Una testimonianza diretta della guerra, raccontata non da un osservatore esterno ma da chi ha vissuto il conflitto ogni giorno, tra le corsie di un ospedale ormai al collasso.
È quanto ha raccolto Salman Khalid, medico canadese autore del libro “Gaza: diario di un medico”, pubblicato dalla casa editrice genovese Creuza de Mä Edizioni e inserito nella collana Ostinati e contrari.
Il libro nasce dall'esperienza di Khalid, medico di pronto soccorso con oltre quindici anni di attività, partito come volontario all'ospedale al-Aqsa durante l'offensiva israeliana nella Striscia di Gaza. Quella che inizialmente doveva essere una missione sanitaria si è trasformata in un diario quotidiano, nel quale il medico annota il trauma, il dolore, l'impotenza ma anche la capacità di resistere di una popolazione costretta a vivere sotto le bombe.
La pubblicazione è stata presentata in anteprima nazionale lo scorso 1° giugno negli spazi di Music for Peace, a Sampierdarena, nell'ambito della prima giornata di "Che Festival", una scelta che la casa editrice lega al forte impegno dell'associazione genovese sul fronte degli aiuti umanitari e della solidarietà internazionale verso la popolazione palestinese.
Per Creuza de Mä Edizioni il libro rappresenta pienamente la propria identità editoriale. Lo sottolinea l'editore Matteo Fortuna: "Pubblicare Gaza: diario di un medico per noi significa fare esattamente ciò per cui è nata Creuza de Mä Edizioni: dare voce a storie necessarie, capaci di testimoniare il presente e di interrogare le coscienze. Questo non è soltanto un libro sulla guerra, ma un documento umano e civile che mette il lettore davanti a una responsabilità: vedere, sapere, non voltarsi dall'altra parte. Crediamo profondamente nel valore della testimonianza, soprattutto quando arriva da chi ha scelto di stare sul campo e raccontare ciò che molti preferirebbero non vedere".
A ribadire il valore dell'opera è anche Stefano Massari, co-fondatore della casa editrice genovese: "Esistono libri belli, libri piacevoli, libri importanti. E poi esistono libri necessari. Gaza: diario di un medico è uno di questi. Salman Khalid arriva a Gaza pensando di poter offrire il proprio contributo medico, ma si ritrova davanti a una realtà oltre ogni immaginazione, in cui perfino la parola 'ospedale' fatica a descrivere ciò che rimane dei luoghi di cura. Nel mezzo dello sconforto, comprende che oltre a tentare di salvare il salvabile resta un altro compito imprescindibile: testimoniare. Da quella consapevolezza nasce questo diario. Non è una lettura facile, ma è una lettura necessaria".
In maniera diretta e senza mediazioni, Khalid racconta la quotidianità di un sistema sanitario distrutto, il peso schiacciante delle decisioni impossibili e la fragilità delle tante persone che, come lui, si sono ritrovate a curare senza avere gli strumenti adeguati, trasformando così il proprio vissuto in una preziosa testimonianza sulla crisi umanitaria ancora in corso.
Il libro è impreziosito dalla prefazione di Fozia Alvi e dalla postfazione di Diana Buttu. I proventi spettanti all'autore saranno destinati a Humanity Auxilium, organizzazione non governativa canadese-americana partner dell'Organizzazione Mondiale della Sanità impegnata nell'assistenza umanitaria a Gaza.







