Cambio di guida ai vertici dell’Aeroporto "Cristoforo Colombo". Enrico Musso, docente di Economia dei trasporti all’Università di Genova, non verrà riconfermato alla presidenza della società che gestisce lo scalo genovese, controllata dall’Autorità di sistema portuale e partecipata dalla Camera di Commercio.
La notizia era trapelata nelle ultime ore, confermata in queste ore anche dalle parole dello stesso Musso al quotidiano Il Secolo XIX.
Il andato dell’attuale presidente è giunto naturale scadenza con l’approvazione del bilancio 2025 e l'attuale presidenza si trova ora in regime di prorogatio.
La nomina di Musso risaliva all'agosto del 2024, quando fu scelto per guidare l'aeroporto durante la fase in cui l'Autorità portuale era condotta dall'ammiraglio-commissario Massimo Seno. Successivamente, nel corso del 2025, prima dell’insediamento del presidente Matteo Paroli, il docente era stato confermato per un ulteriore anno.
Il presidente uscente ha già avviato l'iter burocratico necessario per il passaggio di consegne: ha infatti convocato per domani, lunedì 7 giugno, il consiglio di amministrazione della società, il quale avrà il compito di indire l'assemblea dei soci chiamata a nominare il nuovo presidente e il consiglio di amministrazione che guiderà l'aeroporto nel prossimo mandato.
Ma in queste ore non mancano le polemiche.
Sottoo la guida di Musso, infatti, la società che gestisce lo scalo genovese è stata risanata e l’aeroporto ha raggiunto la cifra record di un milione e 580mila passeggeri.
Raggiunto dal quotidiano genovese, il presidente uscente ha fatto sapere di essere stato ‘silurato’ con un messaggio via WhatsApp in maniera assolutamente inaspettata visto il risanamento della società e senza alcuna motivazione.
La decisione ha scatenato le reazioni del mondo politico.
Il consigliere regionale del Partito Democratico Simone D’Angelo, ha definito la scelta “sorprendente e incomprensibile. Ancora più grave è apprendere che una scelta così importante sarebbe stata comunicata con un semplice messaggio WhatsApp. Parliamo di una persona che non appartiene certo alla sinistra e che, insieme al consiglio di amministrazione e alla struttura dell’aeroporto, ha ottenuto risultati oggettivi: conti risanati, bilanci record e il massimo storico di passeggeri, compagnie e collegamenti. Numeri che parlano da soli. Per questo il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Paroli di spiegare pubblicamente le ragioni di questa scelta. Se non dipendono dai risultati, da cosa dipendono? Probabilmente le spiegazioni andrebbero chieste direttamente al Viceministro Rixi e al Presidente Bucci, che appaiono come i veri registi di questa scelta, per poter esercitare un controllo più diretto sulla prossima fase di privatizzazione e riassetto societario dell’aeroporto, un passaggio strategico per il futuro di Genova che dovrebbe essere gestito con la massima trasparenza e nell’interesse pubblico, non sulla base di logiche e accordi che oggi appaiono tutt’altro che chiari. Difficile dimenticare quando gli stessi che oggi cambiano i vertici raccontavano che il Colombo non avesse prospettive e lavoravano a una sostanziale svendita dello scalo per pochi spiccioli. Oggi i fatti dimostrano il contrario”.
Anche la sindaca di Genova Silvia Salis si è detta stupita e amareggiata della scelta: "I risultati positivi ottenuti in questi anni, dall’aumento dei traffici al risanamento economico passando per la gestione dei lavori di ampliamento dell’aerostazione, sono sotto gli occhi di tutti e in netta controtendenza rispetto al passato. Risulta perciò incomprensibile la scelta di interrompere questo percorso virtuoso in una fase così delicata come quella che si sta vivendo, con il processo di privatizzazione dello scalo in corso".
Via social, Salis ha poi aggiunto: "Voglio esprimere la mia personale vicinanza a Enrico Musso in questo momento, le nostre storie politiche sono diverse, ma questo non mi impedisce di riconoscere in lui un professionista serio, competente e capace, che serve le istituzioni della nostra città con dedizione e, soprattutto, con ottimi risultati.
Lo dimostra non solo il lavoro che ha portato avanti nella presidenza dell’aeroporto, ma anche l’impegno che sta continuando a profondere per il nostro Teatro Carlo Felice, di cui ha contribuito a far emergere una precedente gestione finanziaria apparentemente non molto lineare.
A tutto questo si aggiunge una certa perplessità nel registrare la sorpresa di alcuni esponenti del centrodestra. Colpisce, infatti, notare come su una scelta così strategica per una grande infrastruttura del territorio non sembri esserci stata un'adeguata condivisione di informazioni nemmeno all'interno della loro stessa classe dirigente.
Genova ha bisogno di valorizzare le sue energie migliori, al di là del colore politico. Rinunciare in questo modo a un patrimonio di competenze così evidente, peraltro in una fase di delicata transizione, rischia di non essere la scelta più utile per il futuro della nostra comunità".






