L’omicidio avvenuto a Villetta Di Negro , la diffusione delle nuove droghe come il crack, i presìdi sul territorio, i patti per la sicurezza urbana, e servizi estivi della polizia locale sulle riviere di Levante e Ponente: queste le tematiche sollevate durante le interrogazioni a risposta immediata nella seduta odierna del consiglio comunale, tutte indirizzate all’assessora alla Sicurezza Arianna Viscogliosi. Il dibattito, però, si è trasformato ben presto in un duro scontro tra maggioranza e opposizione.
L’ex vicesindaco Pietro Piciocchi ha preso la parola sull'omicidio di Villetta di Negro, definendolo "la punta di un iceberg di un'escalation che è inutile continuare a negare". Piciocchi ha interrogato la giunta su come sia stato possibile che un soggetto irregolare con precedenti penali potesse albergare nelle grotte del parco nel cuore della città, chiedendo risposte concrete per i cittadini che avvertono un'insicurezza "senza precedenti".
Sulla stessa linea il consigliere Nicholas Gandolfo, che ha espresso forte preoccupazione per la microcriminalità dilagante in Darsena, corso Italia e sulle spiagge in vista della stagione estiva. Gandolfo ha duramente criticato la gestione dell'assessorato, accusando Viscogliosi di "accentrare" il potere e di non convocare gli osservatori municipali, arrivando a chiedere formalmente che le vengano tolte le deleghe alla sicurezza.
Anche il consigliere Lorenzo Pellerano ha incalzato l'amministrazione, proponendo l'istituzione di presidi fissi in zone critiche del centro storico come piazza delle Vigne e la Commenda di Prè, lamentando tempi di intervento delle forze dell'ordine troppo lunghi. La consigliera Paola Bordilli ha aggiunto che Genova è "piombata nella forte insicurezza", sottolineando come la Darsena sia diventata un luogo dove è persino "pericoloso fare sopralluoghi".
L'assessora Arianna Viscogliosi ha respinto fermamente le accuse, tornando innanzitutto sul caso di Villetta Di Negro: “L’autore del reato era una persona irregolare sul territorio nazionale da anni, con precedenti penali, già nota alle forze dell’ordine e alla polizia locale e che da tempo non avrebbe dovuto trovarsi in Italia”. L’assessora ha ricordato come la sindaca Silvia Salis abbia espresso immediatamente le condoglianze alla famiglia della vittima, definendo quanto accaduto “un fatto che ha scosso le coscienze della città e dell’amministrazione”.
Viscogliosi ha poi ribadito che la sicurezza pubblica, per legge, è competenza di Questura, Carabinieri e Polizia di Stato, mentre al Comune spettano le funzioni legate alla sicurezza urbana, al decoro e alla vivibilità degli spazi pubblici. “Genova è una realtà complessa, con uno dei porti più importanti del Paese e quartieri che richiedono un presidio costante ventiquattr’ore su ventiquattro. Riteniamo necessario un maggiore sforzo da parte delle altre forze dell’ordine”.
Su Villetta Di Negro, l’assessora ha spiegato che nel corso del 2025 sono stati effettuati numerosi sopralluoghi a seguito della presenza di persone senza fissa dimora e che, per quanto possibile, queste sono state allontanate. “Non risultano esposti o relazioni di servizio che evidenziassero particolari criticità”.
La replica si è poi spostata sul piano nazionale. Secondo Viscogliosi, il caso dell’omicidio evidenzia i limiti delle politiche sui rimpatri e sulla gestione dell’immigrazione irregolare. “Quali strumenti mette in campo lo Stato per espatriare soggetti come questo?” ha domandato, sostenendo che i Comuni siano stati lasciati soli ad affrontare problemi che competono ad altri livelli istituzionali. L’assessora ha inoltre confermato che Palazzo Tursi è ancora in attesa di una risposta da parte del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sulla richiesta di sottoscrizione dei Patti per la sicurezza urbana.
Nel corso dell’intervento Viscogliosi ha rivendicato l’attività svolta dalla polizia locale, citando l’aumento delle sanzioni per l’abbandono dei rifiuti, cresciute del 180%, e il rafforzamento dei controlli stradali che avrebbe contribuito alla diminuzione dei sinistri.
Guardando all’estate ormai alle porte, l’assessora ha annunciato il potenziamento dei servizi nelle aree maggiormente interessate dai flussi turistici, a partire dal centro storico e dalle zone balneari di Levante e Ponente. “Il ruolo della polizia locale si fonda sulla prossimità: l’aumento degli agenti in strada ha un effetto di prevenzione e contribuisce ad aumentare la percezione di sicurezza”.
Secondo quanto illustrato in aula, nel centro storico sono già stati rafforzati i presìdi nelle zone di Prè, Darsena e Belvedere Pertusio, con un incremento delle attività nelle fasce serali e notturne grazie all’impiego del Nucleo Centro Storico e del Reparto Sicurezza Urbana. Nelle ultime settimane sono inoltre stati intensificati i controlli in vico Mele, vico Fornari, alla Maddalena e nell’area della Darsena.
Per il periodo estivo sono previsti ulteriori servizi lungo il litorale cittadino, con particolare attenzione alle spiagge e alle aree della movida. Viscogliosi ha annunciato che nel prossimo Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica chiederà l’istituzione di pattuglie interforze sulle spiagge del Levante e del Ponente, coinvolgendo anche i Carabinieri.
L’assessora ha infine evidenziato come le aggressioni sugli autobus Amt risultino in diminuzione e ha assicurato che nei prossimi mesi una parte significativa delle risorse della polizia locale verrà concentrata proprio sulle zone costiere, dove si prevede il maggiore afflusso di residenti e turisti.






