È stato rinnovato il Consiglio di amministrazione di Ente Bacini, la società strategica per il comparto delle riparazioni navali e della navalmeccanica genovese. L’assemblea dei soci si è riunita questa mattina a Palazzo San Giorgio, sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, confermando l’attuale assetto di governance.
Il nuovo cda, che resterà in carica per tre anni, è composto da Maurizio Anselmo, Alessandro Arvigo, Marta Brusoni, Silvano Ciuffardi e Lorenza Rosso. L’assemblea ha confermato Alessandro Arvigo alla presidenza e Maurizio Anselmo nel ruolo di amministratore delegato.
La scelta, spiegano dall’Autorità portuale, punta a garantire continuità gestionale e stabilità in un settore considerato strategico per il sistema portuale e per l’economia del territorio. Ente Bacini rappresenta infatti uno dei principali strumenti a supporto della filiera delle costruzioni e riparazioni navali, comparto che a Genova coinvolge 47 dipendenti della società e circa 1.000 lavoratori diretti e indiretti.
La composizione del nuovo consiglio, secondo quanto evidenziato nella nota, valorizza competenze ed esperienze professionali diverse, con l’obiettivo di rafforzare la capacità della società di affrontare le sfide legate agli investimenti, all’innovazione tecnologica e alla competitività del settore.
“Ente Bacini rappresenta un’eccellenza strategica per il sistema portuale del Mar Ligure Occidentale e per l’intero comparto nazionale delle riparazioni navali”, ha dichiarato Matteo Paroli, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale.
“La conferma dell’attuale governance assicura continuità in una fase caratterizzata da importanti programmi di investimento e da una crescente domanda di servizi da parte del mercato. La scelta di un mandato triennale consentirà inoltre di accompagnare l’intero percorso di redazione e approvazione del nuovo Piano Regolatore Portuale, che per il comparto delle riparazioni navali rappresenta un passaggio strategico”.
Paroli ha poi sottolineato il ruolo del nuovo Piano Regolatore Portuale per il futuro dell’area: “In quest’area il Piano sarà infatti chiamato a definire le prospettive di sviluppo e gli interventi necessari per rafforzarne capacità operativa, competitività e attrattività industriale, offrendo agli operatori un quadro di riferimento stabile per gli investimenti futuri”.






