Attualità - 11 giugno 2026, 10:29

Certosa, il Comitato contro i lavori sul Rio Maltempo: "Camion nel quartiere e via Tasso chiusa, cittadini lasciati soli"

Dal 15 giugno modifiche alla viabilità per il cantiere. I Liberi Cittadini di Certosa attaccano RFI: "Ignorate le proposte di Comune e Municipio. A rischio traffico, sicurezza, parcheggi e attività commerciali"

Certosa, il Comitato contro i lavori sul Rio Maltempo: "Camion nel quartiere e via Tasso chiusa, cittadini lasciati soli"

Riceviamo e pubblichiamo la dura nota del Comitato Liberi Cittadini di Certosa, che torna a far sentire la propria voce per denunciare l'ennesima situazione di forte disagio legata ai cantieri nel quartiere. Al centro della protesta, questa volta, ci sono i lavori legati al Rio Maltempo e le modalità di gestione dei cantieri da parte di Rete Ferroviaria Italiana.

Di seguito la nota del Comitato:

Ancora una volta dobbiamo ringraziare RFI per l'ennesimo capolavoro di pianificazione che scarica sui cittadini problemi, disagi e limitazioni senza alcuna reale attenzione verso chi vive quotidianamente il quartiere. 

Come purtroppo accade da anni, a Certosa ogni nuovo intervento sembra tradursi in ulteriori complicazioni per residenti, commercianti, studenti, anziani e famiglie. 

Oggi abbiamo avuto la conferma di quanto avevamo denunciato nelle precedenti Cabine di Regia del Comune e delle forti preoccupazioni che il Comitato aveva già espresso. 

Dal 15 giugno verrà chiusa Via Tasso e, contemporaneamente, inizierà il transito di mezzi pesanti diretti al cantiere dei lavori sul Rio Maltempo. 

I lavori dureranno fino al 24 giugno per poi riprendere dal 1° settembre al 4 novembre, in piena riapertura delle scuole e nel momento di massima presenza di cittadini e studenti sul territorio. 

Fin dall'inizio avevamo evidenziato le enormi criticità legate al passaggio di questi camion in strade strette e densamente abitate. 
 
Il percorso previsto è a dir poco inquietante: i mezzi attraverseranno il sottopasso di Brin, percorreranno Via Ariosto, Via Aulo Persio, Via Vedovi, Via Mansueto e Piazzale Palli per poi raggiungere il cantiere attraverso Via Piombelli. Lo stesso tragitto verrà effettuato in senso inverso per il ritorno. 

Qualcuno riesce davvero a immaginare cosa significherà tutto questo per il traffico, per la sicurezza dei pedoni e per la vivibilità dell'intero quartiere?

Per gestire la viabilità ci viene comunicato che saranno impiegati dei movieri, armati di bandierina e radiolina. 

Ecco, quindi, la soluzione proposta: trasformare Certosa in un enorme cantiere a cielo aperto affidandosi a qualche "sbandieratore" per tentare di governare una situazione che appare già oggi estremamente problematica, lasciandoli soli

Quanti saranno questi movieri? Quanto costeranno? E soprattutto: chi pagherà questi costi? 

Restano inoltre senza risposta numerose domande fondamentali: 

È stata realmente verificata la capacità della discesa di Via Aulo Persio di sopportare per mesi il passaggio continuo di mezzi pesanti? 

I pedoni dovranno utilizzare le scalette laterali. Ma una mamma con passeggino? Una persona con disabilità in carrozzina? Quale percorso sicuro e accessibile è stato previsto? 

Lo stesso problema riguarda Via Vedovi e Via Mansueto, dove i marciapiedi sono già oggi estremamente ridotti. 

Che fine faranno i posti auto lungo Via Vedovi, considerando la cronica carenza di parcheggi che affligge tutto il quartiere? 

E cosa accadrà alle auto parcheggiate in Piazzale Palli lungo il percorso dei camion? 

Qualcuno ha valutato il danno economico che subiranno le Attività Commerciali della zona, costrette a convivere con traffico, rumore, limitazioni e minore accessibilità? 

Ci viene detto che i transiti saranno "solo" dieci al giorno tra andata e ritorno 

Come se dieci passaggi quotidiani di mezzi pesanti attraverso il cuore di un quartiere densamente abitato fossero un dettaglio trascurabile. 

Eppure tutto questo poteva essere evitato 

Sarebbe bastato che RFI dimostrasse un minimo di disponibilità e di rispetto verso il territorio, concedendo l'utilizzo della rampa di accesso al proprio impalcato all'incrocio tra Via Canepari e l’inizio di Via Piombelli. 

Invece RFI ha scelto di dire ancora una volta NO  

Una soluzione logica, già proposta e sostenuta dal Comune (assessore Massimo Ferrante) e dal nostro Municipio (presidente Versace) che avrebbe ridotto drasticamente i disagi per i cittadini. 

Ancora una volta i cittadini di Certosa si trovano a pagare il prezzo delle scelte di chi, RFI, sembra considerare il quartiere soltanto come un'area di servizio per i cantieri, ignorando completamente le conseguenze sulla qualità della vita di chi qui abita e lavora. 

Come Comitato non resteremo a guardare

Continueremo inoltre a lavorare insieme al presidente Michele Versace del nostro Municipio e all'assessore comunale Massimo Ferrante per pretendere soluzioni concrete e ridurre al minimo i disagi imposti ai cittadini. 

Comitato Liberi Cittadini di Certosa   

Redazione

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