Attualità - 08 giugno 2026, 16:36

Ufficio LGBTQIA+, confronto in commissione: "Nessuno vuole ideologicamente condizionare nessuno”

L’assessora Bruzzone traccia un bilancio delle prime attività e delle iniziative: “Non parliamo di teorie ma di diritti e servizi” poi apre al futuro con la realizzazione della Casa Arcobaleno. Associazioni e municipi chiedono rete e servizi

Ufficio LGBTQIA+, confronto in commissione: "Nessuno vuole ideologicamente condizionare nessuno”

"Nessuno vuole ideologicamente condizionare nessuno”. Con queste parole l'assessora alle Pari Opportunità Rita Bruzzone ha chiuso i lavori della commissione 2 del Consiglio Comunale di Genova, convocata questa mattina per fare il punto sull'ufficio LGBTQIA+ del Comune, sulla sua attività e sul suo rapporto con il territorio. Una seduta lunga, a tratti tesa, che ha visto l’intervento di associazioni, consigliere di parità dei municipi, commissari di maggioranza e opposizione.

Dopo aver ascoltato gli interventi degli auditi e quelli dei commissari e delle commissarie, l’assessora Bruzzone ha voluto subito fare chiarezza sulla nascita dell’ufficio per i diritti LGBTQIA+: “Questo ufficio ha generato dal suo inizio molta confusione. L'ufficio pari opportunità dell'ente riguarda le dipendenti e i dipendenti. La mia scelta è stata quella di non far corrispondere l'assessorato alle pari opportunità all'ufficio comunale. Quindi l'ufficio comunale rimane con tutte le sue peculiarità, mentre il nuovo assessorato alle opportunità politiche di genere coordina l'ufficio LGBTQIA+”.

Sul fronte economico, Bruzzone ha quantificato le risorse: "Il budget dell'assessorato pari opportunità è di 20.000 euro, destinati alla certificazione di genere dell'ente, al bilancio di genere, all'urbanistica di genere e alla costruzione dell'Atlante di genere. Quando dico questo, non sto parlando di teorie di genere, vorrei che questo fosse molto chiaro”.

L'assessora ha ripercorso le principali azioni avviate. Il primo atto amministrativo è stato il riconoscimento di undici bambini e bambine nate da coppie omogenitoriali femminili. È stata poi modificata la disciplina dell'affido familiare, che oggi può essere concesso anche a genitori single. Il Comune ha aderito con delibera alla giornata del 17 maggio contro l'omolesbobitransfobia.

Sul fronte dell'identità alias, Bruzzone ha tenuto a sgombrare il campo da equivoci: "L'identità alias non è cambiare il nome a una persona. Non andiamo a intaccare il codice civile. Si tratta di utilizzare un tesserino di lavoro o un documento interno senza il nome anagrafico, ma che corrisponde alla persona prima della sua transizione. Si tratta di persone che sono in transizione”.

In cantiere ci sono un bando in coprogettazione con il terzo settore per la nascita di una "casa arcobaleno”, non una casa rifugio, ha precisato Bruzzone, ma "una casa di accoglienza dove le persone possano trovare un luogo di confronto, dove ci sia uno spazio con l'esperto che spiega la trasmissione di malattie, dove si possa incontrare lo psicologo, dove si possa incontrare una comunità”, e la partecipazione come partenariato a un bando per la salute mentale dei minori in transizione. È prevista inoltre formazione per il personale dei servizi sociali, della polizia locale e degli sportelli anagrafici.

LA COMMISSIONE

A dare il via ai lavori è stato il consigliere Filippo Bruzzone che, in apertura di intervento, si è detto avvilito: “Molto spesso si prende questa tematica come motivo di scontro, dimenticandosi totalmente che noi parliamo di vite e di esperienze vissute, non curanti dell'impatto che queste cose possono avere sulle persone”.

Bruzzone ha ricordato che la commissione 2 era, nella precedente legislatura, "una delle commissioni meno convocate, benché le richieste fossero molteplici. Era una commissione molto difficile da convocare per trattare i temi”. Ha quindi espresso apprezzamento per la presenza di quasi tutti i municipi, con una nota polemica: "Sono sempre gli stessi ad essere assenti, mi verrebbe da dire i soliti due. Non dirò quali, ma direi che sia abbastanza evidente”.

