Politica - 09 giugno 2026, 14:46

Sanità, Bucci difende la manovra da 120 milioni: "Non è un buco, sono più risorse per garantire servizi ai liguri"

In consiglio regionale la variazione al bilancio 26-28 per la copertura della maggiore spesa sanitaria 2025. Il presidente replica alle opposizioni che parlano di "buco e tagli": "Falso dire che ci siano tagli, abbiamo investito di più senza sacrificare nulla". Morich: "Risorse ripristinate con l’assestamento già approvato in giunta"

Sanità, Bucci difende la manovra da 120 milioni: "Non è un buco, sono più risorse per garantire servizi ai liguri"

La Regione Liguria mette 120 milioni di euro in più sulla sanità per "coprire la maggiore spesa del 2025 e garantire prestazioni, personale, attrezzature e investimenti, senza tagli strutturali alle altre politiche regionali". È la linea rivendicata dal presidente Marco Bucci e dall’assessore al Bilancio Claudia Morich a margine della discussione in consiglio regionale sulla variazione al bilancio di previsione 2026-2028, adottata d’urgenza dalla giunta il 23 aprile e ora portata in aula per la ratifica (disegno di legge che, dopo una seduta fiume, è stato approvato nel tardo pomeriggio con i 17 voti favorevoli della maggioranza e i 12 voti contrari dell'opposizione). Per la giunta non si tratta di un “buco”, ma di risorse aggiuntive destinate al sistema sanitario; le coperture, spiegano Bucci e Morich, saranno ripristinate con l’assestamento di bilancio già approvato in giunta il 4 giugno.

A difendere la manovra è stato in prima persona il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, che ha respinto con forza la lettura delle opposizioni e ha contestato l’uso del termine “buco”. "Non è un disavanzo. Chiariamo come funziona il sistema, perché ormai è ora di smetterla con chi dice cose totalmente false, inaccettabili. Voglio pensare che sia solo ignoranza e non cattiveria", ha detto il presidente.

Secondo Bucci, la questione va letta non come un problema di conti fuori controllo, ma come la scelta politica di mettere più risorse sul sistema sanitario. "Se si investe di più in sanità per dare più servizi è una cosa positiva per il territorio. Il problema non è ridurre gli investimenti sul territorio, il problema è trovare le risorse per investire di più. I cittadini sono contenti se noi abbiamo trovato risorse in più per investire", ha affermato.

Il presidente ha poi insistito su un punto: il provvedimento, secondo la giunta, riguarda i conti del 2025 e non quelli del 2026. "Parliamo solo del 2025, non parliamo del 2026: altro grande errore della minoranza, che non ha capito ancora che parliamo dei conti del 2025 e non dei conti del 2026", ha attaccato Bucci. "Nel 2025 siamo riusciti a fare tutto questo utilizzando sopravvenienze attive, senza dover andare a tagliare le spese che dovevano essere fatte nel 2025".

Per Bucci, quindi, non ci sarebbe stato alcun sacrificio di altri settori. "Nel 2025 avremo addirittura degli avanzi di bilancio che potremo impiegare nel 2026. È stato fatto tutto senza dover sacrificare nulla. Siamo stati fortunati? Non lo so, però ci siamo riusciti e questo è quello che conta", ha aggiunto.

Da qui la replica più netta alle opposizioni. "È falso il fatto che siano state tagliate delle risorse per darle alla sanità. È falso il fatto che questi siano buchi: questi sono addizionali investimenti che noi facciamo e siamo orgogliosi per questo", ha detto Bucci. "Se dovessimo scegliere dove investire come priorità, la sanità è la priorità numero uno rispetto a tutto il resto".

Il presidente ha rivendicato anche una scelta di merito: se pure fosse stato necessario spostare risorse da altri interventi alla sanità, sarebbe comunque stata una decisione corretta. "Anche se, e non è il caso, avessimo deciso di asfaltare una strada in meno per pagare più soldi alla sanità, sarebbe stata una scelta giusta. Ma non è il caso, lo ripeto per l’ennesima volta", ha chiarito.

