Il caso delle regole previste per la conferenza stampa della sindaca Silvia Salis arriva anche a margine del consiglio regionale odierno, dove il presidente della Regione Marco Bucci è intervenuto criticando la richiesta inizialmente formulata da Palazzo Tursi ai giornalisti di indicare in anticipo i temi delle domande e il limite di due quesiti per testata.
“Non è che commento, commento il fatto che voi giornalisti mi sembra che siate colpiti nella vostra deontologia professionale”, ha detto Bucci. “Non è possibile andare a chiedere le domande in anticipo e limitare le domande”.
Poi il riferimento alla sua esperienza personale e alle polemiche che lo avevano riguardato nei rapporti con la stampa, in particolare dopo lo scontro con Il Secolo XIX, sulla questione del presunto dossieraggio: “Io non l’ho mai fatto, mi hanno accusato di interferire con la libertà di stampa, mi sembra che io sia il più innocente di tutti da questo punto di vista. Mai chiesto una cosa di questo tipo, al massimo ho detto ‘next question’ ed è stato il massimo della mia intraprendenza. Più di questo non l’ho mai fatto”.
Bucci ha quindi insistito sul principio: “Penso che limitare le domande dei giornalisti sia una cosa veramente scorretta, tantomeno dover limitare la loro possibilità di chiedere. Poi uno è libero di fare la sua risposta e c’è il dovere ovviamente di rendicontare la risposta esattamente come è. Questo mi sembra molto logico ed è come ci siamo sempre comportati. Mi auguro che in futuro ci si possa comportare sempre così”.
La polemica è nata dopo la comunicazione sulle modalità della conferenza stampa di giovedì, convocata a Palazzo Tursi per fare il punto sul primo anno di giunta, durante la quale sono previste due domande per testata e l’indicazione preventiva dei temi da affrontare. In serata il Comune ha poi diffuso una precisazione, spiegando che l’obiettivo era agevolare l’organizzazione dell’incontro e non limitare il lavoro dei giornalisti.