La commissaria Anna Orlando si è associata alle parole di Bruzzone: "Mi aspetto di ascoltare cosa i cittadini si aspettano da questo ufficio e d'altra parte, al di là delle visioni, quali sono il programma e le azioni”.

A questi due primi interventi ha fatto seguito una breve introduzione da parte dell’assessora Bruzzone che ha fornito il quadro istituzionale: l'ufficio nasce anche come atto di rientro nella rete READY, la rete nazionale delle pubbliche amministrazioni antidiscriminazioni fondata nel 2006, a cui Genova aveva aderito nel 2014 con delibera dell'allora assessora Elena Fiorini, poi uscita dalla rete. "Oggi sono 137 le pubbliche amministrazioni che vi partecipano. Non esistono destra e sinistra quando si parla di diritti”.

Claudio Tosi di Arcigay ha portato in commissione un'agenda molto concreta. La priorità per lui è la strutturazione del dialogo tra l'ufficio e i servizi comunali: "Quest'anno ci sono arrivate diverse persone con un'emergenza abitativa: non avere un canale diretto con il Comune è un problema fondamentale”.

Ha poi lanciato una proposta culturale che ha attraversato tutto il suo intervento: recuperare la storia LGBTQIA+ genovese e valorizzarla come patrimonio cittadino e come attrattiva turistica. Ha citato tre esempi: “Jacopo Bonfadio, condannato a morte nel 1600, letterato genovese bruciato vicino alla Lanterna è una storia genovese che potremmo raccontare molto di più"; il Ghetto genovese come "rifugio delle persone trans, soprattutto dal Sud Italia, per decenni, tanto che Lisetta Carmi venne a fotografarle nel genovese; abbiamo una storia riconosciuta a livello internazionale che è importante continuare a valorizzare"; e il San Sebastiano di Guido Renu, "che grazie alla visita di Oscar Wilde nel 1877 è diventata un’icona gay conosciutissima nel mondo: un tesoro preziosissimo che potrebbe portare persone in questa città”.

Ha infine segnalato che la mostra sulla storia del movimento Arcigay nazionale, partita da Sanremo nel 2022 in occasione dei 50 anni della manifestazione del 5 aprile 1972, "non è ancora approdata a Genova. Questa città si merita questa mostra allestita in uno spazio di 600 metri quadrati”.

Ha chiuso con un momento personale: "Oggi è l'8 giugno. Abbiamo intitolato la nostra associazione a Lilia Muras, una donna speciale che è stata la nostra presidente fino all'ultimo giorno, quando è morta l'8 giugno 2014. Volevo essere sicuro di non uscire da qui senza averla ricordata in questa sala”.

Donatella Siringo, presidente nazionale di Agedo, l'associazione di genitori, parenti e amici di persone LGBTQIA+, fondata nel 1993 e oggi presente con 38 sedi sul territorio nazionale, ha portato la prospettiva di chi lavora con le famiglie: "Ancora oggi, nel mondo degli enti, non mancano pensieri stereotipati, giudizi e scarsissima conoscenza delle tematiche”.

Ha indicato tre priorità per l'ufficio: "Il primo tema è la visibilità. Che esista un ufficio che si occupa di questi temi vuol dire che le persone esistono e in questa città non erano visibili. Poi il coordinamento di una rete tra le realtà associative e l'istituzione. E infine la promozione di una cultura dell'accoglienza: lavoriamo sul tema dell'accoglienza e questo può incidere anche sulla sicurezza”.

Irene Tacquini di AIED, associazione che dal 1971 offre ascolto alla cittadinanza genovese e dal 1999 si occupa in modo specifico della comunità LGBTQIA+ in condizioni di vulnerabilità, ha inquadrato il tema in chiave sanitaria: "Le discriminazioni subite dalla popolazione LGBTQIA+ sono una questione di salute pubblica. Il minority stress, ovvero lo stress cronico a cui sono sottoposte le minoranze sessuali e di genere, si traduce in tassi drammaticamente più alti di ansia e depressione, specialmente nei giovani”.

Ha definito l'ufficio "un presidio di civiltà e salute per l'intera cittadinanza", sottolineando il ruolo dell'istituzione rispetto al terzo settore: "Noi associazioni spesso agiamo sui sintomi. Abbiamo bisogno che l'istituzione ci aiuti ad agire sulle cause”.

