“Sono 370 mila le imprese industriali italiane ma sono solo 17 mila quelle managerializzate, cioè con almeno un dirigente o un quadro apicale. In Liguria su 9.700 imprese industriali quelle managerializzate sono appena 400. Federmanager è quindi impegnata nel fare crescere questo numero perché, in questo momento di crisi internazionale accentuato dai dazi imposti da Trump, l'imprenditore con ai vertici la sola famiglia necessita di figure professionali in grado di superare le difficoltà”. Lo ha dichiarato il presidente nazionale di Federmanager Valter Quercioli nel corso dell'assemblea ordinaria di Federmanager Liguria svoltasi ieri sera presso il Museo Diocesano di Genova.
“La Liguria non è soltanto un territorio che affronta le transizioni ma per molti aspetti è un territorio che le anticipa – ha poi esordito il presidente di Federmanager Liguria Luca Barigione - qui si incontrano industria, energia, porti, innovazione, logistica, ricerca e competenze e qui si misurano quotidianamente alcune delle sfide che interesseranno sempre di più il futuro del sistema produttivo nazionale. E' per questo che le esperienze maturate nella nostra Regione possono offrire indicazioni utili non solo alla Liguria, ma all’intero Paese”.
Federmanager Liguria ha ampliato i propri orizzonti: “Pensiamo alla Blue Economy – ha specificato il presidente regionale - uno degli ambiti nei quali si intrecciano alcune delle principali sfide industriali del nostro tempo: logistica, energia, sostenibilità, sicurezza, innovazione e competitività internazionale. Non è un caso che proprio dalla Liguria sia nata un’iniziativa che ha poi contribuito alla costituzione della Commissione nazionale Federmanager dedicata a questo tema, grazie al support e contributo dei colleghi di Gin, Adsp, Lloyd’s Register, Fincantieri e Costa e di tutte le altre realtà operanti nel settore”.
“Guardando al futuro – ha proseguito Barigione - credo che Federmanager Liguria debba continuare a presidiare tre priorità fondamentali. La prima riguarda le competenze: dovremo continuare a promuovere formazione, aggiornamento professionale, certificazione delle competenze e percorsi di crescita manageriale. La seconda riguarda l’innovazione: dovremo accompagnare imprese e manager nell’utilizzo delle nuove tecnologie, favorendo una cultura dell’innovazione che non sia fine a sé stessa ma orientata alla crescita della produttività, della competitività e della qualità del lavoro. La terza riguarda il ruolo della managerialità nello sviluppo del Paese: Le grandi sfide che abbiamo di fronte richiedono competenze, responsabilità e capacità di governo e richiedono manager preparati e organizzazioni capaci di valorizzarli”.
“Federmanager Liguria - ha concluso - continuerà a dare il proprio contributo con spirito costruttivo, senso di responsabilità e fiducia nel valore delle competenze perché le grandi transizioni non si subiscono: si governano. E per governarle servono visione, capacità di innovare e una managerialità all’altezza delle sfide che ci attendono”.
Nel corso dell'assemblea è stato illustrato il bilancio 2025 dell'associazione e sono stati consegnati i Premi Fedeltà agli associati iscritti da maggior tempo.






