Il SerD di via Canevari resta al centro del confronto istituzionale in Bassa Val Bisagno. Dopo l’incontro delle scorse settimane in Regione con l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò, Asl, l'assessora al Sociale Cristina Lodi, e una rappresentanza dei cittadini, il Municipio conferma la richiesta di individuare una nuova sede per il servizio e guarda al prossimo passaggio: il tavolo fissato per il 18 giugno, che dovrà avviare una valutazione concreta sugli spazi disponibili e sulle possibili alternative.
A chiarirlo, durante il consiglio municipale, è stato il presidente Fabrizio Ivaldi, rispondendo all’interrogazione presentata dai consiglieri Gabriele Ruocco e Cristina Teodori, del gruppo Lista Civica Silvia Salis Sindaca.
La questione riguarda una struttura attiva in via Canevari dal 2018, nata inizialmente come sede temporanea e poi diventata nel tempo un presidio stabile. Un servizio ritenuto indispensabile per la presa in carico delle persone con dipendenze patologiche, ma collocato, secondo il Municipio, in un contesto oggi non più adeguato per caratteristiche urbane, densità abitativa e criticità già presenti nella zona.
Nel corso dell’interrogazione, Teodori ha ribadito che l’obiettivo non è mettere in discussione il valore del SerD né stigmatizzare gli utenti che vi accedono. Il punto, ha spiegato, è garantire condizioni migliori per tutti: per gli operatori sanitari, per le persone seguite dal servizio e per residenti e commercianti dell’area compresa tra via Canevari, Borgo Incrociati e le zone limitrofe.
Tra le criticità richiamate ci sono la mancanza di spazi adeguati, l’assenza di una sala d’attesa interna, le difficoltà nel garantire la privacy degli utenti e l’impatto su una zona ad alta densità abitativa, con attività commerciali e forte passaggio pedonale. “Il nostro consiglio di Municipio ha approvato all’unanimità la richiesta di spostamento”, ha ricordato Ivaldi, spiegando che in passato erano arrivate risposte negative dalla Regione, ma che l’ultimo incontro ha aperto uno scenario diverso.
“Due settimane fa c’è stato un incontro in Regione con l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò, Asl, i cittadini e l’assessora comunale al Sociale Cristina Lodi”, ha spiegato il presidente. “Rispetto a quanto era stato detto inizialmente, cioè che non si sarebbe toccato nulla ma si sarebbe valutato un allargamento, si è deciso di aprire un tavolo”.
La prima riunione è stata fissata per il 18 giugno. “Non sarà l’ultima e non sarà risolutiva”, ha precisato Ivaldi, “ma ci siederemo per trovare una soluzione condivisa. Abbiamo avuto un’apertura. Nessuno ha la bacchetta magica e non è una situazione semplice, ma inizieremo un percorso che speriamo possa portare a una soluzione positiva per il territorio”.
Il presidente ha poi ribadito la posizione del Municipio: “Tutto il Municipio è per lo spostamento. Non è una questione politica, ma di sicurezza: il luogo attuale non va bene, è dietro la stazione, in una zona che ha già le sue criticità”.
Il nodo principale resta quello dell’alternativa. “Da parte del Comune c’è disponibilità a capire se esistano spazi comunali adatti”, ha aggiunto Ivaldi. “Bisognerà verificare quali siano gli spazi disponibili e appropriati. È chiaro che va trovata un’alternativa, altrimenti lo spostamento diventa complicato”.
Teodori ha accolto positivamente l’avvio del percorso, sottolineando come una soluzione diversa possa andare “a vantaggio della cittadinanza”, in particolare sul fronte della sicurezza e della convivenza tra servizio, utenti e territorio.






