Non è tardata la risposta della Direzione Sanitaria dell’Ospedale Galliera alle accuse mosse da UIL FP in merito a quanto accaduto nella serata del 28 maggio, quando la sigla sindacale aveva lanciato l'allarme per la gestione di nove pazienti in isolamento, denunciando presunti rischi biologici elevati e condizioni di lavoro insostenibili.
Secondo quanto riportato dall'Ente, i nove pazienti giunti presso il Pronto Soccorso sono stati immediatamente valutati dall'infettivologo di turno che, dopo un'attenta anamnesi e l'analisi del quadro epidemiologico, "ha tempestivamente escluso la possibilità di patologie a carattere diffusivo di interesse di sanità pubblica".
L'ospedale precisa che i sintomi presentati dagli utenti erano riconducibili a "virus stagionali" di tipo gastrointestinale, diagnosi successivamente confermata dai laboratori di analisi interni. Di conseguenza, la Direzione specifica che "il personale NON si è pertanto trovato a gestire una situazione ad elevato rischio biologico".
Nonostante l'assenza di un effettivo pericolo, la Direzione ha spiegato che, "a maggior tutela di pazienti ed operatori", è stato comunque disposto lo stazionamento del gruppo in un'area già in passato destinata alla gestione di cluster infettivi, dove il personale ha operato correttamente utilizzando i necessari DPI e le misure di isolamento previste.
In merito alle criticità sollevate sui tempi di blocco delle ambulanze, l'ospedale chiarisce di aver richiesto un supporto al 118 a causa dell'elevato carico di lavoro: in quelle ore, infatti, il Galliera risultava avere in carico il numero maggiore di pazienti rispetto a tutte le altre strutture dell'area metropolitana. Infine, per rispondere alle esigenze di organico evidenziate dal sindacato, l'azienda sottolinea che, "a supporto e tutela del lavoro del personale", era stato previsto per la notte interessata l'inserimento di una unità infermieristica aggiuntiva.