio, le società sportive saranno passibili di sanzione e non regolamentari nella messa in acqua delle barche", conclude Bogliolo. "Serve una soluzione che tenga conto della realtà del nostro litorale".

Federico Antonopulo


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