Attualità - 10 giugno 2026, 19:57

Sicurezza stradale, una Zona 30 e tre strade scolastiche per ogni Municipio: il piano del Comune per ridurre i rischi prima degli incidenti

L’assessore alla Mobilità Robotti ha illustrato in commissione il piano per proteggere pedoni, ciclisti e utenti deboli: “Con l’analisi dei quasi-incidenti possiamo intervenire prima che il sinistro si verifichi”

Sicurezza stradale, una Zona 30 e tre strade scolastiche per ogni Municipio: il piano del Comune per ridurre i rischi prima degli incidenti

L’assessore alla Mobilità Emilio Robotti ha fatto il punto in commissione sugli attraversamenti pedonali rialzati, sui dispositivi di traffic calming e sull’uso dei dati per individuare i punti più pericolosi prima che avvengano incidenti

Una Zona 30 e tre strade scolastiche in ogni Municipio, insieme a un piano di interventi mirati sugli attraversamenti pedonali rialzati e sui dispositivi per rallentare il traffico. È la linea illustrata oggi pomeriggio dall’assessore alla Mobilità Emilio Robotti durante la commissione consiliare 5 dedicata alla sicurezza stradale e alla moderazione della velocità in ambito urbano.

Al centro del confronto, la tutela degli utenti più vulnerabili della strada, dai pedoni ai ciclisti fino a chi si muove con mezzi di micromobilità, attraverso soluzioni strutturali e un approccio sempre più basato sull’analisi dei dati. L’obiettivo dell’amministrazione è passare da una logica fondata solo sugli incidenti già avvenuti a un modello capace di individuare in anticipo i punti critici della viabilità.

“Precedentemente si lavorava sulla base degli incidenti già avvenuti”, ha spiegato Robotti. “Oggi, grazie all’analisi dei dati, è possibile mappare i cosiddetti provvedimenti mancati o quasi-incidenti. Si tratta di quelle situazioni di pericolo in cui il conducente è riuscito all’ultimo a evitare l’impatto. Individuare questi punti critici ci permette di intervenire tempestivamente sulla conformazione degli spazi e sugli attraversamenti prima che il sinistro si verifichi”.

Un capitolo centrale riguarda gli attraversamenti pedonali rialzati e, più in generale, tutti gli strumenti di cosiddetto traffic calming. Si tratta di interventi pensati non solo per rendere più visibili e sicuri gli attraversamenti, ma anche per indurre naturalmente i veicoli a rallentare, riducendo così il rischio per pedoni e ciclisti.

Per definire dove intervenire è già stato convocato un tavolo tecnico con i Municipi, lo stesso già attivo sul tema delle Zone 30 e delle strade scolastiche. Il confronto servirà a individuare le aree in cui installare dossi, platee rialzate, attraversamenti pedonali rialzati, isole salvagente, restringimenti della carreggiata e cuscini berlinesi.

Il tavolo dovrà anche classificare le strade come “residenziali”, come previsto dal Codice della Strada per l’applicazione di questi dispositivi, e programmare gli interventi sulla base delle caratteristiche dei singoli tratti viari.

“La sopraelevazione della pavimentazione stradale richiede criteri rigorosi: deve essere realizzata in conformità con le direttive del Codice della Strada, garantendo la fluidità della circolazione ed evitando danni ai veicoli che procedono a velocità regolare”, ha aggiunto Robotti.

Durante la commissione è stato inoltre ricordato che interventi di questo tipo non si limitano alla sola posa del manufatto stradale: spesso richiedono anche l’adeguamento delle pendenze per lo smaltimento delle acque meteoriche e la mappatura dei sottoservizi sotterranei. Un passaggio tecnico necessario per evitare problemi alla rete viaria e agli impianti presenti sotto la carreggiata.

La strategia dell’amministrazione punta quindi a una moderazione diffusa del traffico, con priorità alle aree più delicate della città: zone residenziali, percorsi casa-scuola e attraversamenti considerati più esposti al rischio.

Redazione

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