Il dibattito sulla mobilità in Val Bisagno giunge a uno snodo cruciale. Dopo la presentazione dello studio del Politecnico di Milano, promosso dalla Sindaca Salis, il Comitato Opposizione Skymetro - Val Bisagno Sostenibile ha rotto gli indugi, dichiarando conclusa la fase di analisi tecnica e chiedendo un intervento risolutivo del Consiglio Comunale.
Secondo il Comitato, gli incontri tecnici avvenuti nel mese di maggio avrebbero fatto emergere la debolezza della soluzione a fune. In particolare, il documento evidenzia come “l'apporto al miglioramento del traffico sarebbe stato trascurabile perché la cabinovia avrebbe comportato un incremento molto modesto dell'uso del trasporto pubblico: l’1,4%". A questo si aggiungono perplessità sulla velocità degli spostamenti, con il tram che offrirebbe prestazioni “pressoché sovrapponibili” con una differenza stimata di soli tre minuti.
Non mancano le riserve sugli impatti urbanistici. Il Comitato punta il dito contro il “disturbo visivo di cabine che ogni 15 secondi avrebbero transitato - più o meno davanti alle finestre” e sull'ingombro delle stazioni. Viene inoltre sollevato un dubbio sulla concreta fattibilità dell'opera: “nessuno dello staff deve essersi posto il problema se i piloni della cabinovia sarebbero effettivamente posizionabili o meno” in punti critici come Firpo, Garassini e lo scolmatore, definendo il progetto come “uno skymetro bis”.
In vista della seconda seduta di Commissione, prevista per mercoledì 3 giugno, il Comitato auspica che l'amministrazione faccia tesoro delle recenti dichiarazioni della Sindaca Salis, la quale aveva aperto a riflessioni critiche sugli esiti dello studio: “non vuol dire che è perfetto e che partiamo coi cantieri, possono avere senso altre soluzioni".
La richiesta ufficiale è che il Consiglio voti un impegno formale per allestire un "VERO percorso partecipato riprendendo quanto fatto con il Percorso di Partecipazione del 2011”. Per il Comitato, il tram rappresenta la soluzione più logica e performante, capace di integrarsi come evoluzione degli Assi di Forza.
Nonostante le critiche alla cabinovia, il Comitato riconosce valore allo studio del Politecnico, definendolo “il primo serio sulla mobilità in vallata”. Un lavoro che, secondo i rappresentanti dei cittadini, ha permesso di stabilire tre punti fermi: il primo è che “lo skymetro non era giustificabile”; il secondo è che “l'asse di forza non comporta un significativo miglioramento del trasporto pubblico” e, in ultimo, che “il tram trova la sua definitiva legittimazione”.
Il Comitato conclude guardando già al futuro: “Ci sembra un buon punto di partenza per il Percorso di Partecipazione che auspichiamo parta dal prossimo settembre”.