Bucci ha poi accusato la minoranza di non conoscere il funzionamento del bilancio e del Fondo sanitario nazionale. "Le narrazioni che ho sentito sono tutte frutto di ignoranza, di non conoscenza dei numeri o di non capacità di leggere il bilancio, per essere positivo, senza pensare che invece siano strumentali soltanto per dire qualcosa che non va", ha detto. "Ho sentito dire cose pazzesche, come sui fondi complementari e sui fondi Pnrr, che non c’entrano assolutamente nulla con il Fondo sanitario nazionale, dove tra l’altro non si possono inserire soldi diversi da quelli del Fondo sanitario nazionale".

Un altro passaggio dell’intervento del presidente ha riguardato la riforma sanitaria e il rapporto con le opposizioni. "Ho sentito qualcuno dire che dovevamo collaborare. Abbiamo cercato di fare la riforma assieme, sono andato io a parlare direttamente con i capigruppo per dire di fare la riforma insieme e hanno detto che non volevano farlo. I tentativi di collaborazione ci sono stati e la risposta è sempre stata negativa", ha affermato Bucci.

Il presidente ha poi ricordato anche il percorso sul piano sociosanitario. "La bozza del piano sociosanitario è stata consegnata a tutti e oggi ho sentito qualcuno dire che il piano sociosanitario dovevate farlo, ma non c’è ancora. C’è una bozza, è stata consegnata a tutti. Più collaborazione di così non so cosa si potrebbe pensare", ha concluso.

Fuori dall’aula, Bucci ha precisato anche il meccanismo delle coperture, legandolo all’assestamento di bilancio. "C’è uno spostamento di risorse da altre voci di bilancio, ma sono compensate dall’assestamento che abbiamo fatto nel 2025. C’è un problema di tempo: il Ministero della Salute chiede certe date, mentre la Corte dei Conti può fare la parifica a luglio e noi possiamo fare l’assestamento ufficiale in Consiglio solo dopo la parifica. Però quel che conta è che gli atti amministrativi ci sono già tutti", ha spiegato.

Alla domanda sul termine disavanzo, Bucci ha ribadito la propria posizione. "Non è un disavanzo. Se c’è scritto, è sbagliato il termine. Noi investiamo di più in sanità. Vorrei sapere chi non è favorevole a investire di più in sanità", ha detto.

Il presidente ha poi indicato alcune delle voci su cui, secondo la giunta, sono state utilizzate le maggiori risorse. "Ci sono le Case di comunità, c’è una marea di lavori. Pensa solo a quello che è stato fatto con le liste d’attesa: siamo arrivati alla regione che ha migliorato di più in assoluto, di 30 punti percentuali", ha rivendicato. "Agenas, quando dice cose che non vanno bene, fa comodo. Quando invece dice cose che vanno bene nessuno le cita. Ha scritto che siamo passati dal 56% all’87%".

Sulla stessa linea l’assessore al Bilancio e alle Risorse finanziarie Claudia Morich, che ha chiarito il meccanismo della copertura e il rapporto con l’assestamento di bilancio. "Voglio essere chiara con i cittadini liguri. Noi stiamo dando più risorse alla sanità: sono 120 milioni in più e lo stiamo facendo senza fare tagli sulle altre politiche", ha spiegato.

Morich ha precisato che la manovra approvata dalla giunta il 23 aprile deve essere letta insieme all’assestamento di bilancio già approvato in giunta il 4 giugno. "Questo risultato lo otteniamo attraverso la ratifica della manovra fatta dalla giunta il 23 aprile, che deve essere letta insieme all’assestamento di bilancio già approvato nella giunta del 4 giugno e che ripristina tutte le risorse che avevamo utilizzato per la copertura del disavanzo", ha detto.

