Si apre una fase cruciale per l'inchiesta sulla morte dei cinque subacquei italiani nelle grotte di Hekunu Kandu, alle Maldive. Per oggi, nella Procura di Busto Arsizio, è previsto il conferimento degli incarichi per le autopsie. Intanto, dal portale dell'Università di Genova spariscono le pagine della professoressa Montefalcone e dell'assegnista Muriel Oddenino.
La pagina personale della professoressa Monica Montefalcone, docente associata di Ecologia al Dipartimento di Scienze della Terra, dell'Ambiente e della Vita del Distav, è scomparsa dal sito dell'Università. Al suo posto, un "Errore 404". Analoga sorte è toccata al profilo di Muriel Oddenino, assegnista di ricerca che lavorava con lei (e che aveva scelto Pietra Ligure come città d'adozione proprio per la sua passione per il mare): la pagina restituisce ora la scritta "Persona non trovata. La persona che stai cercando non collabora più con l'Università".
Uno studio pubblicato nel marzo 2025 sulla rivista internazionale "Environments", firmato tra gli altri da Montefalcone insieme a colleghi del Distav, documenta una campagna di campionamento condotta il 12 maggio 2022 nelle Maldive, nell'ambito della XXV spedizione organizzata congiuntamente dall'Università di Genova, dall'International School for Scientific Diving e da Albatros Top Boat. I subacquei raccoglievano carote di sedimento sul fondo di un Blue Hole a 82 metri di profondità: attività documentate, dunque, abbondantemente oltre la soglia degli 80 metri. "La comunità scientifica internazionale conosceva perfettamente queste ricerche", hanno affermato testimoni qualificati al Corriere della Sera.
Eppure l'ateneo ha sostenuto fin da subito che "l'immersione non rientrava nelle attività previste dalla missione scientifica" e che due delle vittime, Federico Gualtieri e Giorgia Sommacal, figlia della docente Montefalcone, "non facevano parte della missione". Una presa di distanza arrivata in tempi rapidi. È proprio su questo punto che si concentra ora il fronte più delicato dell'inchiesta per omicidio colposo, per ora a carico di ignoti, coordinata dalla Procura di Roma, competente perché la tragedia ha coinvolto cittadini italiani all'estero. La domanda che gli investigatori si pongono è apparentemente semplice ma decisiva per attribuire eventuali responsabilità: chi finanziava la spedizione, e a che titolo.
Da una parte ci sono le quote versate dai partecipanti (in larga parte studenti) alla società piemontese che curava la logistica. Dall'altra resta da chiarire se accanto a quelle quote esistesse un contributo erogato direttamente dall'Università di Genova, magari riservato alle sole Montefalcone e Oddenino, le uniche insieme all'entomologo forense Stefano Vanin ad essere abilitate al tipo di immersione tecnica che la crociera prevedeva.
Sul fronte delle responsabilità civili e penali si profila un sistema di rimandi incrociati. La società piemontese che curava i pacchetti sullo yacht "Duke of York" ha precisato di non essere stata informata dell'immersione tecnica in grotta e di essere attrezzata soltanto per quelle ricreative.
L'autopsia dovrà chiarire le cause della morte e verificare eventuali anomalie nella preparazione e nel caricamento delle bombole. L'ipotesi prevalente resta quella di un incidente sopraggiunto in una fase critica dell'immersione: i cinque sub avrebbero perso l'orientamento infilando una grotta secondaria senza uscita, consumando l'aria fino all'anossia. L'indagine dovrà ora far combaciare due ricostruzioni parallele: quella tecnica, sulle ultime ore nella grotta, e quella economica, su chi abbia finanziato e autorizzato la discesa.
A Genova, intanto, gli studenti resistono alla logica istituzionale della distanza. Qualcuno si è già mosso per chiedere al rettore il ripristino della pagina online della professoressa Montefalcone. In aula e fuori, chi l'ha avuta come docente sta raccogliendo ricordi in un quaderno aperto a dediche e disegni. Dopo il funerale, il progetto è di scendere in acqua insieme, fino al Cristo degli Abissi nella Baia del Silenzio di Camogli, a 17 metri di profondità. Una preghiera sott'acqua, nel luogo simbolico per eccellenza della subacquea ligure.
LA NOTA DI UNIGE: "PROCEDURA AMMINISTRATIVA ORDINARIAMENTE APPLICATA"
"In relazione a notizie diffuse da organi di informazione, si ritiene opportuno precisare che è errato affermare che l’Università degli Studi Genova abbia provveduto alla cancellazione di informazioni relative al curriculum o al profilo della professoressa Montefalcone e della dottoressa Oddenino.
La mancata visualizzazione del profilo della docente e di quello dell’assegnista di ricerca sul portale istituzionale (in particolare sulla rubrica di Ateneo) è conseguenza di una procedura del sistema informatico che, a seguito dell’inserimento dell’informazione relativa al decesso, determina la non pubblicazione del profilo personale. Si tratta di una procedura amministrativa ordinariamente applicata.
Non è stata pertanto compiuta alcuna attività finalizzata a modificare, ridurre o cancellare contenuti relativi al percorso professionale, accademico o scientifico dei due profili.
Si precisa inoltre che, nell’ambito degli archivi informatici, delle banche dati della ricerca, e degli altri sistemi informativi dedicati alla produzione scientifica, le informazioni e i contributi scientifici della docente restano consultabili e disponibili secondo i criteri e le modalità previsti dalla normativa vigente".






