Attualità - 12 giugno 2026, 11:00

Il Ponente e l’allarme cinghiali nei parchi: sì alla mozione per un maggiore impegno sul problema

Passa all’unanimità al Consiglio Municipale il documento presentato da Lorella Fontana di Patto per il Nord. Si chiedono maggiori sforzi sia alla Regione Liguria che a tutti gli enti preposti. Ma il comitato avverte: “Le soluzioni cruente e le catture non servono a nulla”

Le gabbie per i cinghiali si stanno rivelando un metodo inefficace

Le gabbie per i cinghiali si stanno rivelando un metodo inefficace

Preservare e difendere tutti i parchi e tutte le ville del Ponente genovese dal fenomeno dell’invasione e dei danneggiamenti causati dai cinghiali. È il senso della mozione presentata dalla consigliera municipale del Gruppo Misto - Patto per il NordLorella Fontana, all’ultimo Consiglio di Municipio del VII Ponente e votata favorevolmente e all’unanimità, con alcuni emendamenti di Partito Democratico e di Lega che sono stati accolti dalla proponente. 

La consigliera si è mossa con questo documento dopo le recenti devastazioni a opera degli ungulati nel Parco di Villa Durazzo Pallavicini a Pegli, ma poi la mozione è stata estesa anche considerando che gli episodi, che avvengono soprattutto in ore notturne, ovvero quando i parchi risultano chiusi al pubblico, riguardano pure Villa Doria sempre a Pegli e Villa Duchessa di Galliera a Voltri

Lorella Fontana ricorda che “il Parco di Villa Durazzo Pallavicini rappresenta uno dei giardini storici più importanti d’Italia” e che “proprio recentemente, da parte di European Route of Historie Gardens è stato assegnato al Parco di Villa Durazzo Pallavicini il secondo posto agli ‘Acanthus Prize 2025 Winners’ nell’ambito della categoria dedicata a restauro, conservazione e gestione sostenibile dei giardini storici”.

Eppure, “a fronte di tale riconoscimento internazionale, oggi risulta che detta realtà stia affrontando pressoché quotidianamente la disastrosa condizione in cui ogni notte viene deturpata la vegetazione a causa di invasione di cinghiali che provocano gravi danni ai prati, alle aiuole ed alle radici delle piante”.

La consigliera di Patto per il Nord impegna il presidente del Municipio VII PonenteMatteo Frulio, e la Giunta Municipale “ad attivarsi nei confronti di Regione Liguria e degli uffici preposti affinché possano essere individuati interventi e/o iniziative da poter porre in essere, al fine di contrastare la persistente presenza degli ungulati presso il parco in questione, per preservarne il prestigio storico e la sua sicurezza”. 

Questo si rende necessario anche perché “si è appreso che i tentativi di cattura, attraverso apposita gabbia collocata dalle guardie provinciali, non hanno dato i risultati sperati in quanto i cinghiali pare evitino le esche. Parimenti, però, si ritiene inaccettabile che un parco di tale valenza possa proseguire nell’essere rovinosamente deturpato dalla presenza di cinghiali”. 

Sugli episodi dei cinghiali nei parchi, e in particolare su quelli in Villa Durazzo Pallavicini, si è espresso nei giorni scorsi anche il Comitato Torrente San Francesco per la Tutela della Fauna Selvatica. Le referenti Carolina SalaGiordana Giranti e Anna Maria Elisa Vagliasindi esprimono “attenzione e comprensione” per le difficoltà segnalate dalla direzione del parco. “Comprendiamo pienamente le difficoltà quotidiane affrontate dal personale e dai giardinieri, costretti ogni giorno a intervenire per ripristinare sentieri, prati e aree verdi di uno dei luoghi storici più preziosi della città”, spiegano. 

La tutela del patrimonio paesaggistico, culturale e botanico di Villa Pallavicini, sottolineano, resta un obiettivo condiviso. Ma proprio per questo, secondo il comitato, il problema non può essere affrontato solo con interventi emergenziali. “Riteniamo necessario affrontare il problema con un approccio etico realmente efficace, strutturale e lungimirante, evitando soluzioni cruente ed emergenziali che negli anni hanno dimostrato di non risolvere stabilmente la presenza della fauna selvatica in ambito urbano”. 

Da qui la richiesta di un piano organico di prevenzione, basato su misure concrete: installazione di recinzioni selettive e barriere strutturali nei punti di accesso più critici, chiusura e messa in sicurezza dei varchi lungo torrenti e corridoi ecologici urbani, utilizzo di dissuasori fisici non cruenti, gestione più rigorosa dei rifiuti e sostituzione dei cassonetti con sistemi anti-intrusione, maggiori controlli contro l’abbandono di cibo e rifiuti, campagne informative rivolte ai cittadini. Il comitato propone anche la sperimentazione di strumenti innovativi non cruenti, compresi metodi immunocontraccettivi già oggetto di studi scientifici internazionali. “Continuare a intervenire esclusivamente attraverso abbattimenti o catture rischia di trasformare il problema in un’emergenza permanente, senza affrontarne le cause strutturali”, sostengono.

Alberto Bruzzone

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