Per l’assessore, dunque, il punto politico è chiaro: più risorse alla sanità, senza tagli agli altri settori. "Quindi 120 milioni in più per la sanità, nessun taglio sulle altre politiche. Credo che i risultati sulle liste d’attesa, che ci hanno portato dal circa 52% di performance all’84,5%, siano uno dei risultati più evidenti della politica di questa giunta e di questa maggioranza", ha aggiunto.

Morich ha poi spiegato nel dettaglio la lettura della giunta sul 2025. "Sul 2025 abbiamo speso 120 milioni in più rispetto a quello che il Fondo sanitario nazionale ci aveva assegnato. Sono 120 milioni in più che mettiamo da fondi regionali senza fare però tagli alle altre politiche, perché l’utilizzo fatto di fondi destinati ad altre politiche è stato temporaneo ed è stato ripristinato con il disegno di legge di assestamento già approvato dalla giunta", ha detto.

Alla domanda se l’assestamento recuperi le risorse messe a copertura del disavanzo, l’assessore ha risposto: "Totalmente. Noi abbiamo utilizzato un bridge, un ponte che dura pochi mesi e che è già stato ripristinato". Per il 2026, invece, Morich ha invitato alla prudenza. "La domanda è molto difficile, anche perché siamo ancora in assenza del riparto del Fondo sanitario nazionale, quindi ci manca proprio la base. Dopodiché registreremo anche i primi risultati della riforma della sanità che è stata approvata a fine anno. Ad oggi non possiamo ancora fare punti", ha spiegato.

L’assessore ha respinto anche l’accusa di tagli alla sanità. "No, anzi. Questa è la posizione che non comprendo benissimo: si parla di tagli alla sanità o si parla del fatto che spendiamo 120 milioni di fondi regionali sulla sanità? Noi stiamo implementando le risorse per la sanità di 120 milioni di euro", ha detto. "Sono risorse utilizzate per garantire ai cittadini le prestazioni sanitarie: spese di personale, spese di attrezzature, investimenti e tutto quanto è necessario per la gestione della sanità".

A illustrare il provvedimento in aula è stato il consigliere regionale Alessandro Bozzano: "Con questo atto la giunta regionale risponde a due precise esigenze finanziarie: da un lato predisporre le coperture del disavanzo sanitario per l’anno 2025, garantite pienamente entro il termine di legge del 30 aprile 2026, dall’altro l’iscrizione delle imposte di bilancio necessarie a garantire il versamento del bilancio", ha spiegato.

Bozzano ha sottolineato che l’iter seguito si inserisce nel quadro normativo statale. "L’iter seguito si inserisce perfettamente nella cornice del dettato normativo statale. Il disegno di legge attua una disposizione che esprime competenza legislativa dello Stato in materia di armonizzazione dei bilanci e legittima la Regione a una variazione di bilancio opportunamente motivata", ha detto.

Il relatore ha poi ricordato il passaggio in commissione. "Il testo di legge è stato oggetto di approfondita disamina e di confronto in prima commissione, che all’esito della discussione nella seduta dell’8 giugno ha espresso voto favorevole a maggioranza dei presenti. Auspico che il disegno di legge possa ottenere il più ampio consenso", ha concluso.

Di segno opposto la lettura dell’opposizione. Il consigliere del Partito Democratico Armando Sanna ha parlato di un atto politico e non meramente tecnico. "Non è un atto tecnico, o un obbligo normativo, quello che viene sottoposto a quest’aula. È un atto ex post, dopo che la giunta, di fretta, è dovuta intervenire con una delibera di giunta e non con un atto normativo, per una variazione di bilancio urgente su cui sarebbe stata importante una discussione", ha attaccato.

