Economia - 17 giugno 2026, 09:36

Lavoro in Liguria, salgono i disoccupati: oltre 10 mila lavoratori in meno nel turismo

I dati Istat del primo trimestre mostrano un mercato del lavoro fermo a 651 mila occupati, ma con 5 mila disoccupati in più. Sindacati in allarme per il crollo degli addetti in commercio, alberghi e ristorazione: Cisl punta il dito su salari e infrastrutture, Cgil denuncia il rischio di lavoro nero nonostante la crescita dei flussi turistici

Lavoro in Liguria, salgono i disoccupati: oltre 10 mila lavoratori in meno nel turismo

Nel primo trimestre del 2026 il mercato del lavoro ligure mostra un quadro sostanzialmente stabile sul fronte degli occupati, ma con alcuni segnali di criticità che preoccupano le organizzazioni sindacali. Secondo gli ultimi dati Istat, gli occupati in Liguria sono 651 mila, un dato pressoché invariato rispetto allo stesso periodo del 2025. A crescere, però, sono i disoccupati, passati da 34 mila a 39 mila unità, con il tasso di disoccupazione che sale dal 5,2% al 5,8%.

L'elemento più evidente riguarda il settore dei servizi, che perde 12 mila occupati, passando da 508 mila a 496 mila addetti. La contrazione si concentra soprattutto nel comparto commercio, alberghi e ristorazione, dove gli occupati scendono da 144 mila a 134 mila. A diminuire sono in particolare i lavoratori dipendenti, passati da 103 mila a 90 mila, mentre aumentano gli autonomi, saliti da 41 mila a 44 mila. In controtendenza l'industria, che registra una crescita da 138 mila a 146 mila occupati.

Per il segretario generale della Cisl Liguria, Luca Maestripieri, i dati restituiscono "una fotografia a chiaroscuro" della situazione regionale. "Se da un lato si evidenzia la resilienza del nostro tessuto sociale, dall'altro non possiamo ignorare il fatto che la Liguria sia l'unica regione del Nord-Ovest a registrare un aumento dei disoccupati", osserva. Maestripieri individua nel calo degli occupati nei servizi e in particolare nel turismo il segnale più preoccupante. Secondo il sindacalista, il comparto sta pagando una crisi salariale caratterizzata da stipendi non più adeguati al costo della vita, forte frammentazione delle attività e contratti spesso precari o stagionali. Per questo la Cisl ribadisce l'importanza del Patto per il lavoro nel turismo, nato con l'obiettivo di favorire occupazione stabile e di qualità, anche attraverso nuove assunzioni a tempo indeterminato.

A incidere, secondo Maestripieri, sono anche le persistenti difficoltà infrastrutturali della regione. "Cantieri, autostrade paralizzate e collegamenti complessi scoraggiano i flussi turistici fuori dall'altissima stagione e pesano sulla gestione delle imprese e sulla vita dei lavoratori".

Sul tema interviene anche la Cgil Liguria, che mette in evidenza una contraddizione significativa: mentre nel primo trimestre del 2026 gli arrivi turistici in Liguria sono aumentati del 9,7% e le presenze del 12% rispetto all'anno precedente, il settore commercio, alberghi e ristoranti ha perso oltre 10 mila occupati. Per il segretario generale della Cgil Liguria, Maurizio Calà, si tratta di un fenomeno difficilmente spiegabile con le sole dinamiche economiche. «L'occupazione nel turismo, nonostante il settore stia meglio dello scorso anno, subisce un tracollo. È un fenomeno che si può spiegare solo con il ricorso al lavoro nero», afferma.

Calà parla di una «anomalia tutta ligure» che evidenzia la fragilità del mercato del lavoro regionale e sottolinea come, mentre industria e costruzioni crescono, il turismo continui a perdere addetti nonostante la crescita dei visitatori. "Questo significa che una parte significativa delle imprese del settore si è collocata in una situazione di evasione fiscale e contributiva", sostiene il dirigente sindacale, annunciando la richiesta di un incontro con l'assessore regionale al Turismo per affrontare rapidamente la questione.

L'elaborazione dei dati Istat realizzata dall'ufficio economico della Cgil evidenzia come l'apparente stabilità dell'occupazione sia il risultato di dinamiche contrapposte. Nel primo trimestre del 2026 gli occupati sono stati 650.953, appena 188 in più rispetto all'anno precedente, pari a una crescita dello 0,03%. Un saldo minimo determinato dall'aumento dell'occupazione femminile e dei dipendenti nell'industria, compensato però dalla riduzione degli occupati uomini, dei lavoratori subordinati in altri comparti e degli autonomi. Un equilibrio fragile che, secondo i sindacati, richiede interventi mirati per rafforzare il lavoro stabile e contrastare fenomeni di precarietà e irregolarità, soprattutto nel settore turistico.

Redazione

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