Il Municipio Media Val Bisagno chiederà a Regione Liguria, alla struttura commissariale e al soggetto attuatore dei lavori dello scolmatore del Bisagno di rifare con urgenza l’asfalto nel tratto danneggiato di via Emilia, indicato come una delle strade più colpite dal passaggio dei mezzi pesanti e dalle modifiche alla viabilità legate al cantiere. È quanto prevede la mozione presentata dai gruppi di maggioranza e approvata dal consiglio municipale, con il voto favorevole della maggioranza, cinque contrari dall’opposizione e quattro astenuti. Bocciato invece l’ordine del giorno di Fratelli d’Italia, sostenuto dal centrodestra, che chiedeva di sollecitare direttamente il Comune per un intervento localizzato all’altezza del civico 48Cr.
Il documento, illustrato dal consigliere Antonio Tricarico del Pd, punta a sollecitare formalmente Regione Liguria, struttura commissariale e soggetto attuatore dei lavori dello scolmatore affinché venga programmato e realizzato con urgenza un intervento di rifacimento dell’asfaltatura nel tratto deteriorato di via Emilia, come ripristino della viabilità e come forma di compensazione per l’impatto del cantiere sul territorio.
La mozione parte dal presupposto che in Val Bisagno siano in corso ormai da sei anni i lavori per la realizzazione dello scolmatore, opera considerata strategica per la sicurezza idraulica della città, ma che il transito frequente dei mezzi pesanti impiegati nel cantiere abbia contribuito al progressivo deterioramento del manto stradale in alcune vie limitrofe. Tra queste, appunto, via Emilia, dove vengono segnalati buche, avvallamenti e ammaloramenti che compromettono la sicurezza della circolazione.
Secondo la maggioranza, un’infrastruttura di questa portata deve prevedere anche misure di mitigazione e compensazione per i territori direttamente interessati dai cantieri. Da qui la richiesta di non attendere la chiusura definitiva dei lavori, ma di procedere già ora con un intervento di ripristino.
Sul tema Fratelli d’Italia, con il consigliere Vincenzo Apicella, ha presentato un ordine del giorno collegato, chiedendo un intervento urgente e localizzato sul manto stradale e sul bordo del marciapiede di via Emilia all’altezza del civico 48Cr. Nel documento si richiamava una segnalazione del 28 dicembre 2025 relativa alla formazione di una vistosa pozzanghera, causata da un avvallamento della pavimentazione e del marciapiede, con schizzi d’acqua verso il camminamento pedonale al passaggio dei veicoli e conseguenti disagi per i pedoni.
L’ordine del giorno chiedeva di sollecitare gli uffici comunali competenti per eseguire il ripristino, svincolandolo dalla chiusura totale del cantiere dello scolmatore, valutando anche lavori in orario notturno per ridurre l’impatto sulla viabilità e monitorando la pulizia di caditoie e bocche di lupo per prevenire ristagni d’acqua.
La maggioranza ha però espresso contrarietà all’ordine del giorno, non sul merito dell’urgenza ma sul tema della competenza e di chi debba sostenere l’intervento. In aula è stato sottolineato che il punto non è negare la necessità di intervenire subito, ma individuare il soggetto chiamato a farlo: secondo la maggioranza, se il deterioramento è legato alla modifica della viabilità e all’impatto del cantiere dello scolmatore, è corretto chiedere alla Regione e al sistema di gestione dell’opera di farsi carico del ripristino.
"Nessuno nega l’importanza dell’opera, è solo un fatto di competenza: se per esigenza di cantiere la strada è stata ristretta e l’usura aumenta, come opera compensativa è giusto chiedere alla Regione, mandatrice del cantiere, che si riasfalti la strada con i dovuti lavori", è stato spiegato dai banchi della maggioranza.
Di diverso avviso il centrodestra. Maurizio Uremassi, capogruppo di Vince Genova, ha contestato l’impostazione della mozione sostenendo che via Emilia non sia utilizzata soltanto dai mezzi dello scolmatore: "È una strada comunale, aperta a tutti. Non passano solo i mezzi dello scolmatore, ma anche i bus Amt, le auto e altri veicoli. Non si può dire che debba ripristinare la Regione: lo farà a fine lavori, non in corsa".
Sulla stessa linea anche Paola Nicora di Vince Genova, secondo cui le imprese eseguono i lavori richiesti ma non possono essere considerate responsabili di ogni criticità della strada: "Le aziende vengono per fare quello che viene richiesto, ma non fanno beneficenza: parlare solo di profitto e non del resto non è corretto rispetto all’attività economica degli imprenditori".
A ricostruire il quadro è intervenuto anche il presidente del municipio Lorenzo Passadore, che ha respinto l’idea di una semplice disputa politica sulle competenze e ha ricondotto il problema agli effetti concreti della modifica della viabilità. "Al di là delle speculazioni, il problema è chiaro ed evidente: i bus, le macchine e i mezzi pesanti in quel tratto sono sempre passati, ma il cantiere dello scolmatore ha deviato in modo strutturale la viabilità e ha creato una serie di problemi", ha detto.
Passadore ha ricordato in particolare il caso dei chiusini, collocati in aree che prima non erano sottoposte a un passaggio così frequente e che oggi subiscono sollecitazioni continue. "Non si può negare che il disagio sia dovuto alla modifica della viabilità legata al cantiere. Tutte le volte che ci sono stati danni, i proprietari sono intervenuti ripristinando più volte. Chiediamo dunque a chi non è intervenuto di intervenire una volta in modo temporaneo, come fatto dagli utenti fino ad oggi: non mi sembra fantascientifico o assurdo", ha aggiunto.
Il presidente ha inoltre sottolineato che, nel caso specifico del marciapiede, esiste anche un tema di proprietà: "Quel tratto è pubblico per 80 centimetri, il resto è privato. Tutte le volte che si fanno asfaltature misto-privato occorre avere il consenso".
L’ordine del giorno di Fratelli d’Italia è stato quindi bocciato: contrari i gruppi di maggioranza, favorevoli FdI e Vince Genova, che hanno sostenuto la necessità di un intervento comunale dopo i sopralluoghi già effettuati. Diverso l’esito della mozione principale, approvata con il voto favorevole della maggioranza.
Nel chiarire la posizione del gruppo, Massimo Malagugini ha ribadito la necessità di ripristinare con urgenza la situazione, chiedendo però conto a chi viene ritenuto maggiormente responsabile dell’impatto sulla viabilità, quindi impresa e direzione lavori. Apicella, per Fratelli d’Italia, ha invece confermato il voto contrario: "Non si può imputare a una ditta tutti i problemi di via Emilia. Può passare qualsiasi veicolo, deve intervenire il Comune".






