Attualità - 12 giugno 2026, 11:24

Minori stranieri non accompagnati, Defence for Children contro il Patto Ue: "Retromarcia sui diritti"

Il 19 e 20 giugno a Genova il corso per aspiranti mentori di giovani migranti soli: l’associazione denuncia il rischio di nuove procedure di frontiera, trattenimenti e riduzione delle tutele previste dalla legge italiana

Minori stranieri non accompagnati, Defence for Children contro il Patto Ue: "Retromarcia sui diritti"

Entra in vigore oggi, 12 giugno 2026, il nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo e Defence for Children International Italia lancia l’allarme sulle possibili conseguenze per i minorenni stranieri non accompagnati. L’associazione denuncia una riforma che, anche alla luce delle modalità con cui il Governo italiano si prepara a recepirla attraverso la decretazione d’urgenza, rischia di indebolire le garanzie previste dal diritto internazionale e dalla legislazione nazionale.

Secondo Defence for Children, il nuovo quadro europeo potrebbe incidere in modo pesante sul principio del superiore interesse del minore, mettendo in discussione tutele fondamentali per bambini e adolescenti arrivati in Italia senza una figura adulta di riferimento.

"Oltre a mettere in questione garanzie fondamentali che devono essere assicurate a tutte le persone minorenni, da qualsiasi luogo provengano, il recepimento nel nostro Paese rischia fortemente, oltre alle gravi violazioni, di determinare condizioni di precarietà e insicurezza", dichiara Pippo Costella, direttore di Defence for Children International Italia. "È fondamentale che le nostre istituzioni locali e nazionali comprendano bene le implicazioni di queste misure europee per approntare piani e politiche intelligenti, efficaci a tutela dei minorenni e, insieme al loro, della nostra comunità nel suo complesso".

Tra i punti contestati dall’associazione c’è innanzitutto il rischio che le nuove procedure di frontiera rendano più frequente, se non sistematico, il trattenimento di bambini e adolescenti, una misura che Defence for Children ritiene incompatibile con il superiore interesse del minore. Nessun minorenne, sottolinea l’organizzazione, dovrebbe essere privato della libertà personale per il solo fatto di cercare protezione.

Preoccupazione anche per le procedure di identificazione e raccolta dei dati biometrici, che il Patto prevede possano riguardare anche bambini dai sei anni d’età. Per Defence for Children, l’identificazione deve avvenire in contesti adeguati, con personale formato e senza modalità coercitive: riconoscere situazioni di vulnerabilità, violenza o tratta richiede tempo, fiducia e competenze specialistiche.

L’associazione chiede inoltre che l’Italia mantenga l’esclusione dei minorenni dalle procedure accelerate, che comprimono tempi e garanzie legali, e difenda il sistema della tutela volontaria introdotto dalla normativa italiana. Il modello attuale, ricorda Defence for Children, prevede che ogni tutore volontario segua al massimo tre minorenni, mentre le norme europee aprirebbero a numeri molto più alti, fino a 30 o 50 minori per tutore, con il rischio di svuotare di significato la relazione educativa e di protezione.

Altro nodo critico è l’accertamento dell’età, che secondo l’associazione deve restare multidisciplinare, con valutazioni psicologiche, sociali e mediche. Il ricorso alle sole radiografie ossee viene giudicato impreciso e potenzialmente dannoso, perché un errore può privare un minorenne delle protezioni previste dalla legge.

Defence for Children richiama infine la necessità di non arretrare rispetto alla legge 47 del 2017, la cosiddetta legge Zampa, considerata un modello europeo per la protezione dei minori soli. Il Patto Ue, sottolinea l’associazione, lascia agli Stati margini di scelta: utilizzarli per ridurre le tutele sarebbe, secondo l’organizzazione, una decisione etica e politica inaccettabile, oltre che inefficace.

Accanto alla denuncia, Defence for Children Italia conferma il proprio impegno sul territorio con il corso per aspiranti mentori di giovani dal mondo, in programma a Genova venerdì 19 e sabato 20 giugno nella sede “Tutto Mondo” di piazza Don Gallo 5, 6 e 7.

Il progetto di mentoring, attivo dal 2019, punta a costruire relazioni di fiducia, sostegno e accompagnamento tra cittadini volontari, formati e seguiti dall’associazione, e giovani migranti neomaggiorenni arrivati in Italia da soli.

Il corso si terrà venerdì 19 giugno dalle 14 alle 18 e sabato 20 giugno dalle 9.30 alle 17.30. La partecipazione non comporta un impegno obbligatorio come mentore, ma offre gli strumenti di base per valutare se intraprendere questa esperienza. I volontari che aderiranno al programma saranno accompagnati da Defence for Children Italia con formazione, supervisione e supporto educativo, sociale e legale durante tutto il percorso.

Redazione

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