CATANIA (ITALPRESS) - Un confronto tra patrimonio storico, innovazione tecnologica e linguaggi dell'arte per raccontare come il sapere tecnico dell'antichità continui ancora oggi a orientare il futuro dell'ingegneria e della sostenibilità. E' stato inaugurato oggi, al Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane dell'Università di Catania, "in-genium. Sguardi sul passato e sul futuro della tecnologia", il progetto promosso da MAIRE e Fondazione MAIRE - ETS in collaborazione con il Parco archeologico del Colosseo e con il patrocinio dell'Università di Catania. Dopo le tappe di Roma e Milano, la mostra arriva nel capoluogo etneo condividendo con la Sicilia un percorso espositivo che intreccia fotografia contemporanea, ricerca interdisciplinare e riflessione sul rapporto tra tecnologia antica e sfide contemporanee, con particolare attenzione alla transizione energetica e alla sostenibilità. Le opere resteranno visitabili fino al 30 giugno. La giornata di inaugurazione ha riunito rappresentanti del mondo accademico, delle istituzioni, degli ordini professionali e dell'impresa catanesi, tutti concordi nel sottolineare la necessità di costruire un modello condiviso di sviluppo culturale e tecnologico. Ad apertura dei lavori sono intervenuti il sindaco di Catania, Enrico Trantino, la presidente del Comitato di Confindustria Donna, Monica Luca, il rettore dell'Università di Catania Enrico Foti. "Questa mostra mette insieme l'attività svolta da tre Accademie di Belle Arti italiane, fra cui quella di Catania, con la partecipazione dell'Università di Catania. L'obiettivo è mettere a confronto l'ingegneria del passato con quella del presente attraverso una mostra fotografica. Ricordarci da dove veniamo, valorizzare ciò che è stato fatto nel passato e cercare di guardare a un futuro sostenibile credo sia l'aspetto più meritorio dell'iniziativa - ha spiegato il Rettore Foti -. Il progetto è portato avanti da MAIRE, colosso dell'ingegneria con tre sedi in Italia, tra cui una importante a Catania, e con presenze nel mondo anche in India e in Olanda. Questo ci rende particolarmente orgogliosi di fare parte di questa grande famiglia". Ultimo intervento introduttivo quello del presidente di Maire, Fabrizio Di Amato, che ha sottolineato le opportunità offerte ai giovani siciliani dalle progettualità sviluppate in città attraverso la nuova sede del gruppo. "I giovani hanno bisogno di speranza. Bisogna far capire che con tenacia, determinazione e forza un successo può diventare la chiave del successo successivo. Se passa questo messaggio abbiamo fatto bene il nostro lavoro". Ai saluti istituzionali è seguita la fase di presentazione di progetto "in-genium".Per Germana Barone, direttrice del Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane, il valore dell'iniziativa risiede nell'approccio multidisciplinare: "Il mondo della cultura deve dialogare con discipline diverse, ed è un elemento per noi molto importante". Barone ha poi richiamato il tema del riutilizzo, che si sposa con alcune tematiche della mostra: "Un tempo si riutilizzavano gli edifici antichi, oggi riutilizziamo materiali. All'Università di Catania stiamo lavorando su materiali innovativi per il restauro utilizzando cenere vulcanica e produciamo a temperatura ambiente con grande interesse da parte delle imprese del territorio". Un'esperienza che, secondo la direttrice del museo, dimostra quanti punti di contatto possano esistere tra ricerca scientifica, patrimonio culturale e innovazione industriale. Anche Lina Scalisi, prorettrice dell'Università di Catania e presidente dell'Accademia di Belle Arti etnea, ha insistito sul valore della collaborazione tra istituzioni e competenze diverse. "I soggetti intorno a questo tavolo - il mondo dell'impresa, gli ordini professionali, i sistemi formativi e l'istituzione cittadina - stanno andando tutti verso l'idea che bisogna lavorare in un progetto condiviso - ha spiegato Scalisi. La preside dell'Accademia di Belle Arti di Catania ha definito "visionario" il progetto perchè capace di mettere insieme "il genio dell'uomo, la tecnologia del passato, quella del presente e il linguaggio delle arti". Un intreccio che, secondo la docente, non riguarda soltanto la ricostruzione della memoria storica, ma anche le relazioni umane e il futuro dei territori: "Le città sono frutto di contaminazioni e il loro destino dipende da scelte strategiche".Il legame con Catania assume un significato particolare anche per Maire, che nel 2024 ha inaugurato in città il NX Engineering District, centro dedicato allo sviluppo di tecnologie avanzate per la transizione energetica. Carlo Nicolais, vicepresidente Institutional Relations, Communication & Sustainability del gruppo, ha ricordato come la scelta del territorio etneo sia stata strategica: "Festeggiamo e siamo a casa. Abbiamo aperto i nostri uffici a Catania in maniera strategica e questa è la terza tappa di una mostra già esposta a Roma e Milano". Nicolais ha sottolineato come il progetto abbia contribuito "a riallacciare dei legami" tra mondi diversi, dalla formazione all'impresa.Sullo stesso piano si è mosso l'intervento di Franco Ghiringhelli, Group Human Resources, ICT, Organization & Procurement SVP di MAIRE, che ha evidenziato il tema della "contaminazione" come elemento centrale dell'esperienza aziendale: "Catania non è stata scelta in maniera casuale nè opportunistica, ma meditata". Il dirigente ha definito il territorio etneo "particolarmente ricco dal punto di vista universitario e delle risorse", elementi che rappresentano "il motore di un'azienda". Un contesto fertile, quindi, per creare nuove connessioni tra sapere tecnico, innovazione e sviluppo industriale. Nel corso dell'incontro è stato sottolineato anche il ruolo crescente dell'ingegneria nella vita culturale e amministrativa della città. L'Ordine degli Ingegneri, con il presidente Mauro Scaccianote, ha ricordato come la presenza del primo rettore ingegnere dell'ateneo abbia dato "un impulso notevolissimo" a Catania, in una fase caratterizzata da "grande entusiasmo". A chiudere i lavori prima dell'inaugurazione della mostra a Palazzo del Rettorato di Catania è stato il presidente e fondatore di MAIRE e Fondazione MAIRE - ETS, Fabrizio Di Amato. "Immaginavo una forte attenzione verso questo progetto, ma siamo andati oltre - ha confessato Di Amato ponendo l'accento sulla passione che ha accompagnato l'intero percorso e sulla capacità di fare rete. "Università, cultura e impresa hanno davvero fatto sistema. Questo dimostra che tutto questo si può fare davvero" ha concluso da Catania. Un messaggio che sintetizza il senso di "in-genium": rileggere il passato non come semplice memoria, ma come strumento per progettare il futuro, mettendo in relazione cultura, tecnologia e formazione in un territorio che punta a diventare sempre più centrale nei processi di innovazione del Mediterraneo. - Foto xo5/Italpress -(ITALPRESS).






