Da diversi giorni, enormi sacchi bianchi pieni di detriti sono accumulati sul piazzale di fronte alla stazione ferroviaria di Genova Pra’. È il materiale di risulta dello scavo effettuato per la realizzazione di una centralina elettrica, al fine di sistemare nell’area una postazione per la ricarica delle auto.
Questo è quanto si sa: poi, in tempi ancora più recenti, su uno dei sacchi bianchi è comparsa la scritta: ‘Attenzione, contiene amianto’. E, da lì, si sono scatenate le giuste proteste da parte dei residenti.
Com’è possibile lasciare per così tanti giorni un cumulo di inerti con sostanze tossiche per le persone, in mezzo a un piazzale tra i più frequentati della delegazione? E perché nessuno è ancora intervenuto? A raccogliere le segnalazioni e le preoccupazioni da parte della cittadinanza è il consigliere municipale del Partito Democratico, Roberto Ferrando, che nei giorni scorsi ha scritto una mail dettagliata agli uffici competenti.
“A seguito dell’installazione di alcune centraline di ricarica per auto elettriche presso il piazzale di interscambio ‘334ª Brigata SAP’, stazione di Genova Pra’ - osserva Ferrando - si segnala che da circa un mese sono presenti cumuli di detriti derivanti dagli scavi di cantiere. Negli ultimi giorni, su tale cumulo è stato apposto in modo precario un telo cerato, accompagnato da un cartello indicante ‘attenzione contiene amianto’. Tale situazione desta forte preoccupazione presso la delegazione, sia per la mancata prevenzione che per l’attuale esposizione”.

Secondo Ferrando, “sarebbe stato opportuno procedere a una preventiva carotatura del terreno e relative analisi prima dell’inizio degli scavi, evitando così la potenziale dispersione di polveri nell’aria per diversi giorni a danno dei passanti e dei pendolari. Inoltre, a causa del forte vento degli ultimi giorni, il telo di copertura si è parzialmente sollevato, lasciando scoperte ampie porzioni di macerie e rendendo vana la protezione. Si richiede di inoltrare agli enti preposti un intervento urgente presso il cantiere, in modo da verificare la messa in sicurezza dei materiali e il rispetto delle norme di gestione dei rifiuti pericolosi”.
Questa la missiva del 14 maggio, cui ha fatto seguito un sollecito il 23 maggio: “Si richiede - scrive ancora Ferrando - l’avvio degli accertamenti del caso in merito al cantiere per la costruzione delle postazioni di ricarica elettrica nel posteggio collocato presso la stazione ferroviaria di Genova Pra’. Considerato che è stata accertata la presenza di amianto e richiamato il Decreto Legislativo del 31 dicembre 2025 (in vigore dal 24 gennaio 2026), il quale stabilisce ‘l’obbligo tassativo di accertarsi dell’eventuale presenza di materiali contenenti amianto prima dell’inizio di qualsiasi lavoro, e non a scavi già aperti’, si evidenzia la palese violazione di tale disposizione. Pertanto, si chiede di inoltrare agli organi competenti, una richiesta per individuare le precise responsabilità in merito alla mancata sospensione del cantiere da parte dei soggetti tenuti alla vigilanza e alla direzione dei lavori”.
A rispondere al consigliere municipale è stato Francesco Campodonico, direttore dei Municipi VI Medio Ponente e VII Ponente: “L’Amministrazione procederà a verificare, tramite gli uffici competenti dell’ente, il ricorrere, nella fattispecie, degli elementi indicati nella sua segnalazione e ad adottare, ove necessario, i provvedimenti e le denunzie del caso”.
Non risultano, a quanto pare, permessi di rottura del suolo autorizzati dalla Direzione Strade del Comune di Genova. Ma è chiaro che il tema andrà approfondito e affrontato al più presto. Siamo già ben oltre i limiti, con tutta evidenza.







