Sanità - 05 giugno 2026, 13:17

"Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità": 123mila prestazioni dietro la provocazione diventata virale

La campagna shock scuote i social ma accende i riflettori sulle 32 strutture per alleggerire i pronto soccorso e gestire i casi a bassa complessità. L'assessore Nicolò: "Dobbiamo far entrare nell'immaginario collettivo l'idea che siano il primo punto di riferimento per molte esigenze sanitarie quotidiane"

La sfida della sanità territoriale in Liguria ha abbandonato i toni felpati del cerimoniale istituzionale per adottare una strategia comunicativa definita dagli stessi promotori “dirompente e dissacrante”. Al centro del dibattito, un manifesto che con un diretto Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità ha scosso i social, puntando a trasformare un servizio pubblico in un fenomeno virale. Ma dietro la provocazione linguistica batte il cuore di una macchina operativa che, tra aprile e maggio, ha già erogato oltre 123.000 prestazioni.

L’obiettivo della campagna non era semplicemente scioccare, ma scardinare le abitudini. Federico Casabella ha chiarito come, dopo una prima fase più tradizionale, la Regione abbia sentito il bisogno di “intercettare quel target di cittadini che solitamente resta impermeabile alle novità del sistema sanitario”. L’ironia e la viralità sono state le esche per generare curiosità: “Sapevamo che un termine come ‘diarrea’ avrebbe scatenato ilarità, ed era esattamente ciò che speravamo per rendere il messaggio il più pervasivo possibile”, ha spiegato Casabella, confermando che i risultati in termini di visibilità sono stati “pazzeschi”, grazie anche al rilancio spontaneo da parte di personaggi dello spettacolo.

La campagna è strutturata come un percorso educativo in tre atti: spiegare il perché rivolgersi a queste strutture (per la bassa complessità), illustrare il come (accesso diretto e gratuito) e infine mappare il dove, dividendo la Liguria nelle 32 aree di pertinenza delle Case già operative.

La sfida, però, non è soltanto comunicativa. Dietro i manifesti e gli spot c'è una rete di servizi che la Regione considera ormai pienamente operativa. L'assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò rivendica infatti il percorso compiuto dalla Liguria negli ultimi anni.

"Oggi possiamo raccontare un risultato concreto. Siamo stati tra le prime regioni italiane a completare le 32 Case della Comunità previste dal Pnrr e, soprattutto, a renderle realmente funzionanti con medici di medicina generale, infermieri e professionisti sanitari al servizio dei cittadini. Non abbiamo realizzato semplicemente delle strutture, ma attivato servizi che stanno già producendo risultati importanti".

I numeri confermano una crescita costante dell'utilizzo di questi presìdi. Tra aprile e maggio sono stati registrati oltre 31 mila accessi per prestazioni mediche e infermieristiche, ai quali si aggiungono più di 92 mila prestazioni ambulatoriali erogate. Complessivamente, oltre 123 mila interventi in appena due mesi. "Sono dati che dimostrano come la sanità territoriale sia già una realtà consolidata - sottolinea Nicolò -. Sempre più cittadini scelgono questi servizi per ottenere risposte rapide e appropriate ai propri bisogni di salute".

L'obiettivo è alleggerire il carico dei pronto soccorso, indirizzando verso le Case della Comunità tutti quei casi a bassa complessità che possono essere gestiti sul territorio. "Dobbiamo far entrare nell'immaginario collettivo l'idea che la Casa della Comunità sia il primo punto di riferimento per molte esigenze sanitarie quotidiane - spiega l'assessore -. Non parliamo soltanto di piccole problematiche cliniche, ma anche di servizi molto richiesti come ricette, certificati e altre prestazioni che spesso i cittadini faticano a ottenere rapidamente".

Le strutture sono dotate delle attrezzature necessarie per effettuare medicazioni, bendaggi, piccoli interventi e punti di sutura. Inoltre l'accesso è libero e non è legato al comune o al quartiere di residenza. "È importante chiarire che ogni cittadino può recarsi in qualunque Casa della Comunità della Liguria, indipendentemente da dove vive. Naturalmente si tende a scegliere quella più vicina, ma non esistono vincoli territoriali".

Particolarmente frequentate risultano le strutture dell'area metropolitana genovese, come quelle della Fiumara e di Assarotti, anche se l'affluenza varia in base alla popolazione servita. In vista dell'estate, le Case della Comunità potranno rappresentare un punto di riferimento anche per i turisti. Per i residenti liguri l'accesso resta gratuito, mentre per i non residenti è previsto un contributo di 20 euro.

La vera sfida, tuttavia, sarà verificare se la grande visibilità ottenuta dalla campagna si tradurrà in un cambiamento stabile delle abitudini dei cittadini. "Se siamo riusciti a far parlare delle Case della Comunità e a far conoscere meglio questi servizi, abbiamo già raggiunto una parte importante del nostro obiettivo - conclude Casabella -. Ora vogliamo capire se questa curiosità si trasformerà in una maggiore consapevolezza e in un utilizzo sempre più diffuso della sanità territoriale".

Chiara Orsetti

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