Secondo Sanna, il provvedimento certifica un disavanzo sanitario da 119 milioni e 884 mila euro. "Viene chiesto al Consiglio di prendere atto di un disavanzo sanitario di 119 milioni e 884 mila euro, certificato per l’esercizio 2025 dalle aziende e dagli enti del servizio sanitario regionale", ha detto. "Viene chiesto al Consiglio non solo di prendere atto del disavanzo, ma anche di prendere atto di come la giunta ha inteso effettuare i tagli per ripianare il disavanzo 2025". Il capogruppo dem ha contestato anche la relazione per la quale l’operazione non avrebbe impatto sul 2026. "È falso. Si tratta di una variazione al bilancio 2026-2028, che utilizza risorse stanziate per l’anno in corso per coprire un buco dell’anno precedente", ha detto Sanna. "È come usare i soldi destinati alla spesa del mese per pagare l’affitto arretrato di quello scorso: i soldi spariscono lo stesso, i servizi di quest’anno vengono tagliati lo stesso".

Nel suo intervento Sanna ha elencato le voci della copertura, citando 35 milioni dal Fondo integrativo aggiuntivo corrente, 22,6 milioni dall’avanzo vincolato, 6 milioni da maggiori entrate fiscali Irpef e Irap 2024, circa 20 milioni da accantonamenti legati alle addizionali fiscali e oltre 36 milioni di variazioni compensative su altri capitoli. Tra questi, secondo il Pd, risorse per sviluppo rurale, cofinanziamenti Fesr, energia, programmazione comunitaria, formazione professionale e diritto allo studio. "Il buco c’è e per coprirlo si interviene con tagli ad altri capitoli di bilancio, con risorse che erano destinate ad altro, con fondi che i cittadini liguri avevano già versato sotto forma di addizionali fiscali, aspettandosi di ricevere in cambio servizi sanitari migliori", ha proseguito Sanna. Secondo il consigliere dem, il provvedimento è la fotografia di un problema strutturale nella gestione della sanità regionale. "Questa è la presa d’atto del vostro fallimento, del fallimento sistematico nella gestione della sanità del centrodestra, che governa questa regione da oltre dieci anni", ha detto.

Critiche anche dagli altri gruppi di opposizione. Per il capogruppo del Movimento 5 Stelle Stefano Giordano si tratta di "una cifra politica, non tecnica, che dimostra il fallimento del centrodestra sulle liste d’attesa e sul personale sanitario". La capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra Selena Candia ha parlato di "una voragine della sanità", aggiungendo che quando si superano i 100 milioni di buco le Regioni possono essere commissariate. Gianni Pastorino, capogruppo di Lista Orlando-Linea Condivisa, ha definito la cifra "il più alto disavanzo sanitario che si sia mai verificato in Liguria dal 2015".

La maggioranza, però, respinge la ricostruzione dell’opposizione e rivendica la scelta di destinare risorse aggiuntive alla sanità. Per la giunta, la manovra rappresenta un intervento necessario per garantire prestazioni, personale, attrezzature e investimenti, senza ridurre le politiche regionali. Per la minoranza, invece, resta un disavanzo certificato, coperto attraverso una variazione di bilancio che avrà effetti concreti sulle risorse disponibili.

LA MAGGIORANZA: “DALLA SINISTRA NESSUN SUGGERIMENTO SULLA SANITÀ. SOLO FALSE DICHIARAZIONI SU UN BUCO…CHE NON C’É"

“Centoventi milioni in più per la sanità, investiti con risorse regionali, oltre quelle stanziate dal riparto nazionale. Soldi che non sono arrivati né con nuove tasse, né con tagli ai servizi che anzi vanno a migliorare. E la sinistra lo chiama buco? Fosse vero vorremmo un buco così ogni mese. La realtà è che l'opposizione, non conoscendo come si costruisce un bilancio, imbastisce la solita polemica sul nulla. Oggi abbiamo approvato la manovra con la quale la giunta aveva anticipato i 120 milioni necessari alla Sanità, e già prima che la approvassimo, la stessa giunta, pochi giorni fa, ha anche rimesso le stesse risorse per l'anno in corso. Senza tasse in più, senza tagli". Così la maggioranza compatta in Regione ha risposto alle dichiarazioni della sinistra sulla ratifica del provvedimento della variazione di bilancio di proiezione 2026-2028 approvato nella seduta odierna.

