Il successo della mobilità sostenibile a Genova nelle ultime settimane si sta scontrando con il problema del decoro e della sicurezza urbana.
Un tema che è arrivato anche nella Sala Rossa di Palazzo Tursi, portato dal consigliere Vassallo che ha sollevato la questione dell’abbandono disordinato delle biciclette in sharing su marciapiedi, piazze e tratti stradali pericolosi.
Secondo il consigliere di maggioranza, le numerose segnalazioni dei cittadini evidenziano come i mezzi vengano spesso lasciati in posizioni che ostacolano il passaggio di pedoni, anziani e persone con disabilità, oltre a creare pericoli per la circolazione stradale. È stato citato l'esempio limite del Comune di Serra Riccò, dove alcune e-bike abbandonate lungo la strada del torrente Secca hanno rischiato di causare incidenti, senza che gli operatori rispondessero alle chiamate della Polizia Locale.
"Gli agenti della Polizia Locale che hanno chiamato il numero a disposizione sulle biciclette - ha spiegato Vassallo - per sapere com’era possibile spostarle di lì non hanno ricevuto contatto con gli operatori”.
Il consigliere ha evidenziato ancora come l’abbandono fuori dal territorio comunale, spesso in zone isolate o in aree di intralcio che rende le biciclette inutilizzabili in tempi brevi.
"Stanno diventando anche un problema dilagante i commenti e i post sui social perché dove compaiono le immagini di numerose biciclette lasciate davanti a serrande di negozi, portoni e accessi privati con conseguente disagio per i privati e le attività commerciali. Per questo il punto non è solo dove l’utente lascia la bicicletta, ma se esista un sistema effettivo, tempestivo e verificabile di controllo, di recupero e di ricollocazione dei mezzi da parte degli operatori autorizzati”.
A rispondere è stato l’assessore alla Mobilità Emilio Robotti che ha voluto sottolineare lo straordinario successo del servizio con cinque player che operano sul territorio e che solo un operatore ha registrato centomila viaggi in tre mesi, con picchi di tremila spostamenti giornalieri. Pur riconoscendo il problema del posteggio irregolare, Robotti ha invitato a una riflessione più ampia sulla cultura civica, citando la campagna della FIAB "il dito e la luna": a fronte delle proteste per le bici, i dati della Polizia Locale parlano di 150.000 sanzioni annuali comminate a auto e scooter per sosta irregolare.
Per mitigare i disagi, l'amministrazione ha adottato nuove linee guida: “Abbiamo impostato delle disposizioni limitando il numero delle biciclette a circa 2000 più altre tipologie di cargo e scooter. Abbiamo dato un atto di impegno da firmare agli operatori e l’hanno firmato tutti. Uno è l’obbligo i fotografia, l’utente deve scattare una foto del mezzo parcheggiato correttamente per chiudere la corsa; il divieto di sosta sui marciapiedi e l’obbligo di geolocalizzare comunque e impedire la chiusura della corsa in diverse aree del centro”.
L’assessora ha poi continuato: “Le segnalazioni una volta fatte vedono un intervento piuttosto rapido degli operatori, teniamo conto che parliamo comunque a regime di qualche decina di persone di posti di lavoro in più che vanno e le spostano. Io stesso ho constatato in diverse occasioni e segnalato alla polizia locale alla sera biciclette posteggiate correttamente che venivano spostate in una, due, tre, quattro, messe in posizioni che non creavano particolare intralcio ma non erano corrette, il tutto per posteggiare poi delle autovetture sui parcheggi riservati”.






