Attualità - 13 giugno 2026, 11:58

Crisi Amt, linee collinari a rischio stop da lunedì: fornitori pronti a fermarsi per i mancati pagamenti

Nel mirino i collegamenti affidati ai privati in Val Bisagno e Valpolcevera. I consumatori parlano di quadro “insostenibile”, la Lega attacca: “Una vergogna inaccettabile”

Crisi Amt, linee collinari a rischio stop da lunedì: fornitori pronti a fermarsi per i mancati pagamenti

Da lunedì 15 giugno alcune linee collinari del trasporto pubblico genovese potrebbero fermarsi. A rischio sono i collegamenti affidati da Amt a operatori privati, pronti a sospendere il servizio per i mancati pagamenti e per l’incertezza legata al piano di risanamento dell’azienda.

Il nodo è emerso dopo un confronto tra Amt e i propri creditori. Secondo quanto riferito dalle associazioni dei consumatori, ai fornitori sarebbe stata prospettata la liquidazione di una parte dei crediti maturati, mentre le partite correnti non verrebbero saldate prima della fine di luglio, quando il Tribunale dovrebbe pronunciarsi sull’omologazione del piano di ristrutturazione. Una prospettiva che ha provocato la reazione delle società aderenti ad Anav, ormai pronte allo stop.

L’eventuale sospensione riguarderebbe diversi servizi essenziali gestiti da operatori privati come GenovaRent, Scagnelli, Stat, BusCompany e Marcone. Tra le linee a rischio ci sarebbero la 57, la 93, la 273, la 275 e la 340, oltre ai servizi integrativi I03, I04, I13, I14, I21, I21/ e I25. Nel quadro rientra anche la linea CS all’interno del cimitero monumentale di Staglieno. Non è esclusa, inoltre, l’adesione alla protesta dell’azienda Della Penna, attiva nel Ponente cittadino.

Il rischio di nuovi disagi arriva in una fase già complicata per il trasporto pubblico genovese. Sempre da lunedì entrerà infatti in vigore la prima fase dell’orario estivo di Amt, che quest’anno comporterà una riduzione più pesante del servizio urbano, stimata intorno al 5% rispetto all’orario estivo dello scorso anno, anche a causa della crisi finanziaria attraversata dall’azienda.

Al momento non risultano prese di posizione ufficiali né da Amt né dall’amministrazione comunale. Intanto cresce la preoccupazione delle associazioni dei consumatori della Consulta comunale di Genova: Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Codacons, Federconsumatori, La Casa del Consumatore, Lega Consumatori e Sportello del Consumatore.

“Apprendiamo con estrema preoccupazione che i fornitori privati dei servizi di trasporto pubblico sulle linee collinari della Val Bisagno e della Valpolcevera, operanti nell’ambito del Comune di Genova, hanno comunicato la propria intenzione di sospendere i servizi a partire da lunedì prossimo”, scrivono le associazioni in una nota congiunta.

Per i consumatori, la causa della protesta è “di una gravità inaudita”: “Amt avrebbe proposto ai fornitori privati il saldo di solo il 50% dei crediti maturati, una percentuale che non copre nemmeno il costo del lavoro dei dipendenti, i cui stipendi superano il 58% del totale dei crediti stessi. A ciò si aggiunge una comunicazione altrettanto allarmante: le partite correnti non verranno saldate prima della fine di luglio 2026. Un quadro finanziario insostenibile, che scarica sui privati e sui loro lavoratori il peso di una crisi strutturale che Amt non può continuare a rimandare”.

Le associazioni temono ricadute pesanti soprattutto per chi vive nelle zone collinari della Valbisagno e della Valpolcevera, territori dove il mezzo pubblico rappresenta spesso l’unica alternativa concreta per raggiungere il centro cittadino, i servizi, le scuole e i luoghi di lavoro. Da qui la richiesta di un intervento urgente del Comune e della convocazione immediata di un tavolo tra amministrazione, Amt, operatori privati e rappresentanze sindacali.

Sul caso interviene anche la Lega, con la capogruppo in Consiglio comunale Paola Bordilli, che attacca direttamente la giunta Salis: “Siamo davanti all’ennesima dimostrazione dell’inadeguatezza della Giunta Salis. La sospensione del servizio delle linee collinari, causata dal mancato pagamento delle aziende private da parte di Amt, è una vergogna inaccettabile. Si lasciano a piedi migliaia di genovesi, isolando intere vallate e quartieri”.

“Parliamo di collegamenti vitali per i residenti delle nostre alture”, prosegue Bordilli, “zone in cui vivono anziani, persone con mobilità ridotta, studenti e lavoratori. Bloccare linee essenziali come il 57, il 93, il 340, il 13, il 14 e i servizi integrativi significa mettere in ginocchio il territorio, privando i cittadini di un diritto fondamentale come quello alla mobilità”.

Secondo la Lega, “la Giunta e i vertici di Amt non possono più nascondersi”. Bordilli aggiunge: “Si è arrivati al punto di costringere aziende storiche a fermare i mezzi. La responsabilità politica è di chi governa Palazzo Tursi. Non c’è stato alcun confronto con le imprese coinvolte e, cosa ancora più grave, a pagare il prezzo di questa situazione rischiano di essere anche i lavoratori, che potrebbero ritrovarsi senza stipendio pur garantendo un servizio pubblico essenziale”.

“Come Lega pretendiamo risposte immediate”, conclude la capogruppo, “avevamo già denunciato questi rischi durante la discussione del piano di risanamento, esprimendo tutte le nostre perplessità. La nostra astensione in Aula nasceva proprio da queste criticità, che oggi si stanno scaricando sui cittadini, sui lavoratori e sulle aziende storiche del territorio. Su questa vicenda daremo battaglia dentro e fuori il Consiglio Comunale”.

Redazione

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