Una tavolata di oltre un chilometro e mezzo, che si snoda tra via Prè a San Giorgio, con una nuova, significativa estensione verso via Orefici e Campetto.
L’edizione 2026 della “Cena Condivisa” è tornata ad abbracciare i sestieri del centro storico portando in strada oltre quattromila persone, con le prenotazioni andate letteralmente a ruba in poche ore.
Una partecipazione straordinaria per un’edizione ‘da record’, sempre nel segno di inclusone e vivibilità. Un evento che dimostra ancora una volta l’impegno di associazioni, residenti e commercianti e che testimonia come si possano trasformare i luoghi di passaggio in spazi di aggregazione a disposizione della collettività, contrastando efficacemente il degrado urbano attraverso la partecipazione attiva dei cittadini.
Il successo è il risultato di un lavoro corale, con la macchina organizzativa in moto già da diverse settimane.
Ieri, nelle prime ore pomeridiane, sono stati i numerosi volontari e volontarie a preparare la tavolata che ha percorso il centro storico, occupandosi poi delle operazioni di ripristino a fine della serata.
Alla grande festa hanno preso parte anche la sindaca di Genova, Silvia Salis, insieme a diversi assessori e assessore della Giunta comunale, seduti tra i cittadini in un clima di estrema informalità.
"Gli spazi sono di tutta la città. Vedo una città che ha voglia di vivere e condividere. Questo è un momento di condivisione prima di tutto. Questo fa parte di un modo di vivere la città che a noi piace" ha dichiarato la sindaca ai microfoni di Good Morning Genova poco prima del taglio del nastro. Salis ha poi rilanciato l’impegno dell’amministrazione per il futuro: "Dobbiamo trovare sempre più modi per far incontrare le persone".
Il valore aggiunto della Cena Condivisa risiede nella sua capacità di abbattere barriere e pregiudizi. Gli incontri tra culture diverse, che da anni caratterizzano questa manifestazione, hanno reso la tavola il luogo privilegiato per uno scambio e per l’incontro, dove il cibo diventa il linguaggio comune per riscoprire il valore del vicinato.
Non resta ora che dare appuntamento alla città all’anno prossimo.






