Altvelox, l’Associazione nazionale tutela utenti della strada, ha presentato un esposto contro la sindaca di Genova Silvia Salis, la prefetta Cinzia Toracco, il vicesindaco Alessandro Terrile e il comandante della polizia locale, contestando il presunto uso continuativo di autovelox privi di adeguata omologazione ministeriale.
Nel documento, depositato in procura e inviato anche alla Corte dei conti, all’Anac e al Garante per la privacy, l’associazione chiede di verificare se i dispositivi utilizzati dal Comune siano dotati di omologazione ministeriale – distinta dalla semplice approvazione amministrativa – e se il loro impiego rispetti Codice della strada e atti prefettizi.
Altvelox richiama inoltre alcune dichiarazioni rese in Consiglio comunale, dove sarebbe stata riconosciuta l’esistenza del tema omologazione e confermata la volontà dell’amministrazione di mantenere attivi gli autovelox anche in attesa di eventuali procedure ministeriali.
L’associazione segnala anche i dati economici: oltre 181 milioni di euro di proventi da sanzioni tra il 2021 e il 2025, di cui più di 30 milioni legati al superamento dei limiti di velocità. Un elemento che, precisa Altvelox, “non prova responsabilità”, ma rende necessarie verifiche approfondite su omologazioni, tarature, decreti prefettizi, ubicazione delle postazioni, incidentalità, piani del traffico, destinazione dei proventi e gestione dei flussi sanzionatori.
L’associazione chiarisce infine che non contesta i controlli stradali in sé, ma “controlli opachi, non documentati o basati su titoli tecnici non verificabili”.






