Nove pazienti esposti a rischio biologico elevato in quarantena e tensione nel pronto soccorso dell’ospedale Galliera.
È quanto denunciato dalla UIL FP che ha parlato di situazione ‘insostenibile’ nel nosocomio genovese.
La gestione dell'emergenza si è intrecciata con il ritardo nel blocco delle ambulanze del 118, un fattore che, secondo il sindacato, ha potenzialmente esposto sia i lavoratori che i cittadini a rischi che si sarebbero potuti evitare. “Il Covid non ha insegnato nulla" tuona la UIL FP, che punta il dito contro il sovraffollamento cronico, la carenza di personale e spazi ormai insufficienti.
Gli operatori sanitari, pur garantendo la gestione dell'emergenza con grande professionalità, si trovano quotidianamente a operare in condizioni drammatiche: “Quegli stessi professionisti traditi, costretti quotidianamente a operare in condizioni drammatiche a causa del sovraffollamento cronico, delle carenze di personale, di spazi insufficienti, di responsabilità professionali insostenibili, turni massacranti e sempre più spesso vittima di patologie stress lavoro correlato”.
Per la UIL FP, quanto accaduto è "inaccettabile". Milena Speranza, segretaria generale UIL FP Liguria, e Marco Vannucci, segretario generale UIL FP Genova, hanno avanzato richieste precise alla direzione sanitaria: “Chiediamo verifica puntuale del rispetto delle procedure di biosicurezza previste per i rischi infettivi emergenti; chiarimenti ufficiali sui tempi e sulle modalità del blocco delle ambulanze, tracciamento rigoroso dei contatti, coinvolgimento immediato delle Organizzazioni Sindacali in ogni fase della gestione dell’emergenza”.
“Il personale Sanitario sta lavorando con grande professionalità - concludono -, ma non può essere lasciato solo, soprattutto in un sistema di emergenza-urgenza ormai al collasso. La UIL FP seguirà costantemente la situazione e, in assenza di risposte immediate, valuterà tutte le iniziative necessarie a tutela della salute pubblica e dei lavoratori”.