Attualità - 28 maggio 2026, 14:36

Boccadasse gremita per l’addio a Waldemaro Flick, avvocato e giurista che ha formato generazioni

Nella chiesa di Sant’Antonio l’ultimo saluto al professionista scomparso a 76 anni. Tra i presenti magistrati, avvocati, imprenditori e rappresentanti delle istituzioni

Genova ha dato questa mattina l’ultimo saluto a Waldemaro Flick, avvocato, giurista, studioso e giornalista, scomparso martedì all’età di 76 anni dopo una lunga malattia. La chiesa di Sant’Antonio di Boccadasse si è riempita di amici, colleghi, rappresentanti delle istituzioni, del mondo forense, della magistratura, dell’imprenditoria e del giornalismo, riuniti per accompagnarlo nel suo ultimo viaggio.

A celebrare la funzione è stato monsignor Marino Poggi, affiancato da don Davide Bernini, don Gianfranco Calabrese e dal diacono Giulio Galliani. Nell’omelia, monsignor Poggi ha ricordato il valore umano e spirituale di Flick: "La comunione non esclude nessuno. Waldemaro lo ha imparato poco a poco, nella sofferenza e nell’umiltà dell’impotenza. Oggi siamo qui per ringraziare, in primo luogo Waldemaro, per la sua vita. E per accompagnarlo nel suo percorso verso il Signore. Ci stringiamo intorno ai famigliari e alle tante persone che lo hanno amato e apprezzato per le sue doti".

Attorno alla moglie Carla, ai figli Arturo e Maurizio, ai nipoti e ai pronipoti, si sono strette centinaia di persone. Tra i presenti anche il procuratore generale di Genova Enrico Zucca, la sostituto procuratore Patrizia Petruzziello, il professor Enzo Roppo, il manager e imprenditore Carlo Castellano, l’ex ministro Roberta Pinotti, gli ex parlamentari Mario Tullo e Graziano Mazzarello, l’ex presidente del Tribunale di Genova Claudio Viazzi, l’ex assessore Marco Evangelisti, il presidente dell’Ordine degli avvocati di Genova Stefano Savi, insieme a numerosi colleghi, i giornalisti Victor Balestreri e Marcello Zinola, il presidente di Porto Antico Spa Mauro Ferrando e quello di A.Se.F. Srl Paolo Scovazzi.

Particolarmente commossi gli interventi delle nipoti, Benedetta Flick e Carola Flick. Benedetta ha ricordato lo zio attraverso immagini familiari e intime: "Vorrei ricordare, qui, tra i molti commoventi ricordi, la tua chitarra, con la quale abbiamo intonato tantissime canzoni su in montagna, i giri in moto in Val Ferret, i consigli dati nei momenti cruciali della mia vita quando papà mi spediva su a Genova a parlare con te".

Carola, diventata negli anni anche collega di studio, ne ha invece tratteggiato il profilo professionale e umano: "Lo zio amava dire di sé: ‘Mi viene più facile essere onesto che stare a dieta’. Questa è la sua essenza. Questa frase memorabile me l’ha detta in via XX Settembre dopo un’udienza. Noi parlavamo tanto, ci analizzavamo: il nostro non era solo uno studio legale, era uno studio di vita. Qui sottolineo la sua grandissima sensibilità. Ci interrogavamo sull’essere e il dover essere. Ognuno è com’è, diceva, non puoi snaturarti: devi fare la professione esattamente come sei".

A ricordare Flick è stato anche il vicesindaco di Genova Alessandro Terrile, che con lui aveva condiviso gli anni di studio professionale. "È stato un grande maestro. Ha formato generazioni di professionisti. Insegnava con generosità e attenzione alla persona. Aiutava anche nelle scelte di vita, con sensibilità e affetto. I grandi maestri non muoiono mai: vivono negli insegnamenti e negli allievi. Ora cercheremo di essere per gli altri ciò che sei stato per noi".

Al termine della funzione, il feretro è stato accompagnato dal personale di A.Se.F. del Comune di Genova al cimitero monumentale di Staglieno, dove è prevista la cremazione e la successiva tumulazione.

Redazione

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