Roberta Trucco del Gruppo Femministe Genova ha portato una posizione esplicitamente critica rispetto ad alcune istanze del movimento trans e all'istituzione stessa dell'ufficio: "Siamo un comitato che da parecchi anni riflette sulla medicalizzazione della pubertà, i bloccaggi, l'importanza del sesso biologico e la critica alla prostituzione come lavoro”.

Ha denunciato quello che ha definito un sistema di silenziamento delle voci critiche, citando tre episodi recenti: la cancellazione nel 2023, alla Casa Internazionale delle Donne di Roma, di una presentazione di libri a cui partecipava, per la pressione di gruppi transfemministi; la cancellazione a febbraio 2026 alla Casa delle Donne di Bologna della presentazione del libro Donne si nasce delle filosofe Olivia Guaraldo e Adriana Cavarero; e la cancellazione pochi giorni fa di un intervento della giornalista genovese Monica Lanfranco, direttrice della rivista Marea, a una rassegna di Pisa.

Ha sollevato la questione dell'ufficio in sé: "Ci chiediamo perché si debba creare un luogo specifico con una consulenza esterna, con i soldi dei contribuenti, quando abbiamo un assessorato pari opportunità che dovrebbe essere garante di tutti”. Ha poi toccato temi quali lo sport, la maternità surrogata, la ricerca medica e la tutela del sesso biologico nelle statistiche. Ha concluso con una domanda rivolta alla sindaca, non presente in commissione perché non prevista: "Avrebbe lasciato la sua convocazione al lancio del martello alle Olimpiadi se si fosse presentata all'ultimo minuto una donna trans più forte di lei?”.

Una parte importante della commissione ha visto l’intervento delle rappresentanti dei municipi.

Paola Olivieri, consigliera di parità del Municipio 1 Centro Est, ha chiesto strumenti concreti per il lavoro territoriale entrando nel merito dell’impegno sul territorio che l’amministrazione municipale affronta: “Ci arrivano richieste, le famiglie hanno domande, non sanno a chi farle. Questo a volte provoca incomprensioni. Le associazioni devono avere spazi e luoghi nei quartieri, L’omolesbobitransfobia si combatte solo dove c'è conoscenza. Come municipio vogliamo andare nei quartieri insieme alle associazioni, ma il volontariato ha bisogno anche di professionisti e professioniste che vengono pagati. L'ufficio ci darà sicuramente una mano a trovare i fondi”.

Barbara Companini, vicepresidente e assessora alla Cultura del Municipio III Bassa Val Bisagno, ha sottolineato il valore istituzionale del gesto: “L’istituzione dell’ufficio verso fasce meno considerate e bisogni che in questa città non sono ancora diventati diritti sta imprimendo una direzione netta. Dire che crediamo nei diritti è parola vuota se non viene messa in pratica attraverso l’istituto". Ha annunciato che il suo municipio sta lavorando a un catalogo di offerta formativa per le scuole, suddiviso per ambiti disciplinari, con una bozza prevista entro fine giugno e il completamento a settembre.

Linda Monaco, rappresentante del Municipio VII Ponente, ha insistito sul valore del riconoscimento istituzionale per le persone: "È fondamentale essere riconosciuti dalla società. Un'amministrazione che ha dato un'indicazione specifica su questi temi porta cambiamenti ed è estremamente positiva”.

“Abbiamo la possibilità di portare avanti un lavoro di conoscenza verso le nuove generazioni e questo è un elemento che va a definire le persone adulte come guide e responsabili dell’educazione”.

Stefania Mazzucchelli vicepresidente Municipio II centro ovest: “I municipi sono il primo soggetto isituzuonalke, il già accessibile, dobbiamo acquisire i bisogni e riportarli. Dobbiamo ascoltare cittadini e cittadine e lavorare nelle indicazioni che riceviamo. Questo ci chiede la società. Nel nostro territorio due scuole hanno iniziato il percorso di educazione sessuo-affettiva che è in parallelo.

Patrizia Scorsa assessora e vicepresidente del Municipio V Valpolcevera: “Ci tenevo a esprimere il nostro punto di vista. Grazie all’assessora. Questo ufficio era necessario e va declinato a livello municipale. Mi è piaciuta molto l’indicazione della collega del municipio I Olivieri, i municipi sono pronti per realizzare iniziative che incrementino la conoscenza e che modificano il linguaggio come richiamava la collega Companini. La coprogettazione è importante e sul territorio abbiamo associazioni con cui ci rendiamo disponibili a lavorare".


 

Isabella Rizzitano


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