E ancora: "Anzi, mentre la sinistra parla di buchi inesistenti, i dati Agenas certificano il miglioramento delle liste d’attesa in Liguria: risultati concreti che valgono più di qualsiasi polemica ideologica. Invece di dire bravi al presidente Bucci e all'assessore Morich, la sinistra mugugna, addirittura parlando di commissariamento, del quale probabilmente non conoscono i presupposti. Ci vuole un buco, grande, per essere commissariati e non pare essere proprio questo il caso. In otto ore di Consiglio Regionale, non una proposta, non un suggerimento, non un aiuto è arrivato dall’opposizione, radicata nella sua ideologia atta a contrastare qualsiasi cosa (buona) venga fatta da questa Giunta. Unica cosa che sono riusciti a fare è dare del bugiardo al Presidente Bucci, senza rendersi conto, vogliamo sperare, che così facendo s’insulta non solo la Giunta ma anche tutti i consiglieri di maggioranza ma soprattutto tutti cittadini che quest’amministrazione l’hanno votata”, conclude la maggioranza. 

LA REPLICA DELL’OPPOSIZIONE: “IL BUCO ESISTE, MISURE INSUFFICIENTI E RISCHIO COMMISSARIAMENTO”

Dura anche la replica dell’opposizione, che contesta, tramite le parole del consigliere Dem Andrea Orlando, la ricostruzione della giunta e parla di un disavanzo strutturale non affrontato. “Non c’è nessun tipo di analisi dei costi fuori controllo, non c’è nessun tipo di programmazione degli investimenti di prospettiva. C’è un buco che è stato negato e che oggi riemerge in tutta la sua evidenza”, viene sottolineato dai banchi della minoranza. Per l’opposizione, la sanità ligure si troverebbe in una sorta di “gioco dell’oca”, costretta a tornare sempre al punto di partenza: “Il punto di partenza è un deficit strutturale che sta erodendo progressivamente le riserve. Una parte dei soldi individuati è coperta da tagli, un’altra da riserve che rappresentavano il tesoretto con cui fare fronte a eventuali problemi nei prossimi anni, anche a causa dell’invecchiamento della popolazione”.

Secondo la minoranza, dopo mesi di rassicurazioni, il quadro sarebbe ormai chiaro. “La verità emerge: dopo un anno e mezzo di nascondino emerge in tutta la sua evidenza il fatto che il buco esiste e che le misure adottate fin qui sono non solo miopi e prive di prospettiva, ma anche largamente insufficienti”.

Nel mirino anche la riforma della sanità ligure e la costituzione dell’azienda unica. “Se vogliamo mettere due numeri vicini, sono abbastanza impietosi: da un lato il buco che oggi è davanti ai nostri occhi, dall’altro il risparmio dovuto alla cosiddetta riforma della sanità ligure. La relazione di accompagnamento parla di 100mila euro l’anno: 119 milioni contro 100mila euro. Questo è l’ordine di grandezza degli interventi”.

L’opposizione guarda con preoccupazione anche alla riforma dei distretti sociosanitari. “Non vorremmo che la cosiddetta riforma dei distretti sociosanitari fosse soltanto un modo per togliere spesa sociale e spostare risorse dal sociale verso la sanità. Questo andrebbe esattamente nella direzione opposta a quella necessaria”, viene spiegato. “Si è parlato tanto di domanda inappropriata: il sociale e l’investimento sul sociale sono una delle risposte alla domanda inappropriata. Il rischio è che, per fare fronte a un buco che si continua a dire che non c’è, si sfascino strutture che invece ci sono”.

Sul possibile commissariamento, la minoranza usa la metafora del “banco dei pegni”: “La giunta regionale è andata a Roma e ha messo in pegno prima la riforma delle Asl, poi metterà quella dei distretti sociosanitari. Prima o poi, però, se non paghi i debiti, il banco dei pegni ti chiama”. E ancora: “Sappiamo che da parte del Mef, per le Regioni amiche, può esserci anche una certa discrezionalità, ma poi a un certo punto la discrezionalità viene meno”. 

Federico Antonopulo


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